TELECOM, FOSSATI: PRONTO IL MIO PIANO (AGI) - Roma, 22 lug. - E' pronto il piano industriale di Marco Fossati, azionista di Telecom Italia con il 4,5 per cento circa del capitale, alternativo a quello attuale, da presentare a settembre. 'Fossati alza il tiro su Benabe'' titola La Repubblica che poi sottolinea le parole dell' azionista: '' Il nostro piano e' pronto, ma lo renderemo noto solo se il management non presentera' una nuova strategia entro la fine di agosto''. Fossati, spiega il quotidiano diretto da Ezio Mauro, ha poi 'dovuto confermare a denti stretti cio' che Repubblica aveva anticipato nei giorni scorsi e cioe' che 'Value Partners ha preparato una ' business analysis' della crescita dei ricavi di Findim, mentre il piano industriale, che ha un altro taglio piu' complesso e' stato studiato con diversi advisor'. L'imbarazzo e' evidente: la Value Partners ha potuto beneficiare nell'era di Tronchetti Provera di succose parcelle. Che ora rischiano di essere tagliate dal nuovo management anche se in buona parte sono ancora in piedi essendo i contratti pluriennali in vigore'. Per La Stampa, Marco Fossati 'insiste: l'aveva gia' detto mesi fa, a cavallo dell'assemblea dei soci' e 'lo ripete adesso che il gruppo ha bisogno di una scossa, il piano industriale presentato a primavera da Bernabe' non e' adeguato, servono correzioni di rotta, provvedimenti piu' mirati, interventi piu' coraggiosi, nuove alleanze'. CORRIERE DELLA SERA 22/7 Il rilancio L'imprenditore: abbiamo un piano che sveleremo a fine agosto. Il nodo Telefonica e i soci Telco Telecom, Fossati in pressing La società: suggerimenti apprezzati, ma la sede opportuna è il consiglio L'ex patron della Star: aspettiamo il business plan di Bernabè altrimenti presenteremo il nostro MILANO — Riparte il pressing di Marco Fossati su Telecom Italia. L'ex patron della Star, secondo azionista singolo del gruppo telefonico con il 4,5%, è pronto a mettere sul tavolo un piano di rilancio alternativo a quello di Franco Bernabè. A cui ieri ha lanciato un messaggio, che sembra quasi un ultimatum: «Il nostro piano è pronto ma lo sveleremo solo se il management non presenterà una nuova strategia entro agosto». «L'attuale situazione — ha spiegato Fossati — non può continuare a lungo. Il cash flow è molto buono ma il titolo è sottovalutato e manca di un indirizzo preciso sul fronte delle strategie ». La Findim ha già perso quasi il 40% del valore dell'investimento. Peggio è andata ai soci di Teleco, che rischiano per giunta di dover mettere di nuovo mano al portafoglio se entro metà agosto Telecom non risalirà a 1,3 euro (ieri ha chiuso a 1,25 euro con un rialzo dell'1,2%). Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Generali, Benetton e Telefonica dovranno infatti reintegrare le garanzie sui prestiti che erano stati concessi a Olimpia. Per questo starebbero tenendo sotto stretta osservazione tutto ciò che si sta muovendo attorno al gruppo telefonico. La strada ipotizzata da Fossati «aiuterà a valorizzare l'azienda a beneficio di tutti gli azionisti». Il patron della Findim ha precisato che al contro-piano non hanno lavorato né Riccardo Ruggiero né Value Partners, che ieri ha smentito un suo coinvolgimento riferito da alcune indiscrezioni di stampa. La società di consulenza ha svolto un'analisi sulla crescita dei ricavi di Telecom, mentre il contro-piano, ha spiegato Fossati, è stato affidato a diversi advisor. I quali, mantenendo «lo status quo dal punto di vista della struttura azionaria» di Telecom hanno previsto «un miglioramento delle linee guida in seguito a una serie di misure». Che passerebbero per un maggior coinvolgimento di Telefonica. «Ci sarebbero molti vantaggi da un'integrazione con Telefonica, solo in questo modo si potrebbero conseguire le vere sinergie» ha spiegato Fossati, precisando: «Un'integrazione, indipendentemente da come sarebbe realizzata, porterebbe alla creazione di valore per gli