Sandberg warns of more Facebook privacy scandals

The 48-year-old billionaire noted that it would be impossible to allow users to opt out of having their data used for advertising while still keeping Facebook free.

“We don’t have an opt-out at the highest level,” she said. “That would be a paid product.”

L’idea quindi è che, per non essere profilati, si dovrà pagare.

Questa è esattamente una delle opzioni che avevo previsto nella mia Proposta di legge Disposizioni per lo sviluppo, la concorrenza e la tutela dei cittadini e dei consumatori nell’economia immateriale” per i fornitori dominanti

Art. 17.
(Fornitura di servizi senza profilazione e formazione dei prezzi di trasferimento)

      1. Al fine di tutelare i dati personali degli utenti, i soggetti individuati come dotati di significativo potere di mercato nell’ambito della verifica prevista dalle disposizioni dell’articolo 2, comma 3, lettere a), b), c), d), e) e i), sono tenuti a offrire agli utenti la possibilità di utilizzare, dietro ragionevole corrispettivo economico stabilito ai sensi del comma 2 del presente articolo, versioni dei propri servizi modificate in maniera da preservare la loro natura essenziale e i livelli di servizio forniti con metodi e con misure tecniche che evitino la presenza di inserimenti pubblicitari e la profilazione degli utenti stessi, fatta eccezione per quanto tecnicamente essenziale per la natura del servizio medesimo.

Quanto fare pagare ? beh, il margine di contribuzione che si è perso dalla pubblicità. Se così non fosse, giocando sul prezzo si potrebbero indurre comportamenti negli utenti/cittadini che non hanno alternative per restare in contatto con la loro rete sociale. per cui il prezzo deve essere sorvegliato… questa sotto è una proposta per avviare la discussione, non una affermazione finale, basata sulla considerazione che si parte da una situazione in cui ci sono 0% di paganti e che il costo variabile per un utente incrementale è praticamente 0:

      2. Il prezzo al pubblico dei servizi di cui al comma 1 non può eccedere il margine di contribuzione di secondo livello relativo a un singolo utente del servizio normalmente remunerato mediante pubblicità.

Ci sono delle conseguenze non immediatamente ovvie ad un passaggio del genere.

Ovviamente non puoi fare un medione mondiale di ricavi e prezzi. Secondo gli ultimi dati pubblicati Facebook ricava 9 dollari al mese per utente in USA/Canada e 2,4 euro in Europa; considerato il loro EBITDA margin, si potrebbe ipotizzare in Europa un prezzo di 14-15 euro/anno; probabilmente abbastanza meno in Italia.

Dovendo sorvegliare i prezzi per evitare abusi, si saprebbero esattamente i margini fatti in Italia, un bell’assist per l’Agenzia delle entrate.

 

Adesso consideriamo anche che uno degli strumenti che le attuali regole sulla privacy (GDPR) prevedono è la portabilità del profilo e che l’Antitrust può imporre un obbligo di interoperabilità, abilitato oggi da tecnologie come IPFS e SOLID. Avendo definito un prezzo per utente si può replicare quanto fatto nella telefonia e stabilire tariffe di terminazione, favorendo la nascita di operatori alternativi di social network che interoperano con Facebook grazie ad una decentralizzazione dei dati (a vantaggio di resilienza, privacy e diritti politici).

Cosa che prevedevo al comma 3.

      3. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è competente ad approvare i prezzi stabiliti ai sensi del comma 2 acquisendo i dati necessari dai soggetti di cui al comma 1. Tali prezzi sono altresì utilizzati dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni come base di elaborazione dei prezzi all’ingrosso di trasferimento a concorrenti, da stabilire con la usuale metodologia retail-minus, nei procedimenti che impongano ai soggetti stessi obblighi di portabilità dei dati utente, di interconnessione e di interoperabilità per effetto dei poteri conseguenti all’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 2.

Nulla di questo è punitivo (non si fa a pezzi Facebook, non la si priva di marginalità) ma porta benefici al mercato ed agli utenti.

Questa naturale evoluzione di un passaggio ad un opt-out totale a pagamento dalla profilazione sono certamente chiare a Facebook e se veramente ha deciso di intraprendere questa strada, è perchè teme interventi regolatori più drastici (a mio avviso, correttamente).