Leggo dal Corriere delle Alpi (sono in vacanza.. 😉

Quanto al rischio «spezzatino», il Professore suppone che la dichiarazione di interesse per l’azienda telefonica italiana non sia americana e messicana, ma soltanto messicana. E dettata quasi unicamente dall’interesse di Slim per Tim Brasile, e che alla fine il rischio di uno «spezzatino» sia tutt’altro che remoto. «A me lo spezzatino piace, ma solo a tavola» taglia corto Prodi, che è contrario a riportare la rete in mani pubbliche (esattamente il contrario di quel che chiedono Prc, Pdci e Verdi) e pensa a una rete che svolga un servizio pubblico, nel senso di essere accessibile a tutti gli operatori, e che non sia di proprietà o di controllo statale.
Pubblica dunque no, ma italiana sì. Quindi una società di garanzia di transito che metta a disposizione un monopolio naturale, un «sistema nervoso» più tecnologico ed efficiente di quello attuale, con l’obiettivo finale di offrire servizi e contenuti ai consumatori a costi concorrenziali senza per questo indebolire l’operatore principale».