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Germania, prima legge europea su guida autonoma

Nella concept car della svizzera Rinspeed, un’interpretazione delle future auto a guida totalmente autonoma

Con l’approvazione anche da parte del Bundesrat di uno specifico disegno di legge, sulla guida autonoma la Germania diventa il paese pioniere in Europa. A breve, sulle strade tedesche l’intelligenza artificiale potrà sostituirsi alle persone alla conduzione dei veicoli. Solo che la responsabilità ultima resta in capo all’automobilista. Un dettaglio non da poco, perché di fatto alleggerisce, e di molto, la posizione dei costruttori, la cui lobby in Germania ha esercitato pressioni per ottenere il via libera al dispositivo che disciplina la materia. 

E se i costruttori danno il benvenuto alla nuova legge, l’associazione tedesca degli avvocati ha già criticato la norma che lascia gli automobilisti con il “cerino in mano”: “Con un crescente livello di automazione del traffico stradale, un maggior coinvolgimento in termini di responsabilità dei costruttori automobilistici sarebbe la logica conseguenza”, ha sintetizzato il presidente Ulrich Schellenberg. L’unica tutela per l’automobilista riguarda l’adozione di una sorta di “scatola nera” che dovrebbe essere in grado di attribuire le responsabilità in caso di incidente. 

La legge quadro apre la strada (non solo in senso figurato) alla guida almeno “semi automatica”: diversi costruttori già dispongono di funzioni in grado di subentrare all’automobilista, ma attualmente al conducente è permesso togliere le mani dal volante solo per qualche secondo.  

La nuova norma tedesca stabilisce che il veicolo debba segnalare per tempo all’automobilista la necessità di riassumere il controllo della situazione, ad esempio in caso di foratura: più facile a dirsi che a farsi. La legge prevede anche che le funzioni studiate per le autostrade non possano essere impiegate su altre arterie, e che in caso di pioggia o maltempo sia sempre l’automobilista a guidare. In ogni caso, al posto di guida deve sempre esserci qualcuno in grado di condurre. 

La legge quadro include anche una serie di eccezioni delle quali possono avvalersi le amministrazioni per incentivare forme di mobilità più sostenibili, come gli stalli dedicati o i parcheggi gratuiti per le vetture in car sharing. 

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