Il tema dell’algoritmo è centrale e non vuole renderlo noto. Ma ispezionabile ?

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Facebook ammette: “Impossibile garantire la sicurezza assoluta delle elezioni”

In una lettera inviata al Parlamento Ue, il social si dice disponibile a collaborare “con partiti, organismi regolatori, governi ed esperti accademici” nei prossimi mesi. Al centro, le prossime elezioni europee

“Sosteniamo l’obiettivo di assicurare che le elezioni siano libere e oneste” ma “la sicurezza non è un problema che si risolve una volta per tutte, e noi affrontiamo avversari sofisticati e ben finanziati che cercano costantemente nuovi modi di aggirare le nostre difese. Nessuno può garantire che tutti gli abusi saranno eliminati”. Lo scrive Facebook in un documento inviato al Parlamento europeo e reso noto dall’Anasa, con il quale risponde ad alcune domande sollevate dagli eurodeputati in occasione dell’audizione del fondatore Mark Zuckerberg il 22 maggio scorso.
Il gigante del web, però, si dice disponibile a collaborare “con partiti, organismi regolatori, governi ed esperti accademici” nei prossimi mesi “per fare tutto quello che possiamo per proteggere le elezioni insieme”. 
Facebook ha annunciato anche che non renderà pubblico l’algoritmo che stabilisce quali contenuti vengano posti in maggiore evidenza e quali invece visualizzati con minore rilievo o non mostrati affatto.  
“Una piena pubblicazione – scrive la società – solleverebbe questioni difficili sui segreti commerciali e minacce da parte di persone che cercassero di manipolare i sistemi in maniera inappropriata”. Ma propone un tavolo di confronto: “Suggeriremmo invece – prosegue il testo – un processo di impegno tra organizzazioni che gestiscono importanti algoritmi e parti interessate, come decisori politici ed esperti tecnici. Facebook sarebbe un partner attivo in un processo di questo genere”.
L’Europarlamento ha deciso di tornare sul caso caso Cambridge Analytica con tre audizioni, di cui una oggi, la seconda fissata per il 25 giugno e la terza per il 2 luglio.