Parafrasando la celeberrima frase di Stewart Brand "information wants to be free", si può dire "the network wants to be neutral".
4 giorni fa, alla Tavola Rotonda con l'Autorità delle Comunicazioni organizzata dall'Economist sostenevo (come fatto molte altre volte su qs blog) che le blindature della rete che gli operatori vorrebbero fare non resisteranno alla pressione della consumer electronics, mercato mondiale le cui regole sono dettate da colossi del calibro di Samsung e Linksys (Cisco).
3 giorni fa Samsung ha presentato il suo device mobile Wimax e lo ho postato quasi in real time...
Dicevo Samsung e Linksys perche' non pensavo che i produttori di hardware legati a doppio filo con gli operatori telefonici (Ericsson, Siemens, Motorola, Nokia...) avrebbero avuto l'imprudenza di rompere l'idillio e rischiare rappresaglie dai loro maggiori clienti e canali commerciali.
Mi ricordo quando nel 1994 Motorola fece un GSM con segreteria telefonica a bordo, che consentiva di non telefonare all'operatore per ascoltare i messaggi (privando quindi gli operatori di succosi ricavi aggiuntivi) e, da un momento all'altro, fu ritirato dal mercato, secondo alcune "malelingue" per la pressione degli operatori.
Oggi leggo su Punto Informatico che ...
Link: PI: Tv mobile? Una crisi annunciata.
Operatori e produttori di cellulari sempre più lontani
Sta di fatto che, abbracciando il DVB-H, i Mobile Operator hanno aperto un ulteriore fronte.
Le trasmissioni DVB-H sono dei flussi di dati digitali in broadcast, che usano una infrastruttura di rete "televisiva" con dei ripetitori localizzati sul territorio.
Non si usa UMTS per trasmettere il DVB-H. Questo significa che un qualsiasi broadcaster dotato di una rete DVB-H (o DVB-T) può magicamente "entrare" dentro i telefonini della gente. Senza passare per i Mobile Operator.
E per i broadcaster questa è una possibilità a dir poco interessante.
Anche qui però siamo di fronte alla solita situazione: i telefoni cellulari DVB-H li vendono i Mobile Operator, con delle offerte dedicate e con un sistema di "protezione" dei contenuti che vincola l'utente al suo operatore.
Anche qui però si è avuta una rottura dello schema: proprio con Nokia che per i suoi modelli DVB-H ha scelto, guarda caso, di stare fuori dal coro proponendo un sistema di protezione dei contenuti diverso, più "aperto".
Evidentemente la pressione di Samsung o altri produttori globali che possono ora disinteressarsi delle pressioni degli operatori (la Cina e' un mercato colossale, meglio prendere quello o tutelare il mercatino Europeo ?), hanno spinto Nokia al grande passo.
Se Nokia non tornerà sui suoi passi (come fece Motorola), e' una falla che non si ripristinerà. Se anche tornasse sui suoi passi, e' una incrinatura alla quale ne seguiranno altre.
E' un effetto della digitalizzazione delle comunicazioni, della rete che non coincide con il servizio.
Con la trasmissione dati si separa la rete dal servizio e una volta separata la rete dal servizio, la consumer electronics non lascia scampo.
E' stato inventato lo "0". Prendiamone atto e pedaliamo, altrimenti resteremo indietro e consumatori e innovazione ne pagheranno le conseguenze.
IMHO.



