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E’ datato 4 Ottobre il ricorso al TAR del Lazio depositato da Wind contro l’offerta Vodafone Casa, con richiesta di sospensiva dell’autorizzazione. E la sentenza è già stata fissata, a tempo di record, per l’11 di Ottobre (cioè dopodomani)
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Ora però, se un’iniziativa simile produrrebbe una non trascurabile distorsione della concorrenza a tutto vantaggio di Tim e Vodafone a cui i 900MHz non sono costati un centesimo di Euro, il “benefit” andrebbe a sommarsi al già incassato raddoppio della durata delle concessioni UMTS (da 15 a 30 anni) concesso gratuitamente agli operatori mobili da parte di Bersani pochi mesi fa.E’ davvero il caso di fare regali simili agli operatori mobili, che drenano annualmente decine di miliardi di Euro dalle tasche dei consumatori grazie alle tariffe di terminazione ed alla sostanziale assenza di concorrenza in un mercato nel quale altri non possono entrare.
E cosa ne direbbero gli azionisti di BLU e di IPSE che hanno bruciato molti soldi in passato per entrare nel mercato GSM o per partecipare all’asta UMTS? Se avessero saputo che potevano offrire 3G sulle frequenze per il 2G, o che il costo sborsato in asta per la licenza si sarebbe potuto ammortizzare in trenta anni anziché quindici, non sarebbero rimaste sul mercato?
E ancora, se ci sono frequenze disponibili, perché non le si offre agli operatori fissi che stanno rimanendo tagliati fuori dal mercato della convergenza?












dette così, queste affermazioni mi lasciano un pò perplesso. allora domando: perché i 900 Mhz non sono costati un centesimo di euro a tim e vodfone? e agli altri operatori? sono meno d'accordo sulla concorrenza, sia perché nel mobile è cmq presente, sia perché tutta questa missione salvifica alla concorrenza mi risulta un pò fuori luogo. sono d'accordo quando dici che è difficile entrare nel mercato, ma è anche vero che all'inizio c'erano quasi 300 operatori nel settore, poi ridotti a qualche decina; direi quindi, innanzitutto che il difficile non è entrare, ma rimanere; poi aggiungo che chi è entrato e poi uscito, difficilmente ci ha rimesso economicamente.
infine: a quali operatori fissi ti riferisci quando chiedi di assegnar loro le frequenze libere?
ti ringrazio
samuele
Scritto da: samuele | 09 ottobre 2007 a 22:21
non sono io a scrivere, ma Morse.it
Scritto da: Stefano Quintarelli | 09 ottobre 2007 a 22:33
Caro Samuele, ti rispondo volentieri per punti:
- le frequenze GSM non sono state pagate dagli operatori, oggetto di pagamento sono state solo quelle UMTS.
- Sono perplesso io nel leggere che secondo te la concorrenza nel mobile sarebbe presente. Se fosse così gli sms non costerebbero 15 centesimi, la terminazione su rete mobile non costerebbe tra i 9 ed i 18 centesimi al minuto, o - banalizzando al massimo - gli operatori mobili non presenterebbero un rapporto ebitda/ricavi tra il 40 ed il 50%.
- missiona salvifica alla concorrenza, dici? Beh, la concorrenza di solito porta il doppio vantaggio di far risparmiare i consumatori (= libera ricchezza) e di favorire l'innovazione. Ti faccio un esempio pratico su cosa comporterebbe una vera concorrenza nel mobile: l'effetto della prima lenzuolata del pacchetto Bersani (quello che liberalizzava le tariffe nelle professioni, aumentava le licenze dei taxi, portava i farmaci da banco nelle coop) ha reso concorrenziale un mercato del valore di circa 3mld di Euro, mercato in cui operavano diverse migliaia di persone tra farmacisti, tassisti, avvocati, etc... Ma che *non* significa che abbia implicato un risparmio agli italiani di quella somma, quelli sono settori dove il "costo del venduto" è elevato, per cui diciamo che "l'effetto concorrenza" avrà fatto comprimere i prezzi di un 10%, generando risparmi (= ricchezza liberata) per 300 milioni di euro.
Se si aprisse parimenti alla concorrenza non dico tutto il mercato delle tlc mobili... ma solo quello degli sms che vale in Italia oltre 10 miliardi di euro all'anno, e dove il "costo del venduto" è praticamente inesistente, si otterrebbe che la spesa della popolazione per quei servizi si ridurrebbe in misura direttamente proporzionale al numero di operatori in concorrenza nell'offrire quei servizi stessi. Probabilmente, a parità di numero del numero di messaggi scambiati, si giungerebbe in breve ad un risparmio (=ricchezza liberata) per 6 o 7 miliardi di euro. Ecco, quando esistono margini simili nella possibilità di discesa dei prezzi, ma questa non avviene, significa che non c'è concorrenza.
- Infine a quali operatori fissi affidare le licenza? Non ho una risposta su questo, magari ad un consorzio formato da tutti quelli che non possono fare offerte convergenti fisso-mobili e che oggi rischiano di venir messi fuori dal mercato dagli operatori mobili che possono entrare nel fisso, usando la rete Telecom o addirittura comprando aziende come Tele2 usando i soldi dei clienti stessi di Tele2...
Scritto da: Gianmarco Carnovale | 09 ottobre 2007 a 23:29