Carramba che sorpersa ! Chi lo avrebbe detto ? Ah già – io.
Vi ho mai detto della mia proposta di fiscalita’ per il reddito degli agenti digitali ?
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Record di evasione fiscale per il sito Booking.comL’intermediazione di Booking.com sugli affitti delle abitazioni di privati senza partite Iva, potrebbe aver generato, tra il 2013 e il 2019, una evasione dell’Imposta sul valore aggiunto pari a 350 milioni di eurodi Ivan CimmarustiVisa e Uber in campo per la criptovaluta di Facebook3′ di letturaL’intermediazione di Booking.com sugli affitti delle abitazioni di privati senza partite Iva, potrebbe aver generato, tra il 2013 e il 2019, una evasione dell’Imposta sul valore aggiunto pari a 350 milioni di euro. Una stima basata sull’aumento esponenziale di questo tipo di prenotazioni, che dal 2017 ha registrato un incremento del 30%, superando di gran lunga quelle fatte con gli hotel. Il danno è duplice: da una parte il fisco perde un’entrata rilevante, dall’altra c’è una concorrenza sleale verso tutte quelle strutture ricettive che invece pagano regolarmente l’Imposta.È questa la traccia che sta seguendo la Procura della Repubblica di Genova , con una inchiesta che presto porterà alle prime iscrizioni nel registro degli indagati, con responsabilità diretta della società amministrata da Glenn Fogel.In ballo c’è un importante gettito fiscale, che sfugge totalmente al controllo. L’inchiesta è condotta dal procuratore aggiunto Francesco Pinto e dal sostituto Giancarlo Vona, che stanno ricostruendo un presunto «sistema» che consente alla società, con sede in Olanda, di far sparire l’Imposta sul valore aggiunto legata, esclusivamente, all’intermediazione per l’affitto di abitazioni di proprietà di privati che non hanno partita Iva. In questo caso, infatti, Booking dovrebbe operare in qualità di sostituto di imposta, registrandosi in Italia o utilizzando un rappresentante fiscale. Invece la tassa non è neanche dichiarata, con il risultato che l’azienda è sotto procedimento giudiziario per violazione della legge sui reati tributari. LEGGI ANCHE / Booking, evasione dell’Iva: inchiesta della procura di Genova L’inchiesta, condotta dal primo gruppo della Guardia di finanza di Genova, al comando del colonnello Ivan Bixio, nasce sulla base di alcuni preliminari accertamenti su appartamenti in affitto della provincia di Genova. Ci si è accorti che nelle fatture con Booking non era applicata l’Iva. Quello che in un primo momento è stato ritenuto un caso isolato, presto si è trasformato in modus operandi. L’intreccio investigativo, attraverso banca dati e documentazioni societarie, ha permesso di appurare che Booking non aveva mai pagato l’Iva per l’intermediazione con privati. Il fascicolo conta anche un parere dell’Agenzia dell’Entrate, un atto emesso a seguito di apposito quesito fatto da Federalberghi. L’associazione ha segnalato che il portale «emette fatture senza Iva italiana, applicando il meccanismo del cosiddetto “reverse charge” anche nei casi in cui la struttura ricettiva è priva di partita Iva. La conseguenza è l’evasione totale dell’imposta, che non viene pagata né dal portale né dalla struttura». L’Agenzia «ha chiarito che l’Iva – spiegano da Federalberghi – sulle commissioni pagate ai portali che operano in altri paesi Ue è sempre dovuta. Se la struttura ricettiva ha la partita Iva, essa si di dovrà fare carico del versamento in regime di inversione contabile. Se la struttura non ha partita Iva, dovrà essere invece il portale ad identificarsi in Italia e ad emettere fattura con Iva Italiana». Il tema è stato approfondito con una richiesta di informazioni all’Olanda: un ordine di indagine europeo che, tuttavia, non ha prodotto risultati. Le autorità dei Paesi Bassi hanno sostanzialmente negato qualsiasi illecito di Booking, rimandando al mittente la richiesta di ottenere documentazioni.LEGGI ANCHE / L’evasione può costare 825 miliardi agli stati Ue. Maglia nera? L’ItaliaSecondo Alessandro Massimo Nucara, direttore generale di Federalberghi, il danno non è solo alle casse dell’Erario, ma anche all’intero settore ricettivo. «Il mercato soffre – spiega – perché vede competere nello stesso spazio – la piattaforma web di Booking – soggetti che vendono lo stesso servizio, ma che sottostanno a regole diverse. Quello degli