Attenzione a tempi e scadenze

DI LUIGI GAMBARDELLA
Il dibattito intorno alla possibile introduzione della separazione funzionale come rimedio applicabile exante dalle Autorità nazionali di regolamentazione nel quadro regolatorio comunitario sulle comunicazioni elettroniche, non può prescindere da una considerazione sui tempi e sulle procedure di possibile approvazione delle proposte di revisione normativa che la Commissione europea dovrebbe presentare all’inizio di novembre.
La portata di detta revisione, secondo quanto annunciato dal Commissario Viviane Reding in numerose occasioni pubbliche, riguarda una serie di modifiche alle direttive di settore, la proposta di un regolamento comunitario per la costituzione di una nuova Autorità europea per i mercati europei di comunicazioni elettroniche e, infine, l’aggiornamento della Raccomandazione sulla lista dei mercati rilevanti suscettibili di intervento regolamentare da parte dei regolatori nazionali nei prossimi anni. L’introduzione della separazione funzionale come rimedio ex-ante – nuovo rispetto a quelli oggi previsti dalla normativa comunitaria – dovrebbe verificarsi tramite una modifica del testo della Direttiva Accesso. È infatti questa direttiva che oggi indica quali obblighi possono essere imposti nei mercati all’ingrosso previsti dalla Raccomandazione, per porre rimedio a possibili fallimenti del mercato. Ora, la proposta di revisione delle direttive dovrà passare – secondo quanto prevede la procedura comunitaria di co-decisione – l’esame del Parlamento europeo e del Consiglio dei ministri dell’Ue, cosi come il regolamento di costituzione della nuova Autorità.
La nuova Raccomandazione sui mercati rilevanti entrerà invece in vigore in tempi più rapidi, poiché sarà adottata dalla sola Commissione come misura normativa secondaria. Poiché la possibile inclusione della separazione funzionale è uno degli elementi di più grande novità della riforma della normativa con evidenti effetti sulla definizione del panorama strategico dell’industria europea dell’Information and communication technology, l’esame tanto da parte degli stati membri che da parte degli eurodeputati, sarà particolarmente attento e premuroso. Se l’esame del legislatore comunitario seguirà dunque due letture, come è del tutto prevedibile, le nuove direttive non entreranno in vigore prima dei prossimi quattro a cinque anni, considerato anche il tempo necessario per la trasposizione nella legislazione nazionale da parte degli stati membri. È quindi difficile, oggi, prevedere se, in quale data e con quale precisa formulazione, questo rimedio sarà di fatto incluso fra quelli oggi previsti dal quadro regolatorio europeo.

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