Scrive Repubblica:
Nelle sale operative si ode il tam tam di un rastrellamento di azioni Telecom Italia compiuto nei mesi scorsi da parte di soggetti vicini all´azienda spagnola e che al momento giusto si manifesteranno in forma ufficiale. I pacchetti di azioni servirebbero a supportare la presa del controllo da parte di Telefonica sull´azienda italiana con modalità non ben precisate, un´operazione che comunque incontrerebbe l´ostilità del governo in carica.
Io non ci credo. Se io fossi Telefonica farei in modo che telecom non faccia l'unica cosa sensata (collocare la rete fissa e rinegoziare il debito) fino al momento in cui deve vendere il gioiello della corona (ovvero TIM Brasil) e nel frattempo farei in modo di essere l'acquirente tecnicamente piu' papabile.
Cosi' si spiegherebbe anche l'avversita' di Telefonica verso la separazione della rete che pero' e' nella natura delle cose. Ricordo a tutti che la questione separazione e' iniziata prima di giugno 2006 e a giugno 2006 Tronchetti faceva di si con la testa, mentre Calabro' (presidente AGCOM) diceva che bisognava andare in questa direzione.
Solo in Italia (anche se non solo con telecom) si dice una cosa e dopo un anno e mezzo non si e' ancora avviata... Ma prima o poi accade, e questo Telefonica lo sa. Per questo ho difficolta' a credere che si voglia un controllo assoluto. (ben venga, per altro, cosi' si possono applicare le regole senza curarsi a chi dai fastidio...)
p.s. fa sorridere la motivazione del "conflitto di interessi" che impedirebbe a Bernabè, socio di Telit che vende moduli GSM a Telecom, di diventarne l'AD, visti gli ultimi 10 anni dell'azienda...