appartamenti privati è un business molto spesso privo di ogni forma di controllo e tutela per i consumatori. A preoccuparci è soprattutto la concorrenza sleale verso l’attività di impresa, che a differenza del privato che non ha partita Iva, paga regolarmente l’Imposta».Partecipa alla discussione15DisclaimerCommentaUssalvelox71Giovedì 1 agosto 2019 alle 10:08La chiusa di Nucara è a dir poco fuori luogo, se non disgustosa e priva di fondamento. Il problema non sono i privati che affittano le loro case, quanto un sistema che permette ad un gigante di speculare su di essi.E’ deviante e vergognoso che si tenti, ancora e per l’ennesima volta, di screditare un settore a favore di un altro, senza focalizzarsi invece sull’argomento esposto.Si accusano gli appartamenti di “business senza controllo”, quando in realtà è Booking ad approfittare della situazione per non pagare. Non sono gli appartamenti che non pagano, ma le Olta.Suggerisco a tutti di smetterla con questa sterile litania alberghi contro extralberghiero/complementare, in questo argomento oltretutto completamente fuori tema.Comunque, se tutti questi albergatori considerano così conveniente continuare la loro attività perché si sentono danneggiati da appartamenti e B&B hanno una soluzione: chiudere le loro attività e diventare a loro volta privati che affittano. Se è così conveniente perché non lo fanno? … forse semplicemente perché è tutta una grande montatura a favore di una grande e potente categoria a danno di chi invece non ha strumenti per difendersi davvero?Resta il fatto che il tema dell’articolo era il problema Olta… e ancora una volta invece si tenta di farlo diventare altro….Silvia BoselliVicepresidente Abbav VenetoUsalessandro 4021Venerdì 2 agosto 2019 alle 11:08Gentile Sig.ra Boselli, siamo d’accordo che l’evasione dell’IVA da parte delle OLTA sia una questione diversa dal problema sollevato dal presidente Nucara. Ma le due situazioni sono figlie di una stessa causa e cioè la completa deregulation presente ad oggi nel mercato dell’offerta extralbreghiera. Non trovo nulla di disgustoso nella verità espressa da Nucara. Gli hotel sono soggetti a controlli e autorizzazioni dal punto di vista igienico, amministrativo, dell’ordine pubblico e della sicurezza e delle autorità di prevenzione incendi. Controlli e autorizzazioni che comportano costi immani, ma che garantiscono il consumatore finale sul prodotto che va ad acquistare.L’offerta extralberghiera non è soggetta a nulla di tutto ciò.Le regole devono valere per tutti oppure, si cancellino, e non valgano più per nessuno. Mi piace 1Usrp3Giovedì 1 agosto 2019 alle 00:08Il titolo é fuorviante!Booking opera nell’ambito della legislazione vigente, italiana ed olandese. Non va bene per i motivi descritti nell’articolo?Le si cambi! Governi e parlamenti sono li’ per questo.E’ da qualche secolo che “No free man shall be seized or imprisoned, or stripped of his rights … except by the lawful judgment of his equals or by the law of the land.”Cordiali Saluti. R.P. Fffm. :-)P.S. Articolo 39 Magna Carta A.D. 1215UsMarco 3771Mercoledì 31 luglio 2019 alle 13:07Vedo la solita italica confusione aleggiare nei commenti. Si mescolano aspetti fiscali con logiche di mercato.L’Olanda è paese sovrano e ha un sistema fiscale normativo molto più competitivo di quello contorto e rapace dell’Italia. Normale che le imprese del Web vadano lì e rifuggano il nostro. Questo fatto sta alla base del nostro declino economico, elevata pressione fiscale, incapacità di far valere IPR e burocrazia bizantina spingono imprese italiane e non a investire altrove.Altro che dumping fiscale, assurdità ideologica che dimostra la ns visione distorta: “brutta Olanda che ci fai concorrenza con un fisco leggero e burocrazia snella, perché non cominci anche tu a sprecare spesa pubblica, tartassare cittadini ed imprese e creare posti di lavoro fittizi con burocrazia borbonica”?L’altro è un aspetto di logiche di mercato. Dubito che una camera di B&B sia in diretta competizione con i servizi di un albergo di qualità, del resto è pratica comune in Italia che ogni volta che un comparto della ns economia rischia di uscire dal mercato si invoca l’intervento dello stato per riequilibrare (=distorcere) la situazione, col duplice nefasto risultato di ritrovarsi con un enorme fardello di imprese decotte tenute in