AGGIORNAMENTO: Il TAR ha dato ragione ad AGCOM (vedi nei commenti la spiegazione). Scarica la sentenza sul ricorso di eutelia.doc
questa è VERAMENTE GROSSA.... Una storia di ordinaria italica incertezza delle regole... per i competitor.
Il tema sono le linee senza fonia (cd. "naked") e il relativo sovrapprezzo.
Succede che gli utenti gradiscano comprare linee ADSL disdicendo il canone telefonico. Cioe' si tengono l'ADSL e buttano il telefono.
In questo caso, il costo dell'ADSL all'ingrosso è un po' piu' alto, per compensare i soldi in meno che guadagna Telecom per coprire la manutenzione della linea. (il mio parere sull'entità corretta del sovrapprezzo e' espresso qui.)
Ovviamente Telecom vuole ottenere il massimo possibile da questo sovrapprezzo per le linee senza fonia e da piu' di due anni vuole aumentare il sovrapprezzo. Il sovraprezzo deve essere definito da AGCOM.
Solo che AGCOM non ha ancora deciso quanto dovrebbe essere questo aumento.
Intanto tutti gli operatori alternativi, grandi e piccoli (BT, Fastweb, Eutelia, NGI, Mclink, Panservice... e altri 100) stanno andando avanti a comprare all'ingrosso le ADSL senza fonia e fornendole ai clienti, al prezzo di listino precedentemente autorizzato da AGCOM.
Agcom A OTTOBRE 2006 aveva "espresso l'orientamento" di prevedere (cioe' stava pensando di prevedere) che l'aumento del sovrapprezzo per le linee ADSL senza fonia fosse dovuto RETROATTIVAMENTE DA FEBBRAIO 2006.
CIOE', AGLI OPERATORI CHE COMPRANO ALL'INGROSSO CON IL LISTINO IN VIGORE, VERREBBE DETTO: "SAI UNA COSA ? DA DOMANI NON COSTA 10, MA 14 E SAI UN'ALTRA COSA, DEVI PAGARE ANCHE PER IL PASSATO, PER I CONTRATTI CHE HAI GIA' FATTO, PER LE COSE CHE AVEVI COMPRATO CON IL LISTINO VECCHIO.
Come se voi andaste dal benzinaio e vi dicesse "il prezzo della benzina e' aumentato, adesso costa 2,5 euro e sai una cosa ? devi pagare 2,5 euro anche per tutta la benzina che hai preso da febbraio dell'anno scorso".
va da se' che molti operatori, soprattutto i piu' piccoli, si troverebbero in una situazione INSOSTENIBILE.
QUESTA STORIA DELLA RETROATTIVITA' MI PARE LARGAMENTE SOTTOVALUTATA DA AGCOM.
Come possono non capire che ci sarebbero famiglie che finiscono sul lastrico ? non devono sottovalutarla, sono varie migliaia le famiglie coinvolte e qualcuno che, come minimo, si incatena davanti a Via delle Muratte c'e' sicuramente...
Ora, pare che AGCOM sostenga oggi che sull' "ORIENTAMENTO" alla retroattività dell'importo non siano pervenuti all'Autorita' commenti negativi da parte degli operatori.
Mentre invece...
- Dal resoconto audizione inviato il 16/11/2006 da un funzionario di AGCOM agli operatori:
"AIIP evidenzia le gravi conseguenze sul piano economico che deriverebbero agli operatori dalla corresponsione di corrispettivi a Telecom Italia per il Servizio per periodi pregressi, dal momento che non ci sarebbe la possibilità di riservare sugli utenti finali i relativi importi per prestazioni già eseguite. Di qui la necessità di tener presente il vincolo normativo dell'obbligo di comunicare all'utente finale con preavviso ogni modifica unilaterale delle condizioni d'offerta dei servizi."
"Wind richiama le osservazioni già espresse in precedenti comunicazioni all'Autorità sul tema in esame. In particolare, la società osserva che il riferimento temporale per l'applicazione dei corrispettivi del servizio non può essere la data di entrata in vigore della delibera n. 34/06/CONS, ma quella di approvazione definitiva dell'offerta bitstream"
Eutelia presentò inoltre un documento, acquisito agli atti, in cui a pagina 16 recita "Si ritiene scontata l'interpretazione della CIR riguardante la non applicabilità di qualsiasi onere pregresso alla entrata in vigore della delibera sul mercato 12"...
- Nella lettera congiunta inviata il 3 novembre 2006 a firma di AIIP, BT ITALIA, EUTELIA, FASTWEB, NGI, TELE 2, TELVIA, VERIZON BUSINESS WELCOME ITALIA viene interamente contestato l'"orientamento" di AGCOM:
"Le società scriventi ritengono dunque che la proposta della Commissione Infrastrutture e Reti di applicare da fine febbraio un canone aggiuntivo alla linea Adsl senza fonia pari al 12% di minus sul canone d'accesso residenziale sia assolutamente errata. "
mi sa che, anche in questo caso, se AGCOM sostenesse questa posizione, il procedimento andrà al TAR ed e' facile prevedere che gli operatori vinceranno di nuovo e poi, chiederanno ad AGCOM i danni determinati dalle mancate vendite causate dall'incertezza generata sul mercato...
