Ad aver sollevato le polemiche degli ultimi giorni è un passaggio nascosto appunto nelle privacy policy degli Smart Tv: "Per fornire la funzione di Riconoscimento vocale alcuni comandi vocali potrebbero essere trasmessi, insieme alle informazioni sul dispositivo e ai relativi identificativi, a un servizio di conversione da voce a testo fornito da terze parti, nella misura necessaria per fornire all'utente le funzionalità stesse", si legge nel disclaimer. "Samsung potrà, inoltre, raccogliere, e il dispositivo potrà acquisire, i comandi vocali e i testi associati in modo da fornire, valutare e migliorare le funzionalità di Riconoscimento vocale". Poi la frase sulla quale si è concentrata maggiore preoccupazione, in realtà inserita già da qualche mese nel documento: "Tenere presente che qualora le parole pronunciate includano informazioni personali o sensibili, tali informazioni saranno comprese tra i dati acquisiti e trasmessi al fornitore esterno per il fatto che l'utente impiega il Riconoscimento vocale".

via www.repubblica.it