AT&T, per avere l’autorizazione alla fusione con Bellsouth, si impegna a garantire upgrade di rete ed altre cosine, tra cui la Neutralità della rete: WSJ.com.

AT&T Inc. made numerous new consumer-friendly concessions on the terms of its proposed $85 billion merger with BellSouth Corp. in an effort to get approval by the Federal Communications Commission before the end of the year.

In a 19-page letter filed with the agency last night, the phone giant promised to observe numerous "network neutrality" principles so it would treat all Internet content equally.

pare che nel documento ci sia pero’ scritto che

"This
commitment also does not apply to AT&T/BellSouth’s Internet Protocol television (IPTV) service."

a prima vista potrebbe sembrare che sia lo stesso costume (malcostume, IMHO) italiano (anche Telecom vuole discriminare i concorrenti per favorire la propria IPTV), ma a guardare meglio non é così.

Telecom vorrebbe discriminare sulla base della replicabilita’ economica (punto sul quale il Consiglio di Stato é chiamato ad esprimersi il 16 gennaio) della componente di trasporto usata da telecom per fare la TV
Mi spiego: Il prezzo del pane e’ 10 volte inferiore al costo della farina all’ingrosso: Se un altro operatore volesse fare un servizio che richiedesse la stessa band (throughput) di Alice Home TV, gli costerebbe all’ingrosso circa 10 volte il prezzo con cui Telecom vende al pubblico. Ogni bit che passa per gli operatori alternativi costa circa 10 volte di piu’ dei bit di telecom.

AT&T vuole (apparentemente) discriminare tecnicamente il traffico.
Questo, grossomodo, si puo’ fare in due modi:

  • generando delle code sulla rete che non garantiscano l’isocronicità (ovvero che i tempi di trasmissione siano costanti: un pezzo di video ti arriva subito, un pezzo devi aspettare) cosa che si puo’ ottenere anche semplicemente abbassando la priorità (i contenuti di AT&T passano davanti a quelli degli altri)
  • filtrando ed eventualmente bloccando alcuni tipi di trasmissioni.

il primo punto si aggira con il buffering, ovvero, come avviene oggi, aspettando una trentina di secondi per far partire il video in modo che eventuali asincronicità vengano compensate dal serbatoio presso l’utente.
il secondo si aggira con la cifratura dei contenuti e l’uso di numeri di porte strani (un parametro tecnico delle trasmissioni) in modo da non rendere riconoscibile alla rete il traffico che sta passando. Fortunatamente, dal mio punto di vista, le CPU presso l’utente sono sufficientemente potenti per fare decifratura e decompressione in tempo reale di video anche full-screen, quindi il problema non si pone.
ma questo lo sanno anche gli operatori quindi questa seconda modalità difficilmente verrà praticata.

quale e’ l’effetto della prioritizzazione dei propri contenuti rispetto a quelli degli altri ?
l’effetto e’ che quando un utente cambia canale sui contenuti
AT&T avrà un effetto assai più rapido di quando cambia canale sui
contenuti di altri perche’ questi secondi dovranno ricorrere al buffering.

un bel vantaggio competitivo per l’operatore.
ma un vantaggio competitivo che  prevede l’esistenza di "canali", cosa della quale io dubito assai.

Le trasmissioni live saranno in multicast, che dovrebbe avere pochi problemi. Le trasmissioni "on demand", se gli operatori proseguono su questa strada, verranno fatte direttamente dai dischi degli utenti da casa propria (oggi un disco da 300GB costa 100 euro).
Come dire: la prioritizzazione delle reti é contro gli interessi delle major

Sono due lobby potenti, il risultato non e’ scontato.