azionisti». Intanto da Telecom hanno fatto sapere di «apprezzare tutti i suggerimenti utili allo sviluppo del gruppo», ma che i vertici devono «tutelare non solo gli azionisti, ma gli obbligazionisti, i clienti, i dipendenti». Comunque «avendo i Fossati due rappresentanti in consiglio, la cui riunione è prevista a breve — spiegano— gli sarà agevole dare ogni positivo contributo nella sede opportuna ». Federico De Rosa Marco Fossati, numero uno della Findim e secondo azionista di Telecom Italia con il 4,5%, ha preparato un piano strategico per il gruppo REUTERS MILANO (Reuters) - Un'integrazione tra Telecom Italia e Telefonica porterebbe grossi vantaggi per tutti gli azionisti. Lo dice Marco Fossati a Reuters, aggiungendo che la finanziaria di famiglia, Findim, azionista di Telecom Italia con il 4,5% circa del capitale, ha elaborato un piano industriale, alternativo a quello attuale, da presentare a settembre. "Abbiamo elaborato all'interno di Findim un piano industriale che aiuterà a valorizzare l'azienda a beneficio di tutti gli azionisti", dice Fossati a Reuters. RIFORMISTA telecom lo scenario finanziario per l'azienda Suona di nuovo l'ora degli scalatori Maggiore indiziato è il socio Telefonica. Ma anche Vodafone. Senza dimenticare Fininvest Mercato e intrigo di potere. Manager e spioni. Un piano di rilancio industriale e l'eco dei «dossier illeciti». E anche l'immancabile polemica intorno alla pubblicazione di un colloquio che fa rumore, e notizia, quello fra il giornalista Giuseppe D'Avanzo e l'imputato Giuliano Tavaroli, su Repubblica . Le vicende legate a Telecom si confermano un serbatoio di colpi di scena. Anche perché la partita per il controllo della società telefonica sembra tutt'altro che chiusa. Si muovono i giocatori, management, azionisti e potenziali predatori, e in vista della prossima battaglia si affilano le armi. Quelle finanziarie, legate alla capitalizzazione di borsa, all'andamento del titolo e alle prospettive industriali, e quelle che potrebbe offrire il passato, da cui emergono atti giudiziari, ma anche verità di parte e nuovi sospetti. Su tutti e due i piani, il quadro è destinato ad aggiornarsi rapidamente. Franco Bernabè è alle prese con una difficile riorganizzazione, con tanto di migliaia di esuberi da gestire, e ha messo in piedi un'operazione trasparenza, scegliendo di non ricorrere ad un aumento di capitale, che il mercato ha mostrato di non metabolizzare, con il susseguirsi di report poco incoraggianti e di pessime previsioni. Il risultato è una performance negativa a Piazza Affari e una capitalizzazione che si impoverisce pericolosamente. Che Telecom sia una preda appetibile da un punto di vista industriale è scritto nella sua collocazione strategica, che lo stia diventando sempre di più anche da un punto di vista finanziario lo dicono i valori di borsa che consentirebbero un'opa a buon mercato. Così, le voci su possibili takeover si rincorrono. Tra quelle più fantasiose e quelle più concrete, il dato di fatto resta che il ventaglio di potenziali "scalatori" è ampio. All'interno dell'azionariato, con il socio industriale Telefonica che diverse fonti indicano come sempre più insofferente rispetto allo status quo, e con il piano industriale alternativo di Marco Fossati che ieri ha chiarito: «il nostro piano è pronto ma lo sveleremo solo se il management non presenterà una nuova strategia entro agosto, è nell'interesse di tutti gli azionisti e creerà valore per tutti loro». Una posizione che si lega alla convinzione, ribadita anche ieri, che ci siano «molti vantaggi» in una fusione con la compagnia spagnola. E anche all'esterno, con i grandi operatori mondiali, a partire da Vodafone, che potrebbero prima o poi mettere nel mirino l'ex monopolista italiano. Senza dimenticare l'eterna tentazione di casa Fininvest, quella di sfidare in campo aperto gli equilibri della politica e della finanza per coronare una fusione Telecom-Mediaset. Sul