British Telecom, Fastweb e Tiscali marciano su Bruxelles. Motivo? La bozza di raccomandazione sul mercato delle telecomunicazioni che l’Ue dovrebbe presentare il 13 novembre. In particolare, la proposta di far uscire il mercato 15, sull’accesso alla rete mobile, dalla regolamentazione ex ante della Comunità europea. «Siamo contrari alla rimozione di questo mercato», è il messaggio che arriva dalla controllata di Swisscom. «È più corretto che sia regolamentato», fa eco Mario Mariani, ceo di Tiscali Italia. E la stessa Bt dice di non approvare la mossa dei commissari Ue. La partita è importante tanto da far convergere l’interesse di gruppi «differenti» come l’ex incumbent inglese e le alternative italiane. E, al di là delle apparenze, quella che sta per «aprirsi è una dura battaglia», come sottolinea Innocenzo Genna presidente di Ecta la confidustria europea delle telecom alternative.
Il «liberi tutti» sull’accesso al mobile creerà moltissimi problemi a tutti i gruppi che possiedono solo la rete fissa. Il perché è semplice: il futuro delle telecomunicazioni è la convergenza tra fisso e mobile. Chi ha entrambi (come per esempio Telecom Italia) va sul velluto. E gli stessi operatori mobile, come Vodafone o Wind, non dovranno troppo crucciarsi: rimanendo tutelati sul fronte dell’accesso alla rete fissa, potranno pianificare le loro strategie.
Ma chi al contrario, come Tiscali o Fastweb, guarda ai cellulari per espandere il proprio business focalizzato sul fisso avrà seri problemi. La situazione è comunque in divenire. La bozza, che gira a Bruxelles, è il temporaneo sigillo ad una pace armata tra il commissario all’informazione e media Viviane Reding e quello alla concorrenza Neelie Kroes. L’accordo prevede tra le altre cose, come fortemente voluto dalla Redding, la separazione delle reti quale eventuale rimedio contro le distorsioni della concorrenza. Ma dall’altro, ipotizza una contropartita a favore della Kroes: l’uscita, dalla regolamentazione ex ante della Ue, di nove degli attuali 18 mercati tlc. Tra cui, per l’appunto, quello sul mobile.
Le varie lobby a Bruxelles sono già al lavoro. Dalla parte dei gruppi di telefonia fissa dovrebbe schierarsi l’inglese Peter Mandelson, commissario al Commercio. Ovvio, il parere contrario della Kroes. Mentre in presidente Jose Manuel Barroso potrebbe fare da ago della bilancia.
E i mal di pancia potrebbero non finire qui. La bozza, infatti, prevede anche la creazione di un Authority europea delle tlc e il diritto di veto in capo alla Commissione sulle delibere delle Authority nazionali. Una diminutio che, per esempio in Italia, l’Agcom potrebbe «mandare giù» ma a precise condizioni. Fonti vicine all’Autorità, infatti, sottolineano che il veto è accettabile solo se l’organo europeo sarà veramente operativo. Altrimenti non se farà nulla. Lo scontro è avviato.

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