E’ lungo, ma ne vale la pena, IMHO.
E’ scorrevole da leggere e in fondo c’e’ una sorpresa interessante (almeno per me).

Nelle giornate di primavera, con l’alta variabilita’ del clima, e’ difficile prendere decisioni chiare sull’abbigliamento.

Adesso che il clima delle TLC volge all’incerto, tra effetti climatici/tecnologici globali e tempeste giudiziarie locali, anche il Prof. Guerci pare mutar certezze.   

Scrive Finanza e Mercati: «Banda larga in arrivo, attenti alle idee strette»

Il mondo viaggia in banda larga. Guai, però, se le idee restano strette. Parola di Carlo Mario Guerci, vice presidente esecutivo di Thinktel, quel pensatoio che, a fatica, cerca di tener dietro a quanto cambia nel mondo delle tlc e di far da mosca
cocchiera alla pattuglia, non sempre in palla, di ex monopolisti e
nuovi protagonisti italiani del settore.

Thinktel il pensatoio-lobby gestito online da Franco Carlini, tanta fatica non fa, secondo me, anche grazie al fatto di essere (largamente) finanziato da Telecom Italia.
(Franco, in occasione di un evento che avevo organizzato con Cortiana e
Palmieri al Senato sull’Open Source nella PA, riguardo alla allora
neonata Thinktel, mi aveva detto "bisognerebbe che partecipassi anche
tu", forse poi e’ successo qualcosa o qualcuno che glielo ha fatto dimenticare o
cambiare idea) Flip flap.

«Un mondo in banda larga», scritto e riscritto da Guerci più volte nel corso degli ultimi, vorticosi mesi per tener conto di tutto quanto sta cambiando

Flip flap. Spero che questo Blog gli abbia dato qualche ispirazione, visto che, invece, io non ho cambiato idea e visto che quando gli ho scritto una mail per chiedergli di incontrarlo, nella mia vita precedente, non mi ha risposto.

1) Tutto, naturalmente, parte dallo sviluppo di Internet… «Le telecomunicazioni – scrive Guerci – si stanno evolvendo da un business integrato verticalmente a uno integrato orizzontalmente». …

Non c’e’ nessun errore. Flip flap. E’ sempre lo stesso Prof. Guerci che e’ stato strenuo sostenitore della competizione basata sulle infrastrutture tra operatori verticalmente integrati: dal filo ai servizi.

«Questa separazione consente a nuovi protagonisti, vedi gli Asp (Application service provider, leggi i vari Yahoo!, Microsoft e Google) di competere ad armi pari con i servizi offerti dagli operatori di rete. Ma con una potenza di fuoco eccezionale.

NO, sono gli operatori che CERCANO di competere con i sopracitati. Telecom fa telefonate e trasmissione dati, da sempre. non motori di ricerca o sviluppo di applicazioni da sempre. Flip Flip Crack (qui si e’ incastrato)

2) … Oltre ai disinvestimenti delle attività immobiliari o satellitari, ad esempio, Telecom Italia ha tagliato in questi anni più di 2,2 miliardi di costi nel «reeingineering» dei processi. E il numero dei dipendenti, tra il 2000 e il 2005, è sceso del 25 per cento. Ma questo non scioglie il dilemma: come ottenere i ricchi margini «tradizionali», necessari sia per i dividendi che per gli investimenti, con i servizi innovativi.

"Houston, we have a problem". (Non diro’ "l’avevo detto prima io") C’e’ chi vorrebbe dare questa risposta, come scrivevo.

3) … Bt ha affrontato per prima il calo dei ricavi dalle attività tradizionali della telefonia fissa. Ed ha perciò lanciato per prima i servizi innovativi, la new wave. Purtroppo, la crescita del fatturato della «nuova onda» (+65 per cento ma su volumi ridotti) non ha affatto compensato la ritirata dai ricavi più tradizionali (-15 per cento).

BT fa outsourcing ICT in Europa alle aziende multinazionali.
Noi invece, vogliamo vendere film e pubblicità
, giusto ? Forse che ci si accorge che la media company non e’ sufficiente ? Flip flap.

4) …Deutsche Telekom,.. costretta ad un cospicuo taglio di tariffe per reggere il passo della concorrenza. Ma in questo caso ci ha pensato il Parlamento che, sfidando le ire della Ue, ha concesso a Dt di non concedere «provvisoriamente» agli altri operatori l’accesso alla nuova infrastruttura ibrida ottica/vdsl e la prossima offerta ibrida Iptv/Dvb-T (Digital video broadcast – Terrestrial).

Intanto cominciamo col dire che DT ha detto che non pensa piu’ di fare FO/VDSL ma ADSL2+ (e non e’ un dettaglio, visto che e’ la stessa tecnologia che TI in italia sta gia’ usando per l’offerta Alice Home TV (ad oggi priva di autorizzazione ma comunque commercializzata))

Poi, due settimane fa non era ancora legge, raccontava il vicepresidente degli affari regolamentari di DT. Lo e’ diventata nel frattempo  ? non mi risulta, perche’ c’era stata la minaccia di procedura di infrazione da Bruxelles, ma potrei sbagliarmi.

La levata di scudi tedesca a favore dell’incumbent è parente delle scelte più recenti della Fcc americana che ha favorito la riaggregazione delle ex mama Bell company limitando l’obbligo del diritto d’accesso ad altri competitors.

OH, io avevo capito IL CONTRARIO. Flip flap. (tutti i documenti sono qui. Vittorio, dillo a Ugo..) e comunque, dimenticarsi di dire che in ogni casa USA ci sono due fili che entrano, mentre in larga parte d’Europa c’e’ solo quelo del telefono, mi sembra intellettualmente non corretto .

5) Ecco la cornice in cui si gioca la grande partita delle telecom italiane. Lo sviluppo tecnologico impone, spiega Guerci, «un ripensamento molto profondo della regolamentazione, anche perché i modelli di business procedono molto più rapidamente delle scelte regolamentari».

Flip flap flip flap. Quindi… ? (beh, e’ gia’ qualcosa rispetto alla posizione che sosteneva fino a poco tempo fa: "Carlini suggerisce la separazione della rete, Guerci ritiene che non sia una soluzione efficiente e propone investimenti da parte di tutti gli operatori)" (ciascuno per sè, non tutti assieme, ndr).

Gentiloni che punta l’indice sulla necessità di «risolvere l’esigenza della remunerazione degli investitori che si faranno carico di realizzare le reti di futura generazione».

Giusto. Ricordo al Ministro che il Cost-plus stabilito per la remunerazione delle reti fisse e’ del 10,2% all’anno e fino ad oggi questi danari hanno contribuito alla riduzione del debito del controllo di Telecom.

Una sua ricetta il ministro delle Comunicazioni ce l’ha: «Il paese – ha spiegato – ma anche gli operatori, l’incumbent (Telecom) e l’autorità sono chiamati a fare sistema per realizzare le reti di nuova generazione. L’Italia deve trovare la sua strada che però non sarà la strada tedesca».

Giustissimo. Ale’.

TICK, un’altro "eretico" (mi segno tutti coloro i quali fanno affermazioni nella direzione del One Network, e’ la prima volta che mi segno un Ministro..)