piano giudiziario, intanto, è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini della Procura di Milano sui «dossier illeciti», che vede come principali protagonisti l'ex capo della security di Telecom Giuliano Tavaroli, l'ex funzionario del Sismi Marco Mancini, e il capo del Tiger Team di Telecom, Fabio Ghioni. Sono state iscritte nel registro degli indagati Pirelli e Telecom, per illecito amministrativo, mentre Marco Tronchetti Provera e Carlo Buora sono risultati estranei alla vicenda. «È emersa con chiarezza la verità, è un dato estremamente importante», ha commentato il patron di Pirelli, dicendosi peraltro «sconcertato» che continui «una campagna che, malgrado ogni evidenza, cerca di alterare la verità». Il riferimento è al lungo colloquio con Giuliano Tavaroli, pubblicato ieri da Repubblica , in cui l'ex capo della sicurezza di Telecom, arrestato due anni fa, rivela la sua verità: si dice determinato a «non fare il capro espiatorio di questo affare», parla dello «scambio di figurine» fra security private e servizi segreti e della «zona di confine» in cui gli era chiesto di operare e afferma di essere stato «messo in mezzo» per aprire la strada all'inchiesta Abu Omar. Parole che sollevano nel Pdl un moto di solidarietà nei confronti di Tronchetti Provera, sintetizzato dal portavoce di Forza Italia, Daniele Capezzone, che denuncia «una convergenza di ostilità» di una parte della magistratura, del gruppo Espresso-Repubblica e del governo Prodi. Per ora, nell'atto firmato dai pm, emergono elementi che configurano almeno una responsabilità oggettiva degli ex vertici di Telecom: il Tiger Team guidato da Fabio Ghioni agiva anche per spiare le aziende concorrenti e la carenza di controllo rendeva possibile che Tavaroli commettesse diversi reati. Nell'interesse della società. SOLE 24 ORE Telecom Italia. Il vertice replica ai rilievi della famiglia: parlino nelle sedi appropriate Bernabè a Fossati: il piano si discute in consiglio Alla Findim con due consiglieri fa capo il 4,45% della compagnia Laura Galvagni MILANO L'idea di un piano alternativo a quello predisposto dal management, per di più redatto da un socio che conta ben due rappresentanti nel consiglio di amministrazione, non ha lasciato indifferente il vertice Telecom Italia. Anzi, sia il presidente, Gabriele Galateri di Genola, sia l'amministratore delegato, Franco Bernabè, avrebbero mostrato una certa irritazione per le dichiarazioni di Marco Fossati. L'imprenditore, che tramite la finanziaria di famiglia (Findim) detiene un 4,45% del capitale del gruppo tlc, ieri ha confermato di aver preparato un progetto di sviluppo della compagnia telefonica, come riferito da Il Sole 24 Ore del 12 luglio, alternativo a quello che porta il marchio dell'azienda. La presa di posizione, tuttavia, non sarebbe stata particolarmente gradita dalla società. Al punto che Telecom Italia, interpellata, ha commentato così: «L'amministratore delegato e il presidente apprezzano tutti i suggerimenti utili allo sviluppo del gruppo. Il loro lavoro però consiste nel tutelare non solo gli azionisti, ma anche gli obbligazionisti (che hanno in carico 42 miliardi di debito lordo) e i dipendenti». La società ha poi ricordato: «Avendo poi i Fossati due rappresentanti in consiglio, la cui riunione peraltro è prevista a breve (8 agosto), gli sarà agevole dare ogni contributo positivo nella sede e nei tempi opportuni». Insomma, i suggerimenti sono ben accetti a patto che diventino materia di discussione all'interno dell'organo che governa la compagnia telefonica e non tema di dibattito mediatico. I Fossati hanno fatto sapere ieri, con una dichiarazione a Bloomberg News, che proporranno un piano industriale per la società telefonica a settembre, se i manager non presenteranno una nuova strategia. «Il nostro piano è pronto, ma lo renderemo noto solo se il management non indicherà nuove linee di sviluppo entro la fine di agosto», ha dichiarato