piedi da sussidi e interventi pubblici e di fuga all’estero o mancata crescita di imprese competitive.E’ un po’ come se lo stato sovvenzionasse i produttori di diligenze perchè l’importazione di auto sta distruggendo il loro mercato. Ma non ci facciamo illusioni, uccisa Booking ne sorgeranno altre 10 perchè è là che il mercato sta andando. UsMassimo 4386Mercoledì 31 luglio 2019 alle 16:07D’accordo al 100% riguardo alla tassazione estrema e alla burocrazia bizantina, ma qui la situazione è diversa. Esempio: un’aliquota del 10% che genera un gettito di 30 MLD non ha lo stesso valore in un paese di 10 milioni di persone ed uno di 60. Vista la paralisi politica europea andrà a finire (giustamente) che ,come sta iniziando a fare la Francia, verrà tassato direttamente il fatturato generato nel proprio paese.Mi piace Usdiego 985Mercoledì 31 luglio 2019 alle 18:07Ma come dubiti che una camera di B&B sia in diretta competizione con i servizi di un albergo? Ma li hai mai visti i nuovi B&B offrono molto di più di un hotel, qui non si sta parlando di hotel a 5 stelle con camere da 1000€ a notte si parla di hotel in generale e di attività ricettive che sono obbligate ad aprire la partita iva, ma quello che non si capisce è perché il B&B possa lavorare senza aprirla come anche chi affitta magari 10 appartamenti per una sola notte come fosse un hotel. Tutto questo sistema sta uccidendo il sistema ricettivo alberghieroMi piace 2Usm.m.fMercoledì 31 luglio 2019 alle 11:07…i lati curiosi del Europa UNITA!!!UsMarco 3771Mercoledì 31 luglio 2019 alle 13:07I lati curiosi di chi non capisce che l’Olanda è un’altro stato sovrano sul quale la cervellotica e rapace normativa fiscale ha limitate possibilità di intervento. Più torniamo a stati sovrani indipendent, più questi effetti si acutizzeranno, a meno di non isolare l’Italia dal Web come in Corea del Nord, ma a quel punto ne farebbe le spese anche il ns turismo.Mi piace UsUNITEDKINGDOM1Mercoledì 31 luglio 2019 alle 10:07queste piattaforme … raminghe, senza fissa dimora, sono come satelliti nello spazio, vagano per il WEB e si fanno un baffo delle regole.. certo per l’attività alberghiera tradizionale è un danno enorme … mah ! UsmarcellorossiMercoledì 31 luglio 2019 alle 10:07Mi chiedo sempre: non c’è un “osservatorio internet” in Italia, che reagisca (dato che prevenire è tecnicamente difficile) rapidamente (!!) a queste situazioni?Usdiego 985Mercoledì 31 luglio 2019 alle 10:07Stessa situazione per i B&B per i quali non vi è l’obbligo di partita iva e sono gestiti quindi da privati a differenza degli affittacamere per i quali invece è obbligatoria. La legge dovrebbe prevedere per tutte le attività ricettive, l’obbligo di partita iva, senza distinzione tra appartamenti B&B o Hotel, chi affitta on line sia sul proprio sito privato che sui portali vecchie stanze, soffitte, garage utilizzati come appartamenti, vecchi appartamenti fatiscenti dovrebbe pagare l’iva e le tasse. La concorrenza sleale verso gli hotel e le attività ricettive con partita iva è aumentata in modo esponenziale creando negli ultimi anni gravi danni alle attività, che hanno costi di gestione molto più alti di un privato.UstommasobortoluzziVenerdì 2 agosto 2019 alle 10:08assolutamente falso e fuorviante. Le locazioni pagano sul lordo senza diritto ad alcuna detrazione del costo con punte che sfiorano il 60% dell’utile effettivo. Poi se vogliamo parlare del regime forffettario allora le dico che è più conveniente avere partita iva che non dichiarare redditi da locazione. Fatevene una ragione il mondo è cambiatoMi piace Usil_grande_dantonMercoledì 31 luglio 2019 alle 10:07ma cosa si aspetta a legiferare a livello europeo e normalizzare questa ripugnante e scandalosa situazione? UsDico 1969Mercoledì 31 luglio 2019 alle 09:07Non è ammissibile che possano esserci dei Paradisi Fiscali intraeuropei che facciano concorrenza sleale al fisco degli altri paesi fornendo una base legale per evasione ed elusione. Il caso olandese è poi odioso perchè parliamo di un paese in prima fila nel chiedere il rigore dei conti ai paesi a cui sottrae risorse economiche in questo modo scorretto. A quando una seria riflessione comunitaria per porre fine a questo scempio?UssiolucaMercoledì 31 luglio 2019 alle 12:07Appena finiscono le vacanze e le abbondanti colazioni condivise sui socialMi piace 2