AGGIORNAMENTO:
il meccanismo sbagliato e' stato lo shared access, secondo me.
il problema e' che il delta costo tra ADSL con fonia e ADSL senza fonia dovrebbe essere circa la differenza di prezzo tra shared access e full unbundling (le equivalenti modalita' nelle offerte di unbundling).
il problema e' che la perdita di ricavi per telecom rischia di essere ingente.
Agcom ha stabilito che il bitstream (vedi anche provvedimento nel post seguente) deve essere cost-plus ma le adsl naked devono continuare ad essere retail-minus, non si capisce perche'. (invece che partendo dai costi per determinare il prezzo all'ingrosso, per le naked si parte dal prezzo al pubblico della linea telefonica e si toglie una percentuale, diciamo il 20%, in modo da limitarne l'attrattiva).
Contro questa decisione di AGCOM pendeva un ricorso al TAR che ha deciso che per le Naked ha ragione Agcom, che non si applica il cost plus ma il retail minus.
Non credo comunque che la questione legale sia chiusa qui. credo che ci saranno ulteriori strascichi per mesi.
secondo me, sarebbe stato meglio se AGCOM avesse deciso "si fa bitstream cost plus, il delta cost e' quello tra shared e full unbundling + qualcosina, e fino alla pubblicazione del listino bitstream rimangono in essere i valori precedenti".
cosi', secondo me, era sensato ed equo.












Io ho proprio una linea senza fonia e poco dopo averla acquistata l'ISP ne ha sospeso la vendita per via del aumento di Telecom.
Scrivono (messagenet) che stanno approntando una nuova offerta... certo che con l'incertezza che c'è è difficile formulare un offerta e difatti quel messaggio è li da parecchi mesi!
Scritto da: Alberto | 29 maggio 2007 a 00:39
Beh mi sembra assurdo. Ci sono specifiche leggi (codice civile) che impediscono la retroattività delle norme contrattuali. Se fanno passare una norma contrattuale di questo tipo è possibile che gli altri Internet Provider (il 25% del mercato) chiedano grossi danni a Telecom Italia per l'incertezza di mercato creata. Certo che se si legge la storia recente e meno recente, di imbecilli ne è sempre stata piena l'aria...
Scritto da: marcoloc | 29 maggio 2007 a 17:21
Ma i documenti dell'AGCOM relativi a questa questione del sovrapprezzo (e al bitstream) dove sono consultabili online?
A parte il problema della retroattività, cosa impedisce ad AGCOM di determinare quantomeno quale sia il costo a partire da oggi e permettere così al mercato di lavorare su una base certa?
Scritto da: Giovanni | 29 maggio 2007 a 17:53
Vorrei sotttolineare che T.I. chiede 9.71€ + IVA come canone naked, ma che TUTTI gli ISP si stanno attrezzando per lucrarci sopra. Tiscali ne chiede 10 iva compresa (quindi chiede meno di quanto darà a TI), NGI invece ne chiede 10+IVA (quindi andrà a guadagnare 29€ cents su ogni adsl naked attiva), Euelia ed il resto degli isp cambiano prezzi ogni giorno. Eutelia aveva stabilito 5€ + IVA, poi il giorno dopo abbiamo trovato 10€.....
Se abbiamo questo stato di cose indecenti è perchè gli ISP,piccoli o grandi, invece di non prendere più linee da TI preferiscono pagare e persino lucrare poi sull'utente finale.
Che schifo.
Scritto da: Apofis | 20 giugno 2007 a 08:32
Credo che Tiscali probabilmente fara' un medione con i clienti in ULL senza voce e quindi alla fine coprirà i costi cosi. NGI ha sempre arrotondato i prezzi; ci guadaganano 290 euro ogni 1000 utenti, se questo fosse sufficiente per 1 cliente su 100 per disdire, ci rimetterebbero. non e' certamente per lucro.
sul fatto che gli operatori preferiscano pagare, ho qualche dubbio.
E' dal 9 dicembre 2004 (se non ricordo male) che si stanno opponendo a questa gabella. e quindi almeno per 2,5 anni la hanno spuntata (e gli utenti ci hanno quadagnato), mentre gli operatori hanno pagato molti costi legali.
L'incertezza che spinse Eutelia e altri non era colpa di eutelia ma di questo "conflitto" ad un certo punto sembrava che il prezzo giusto fosse il delta tra ULL e SA.
Sul fatto che non si possano prendere piu' linee da TI, purtroppo, non e' possibile, come Apofis puo' capire se legge piu' assiduamente questo blog (o un po' di post passati).
Scritto da: Stefano Quintarelli | 20 giugno 2007 a 11:55