Marco Fossati. «Il piano è nell'interesse di tutti gli azionisti, creerà valore per tutti i soci», ha aggiunto l'imprenditore che già in occasione di una precedente intervista aveva chiesto a Bernabè di delineare un progetto di sviluppo in grado di ridare slancio alla compagnia telefonica. Da inizio anno il titolo ha perso circa il 40%, (ieri le azioni sono salite dell'1,21%a 1,258 euro)e il mercato ha spesso sollecitato una svolta decisiva nelle strategie. Fossati ieri ha inoltre precisato che Value Partners ha preparato una «business analysis » della crescita dei ricavi per Findim, mentre il piano industriale per Telecom, che ha «un altro taglio, più complesso, » è stato studiato con vari advisor. Value Partners, d'altra parte, è anche consulente di Telecom Italia. L'imprenditore ha infine dichiarato a Reuters che da un'integrazione tra Telecom e Telefonica «ci sarebbero molti vantaggi». La fusione, secondo Fossati, è «l'unico modo per ottenere vere sinergie tra i due gruppi». FINANZA E MERCATI Bernabè a muso duro contro i Fossati sul piano Telecom di Gaia Giorgio Fedi del 22-07-2008 da Finanza&Mercati del 22-07-2008 [Nr. 143 pagina 2] La famiglia: «Business plan a settembre se i vertici non si scuotono». L’ad: «Bene i consigli, ma la loro sede opportuna è il cda, dove Findim ha due rappresentanti» Indagine chiusa su spionaggio e investigazioni illegali e muro contro muro tra la famiglia Fossati e i vertici di Telecom Italia. Che si sarebbe trattato di un’estate impegnativa per il gruppo telefonico era già previsto. Ma era meno scontato che, improvvisamente, dopo mesi di silenzio sul fronte giudiziario, si arrivasse a un’accelerazione dell’inchiesta della procura di Milano relativa a spionaggio e intercettazioni illegali, coincisa curiosamente con un certo fermento nell’azionariato Telecom. Marco Fossati, cui attraverso la finanziaria di famiglia Findim fa capo il 4,5% del gruppo, ha ammesso ieri in un’intervista a Reuters di avere elaborato un contro-piano industriale per il colosso telefonico e di essere pronto a presentarlo «a settembre, in mancanza di un piano alternativo da parte del management Telecom». La risposta dei vertici del gruppo telefonico non si è fatta attendere: «L’ad (Franco Bernabè) e il presidente (Gabriele Galateri di Genola) fanno sapere che apprezzano tutti i suggerimenti utili allo sviluppo del gruppo. Il loro lavoro però consiste nel tutelare non solo gli azionisti ma anche gli obbligazionisti, i clienti e i dipendenti. Avendo poi tra l’altro i Fossati due rappresentanti nel consiglio, la cui riunione è prevista a breve (8 agosto, ndr), sarà loro agevole dare ogni contributo positivo nella sede opportuna». Il botta e risposta è sintomatico di un forte nervosismo, comprensibile vista la caduta verticale in Borsa che ha reso il gruppo teoricamente scalabile, e viste le quotazioni incagliate intorno ai minimi (ieri il titolo è rimbalzato dell’1,21% a 1,25 euro). Scalabile, tra l’altro, non solo dal socio Telefonica, con un’eventuale Opa giudicata «vantaggiosa» da Fossati e ritenuta dal mercato ormai solo questione di tempo e di trattative con l’attuale governo, ma anche da altri player «ostili». Strano che le reazioni si siano palesate solo ora, e solo da parte dei Fossati. I quali, però, non appaiono molto lontani da altri azionisti. Come Pirelli, per esempio, ma anche Generali: al deposito delle liste per il cda la famiglia «ripescò» il nome di un candidato del Leone, Roland Berger, sacrificato per fare spazio ad altri. Fossati ha poi smentito di avere dato a Value Partners l’incarico per il contro-piano, affidato invece a diversi advisor. Eppure l’indiscrezione sembrava plausibile, vista la vicinanza di Value Partners a Pirelli e a Macro Tronchetti Provera, e visto il fatto di avere già lavorato per Findim su altri dossier e il recente arruolamento ai vertici di Riccardo Ruggiero, ex ad di Telecom e quindi profondo conoscitore del gruppo.