Così adesso c'e' anche Tiscali Tv.
Come per le altre (fastweb, telecom, wind, non e' Tiscali il "problema") c'e' un collegamento Internet con QoS non interoperante, contenuti erogati a bacini ristretti di utenti, non interoperabili, con un ricevitore (set top box) chiuso, non interoperabile, con tecnologie di protezione (TPM, chiamate genericamente DRM) non interoperanti, con costi dei bit trasportati differenziati per destinazione, con sistemi di pagamento non interoperanti.
Chi dice "Questo non e' Internet", ha ragione. non lo e' più.
Chi pensa "riguarda solo la TV", non pensa ai cellulari che sono almeno 3 volte i PC e che stanno iniziando a sostituire i PC.
Chi pensa che "tanto c'e' il web", rifletta sui costi di trasporto differenziati per destinazione/servizio.
Chi pensa che l'internet di domani assomiglia all'internet di ieri, si ricreda.
Internet si sta chiudendo; questa e' la vera fine di Internet, non le apocalittiche previsioni sull'aumento della banda.
Purtroppo chi controlla i fili pensa che il modello di riferimento auspicabile sia il Videotel (risposta fornita da un dirigente di un grande operatore a domanda specifica).
I tanto vituperati boiardi di stato, monopolisti legali, sapevano bene che il valore delle reti è l'interoperabilità. I paladini della concorrenza la predicano per gli altri, rintanandosi nei loro giardini recintati.
L'unica possibilita' che vedo e' dimostrare che se il mezzo e' il messaggio (Mc Luhan), le persone sono il contenuto (Quinta). E non cio' che viene fornito dalle Major. e questa dimostrazione si può dare solo col portafogli e con regole pro-apertura.












facciano pure la "televisionizzazione" di internet, se credono. Non hanno ancora capito che la webtv sarà solo un servizio tra i tanti, come le chat, le mail, youtube eccetera, ma non certamente l'unico servizio e men che meno il piu importante.
Scritto da: aghost | 11 dicembre 2007 a 17:14
mi è chiaro tutto il discorso sulla non interoperabilità e su quello che ne consegue e condivido. Mi è anche chiara l'ultima frase sulle regole pro apertura e anche qui condivido.
Ora, grazie alla spiegazione che mi hai dato sull'ultimo dettaglio che mi era oscuro ho capito tutto ;)
Scritto da: Alberto | 11 dicembre 2007 a 17:15
la spiegazione @Alberto era di privilegiare comprado accessi da operatori che chiariscono le loro policies di gestione del traffico ed evitare la TV.
@Aghost, per noi, si. per gli utenti del pollice, rischia di no.
quantomeno il problema e' che prima che si accorgano che non e' il modello giusto, ci siano molte vittime per strada (neutralita', diritti civili, contenuti liberi, ecc..)
Scritto da: Stefano Quintarelli | 11 dicembre 2007 a 17:51
Oggi pensavo qualcosa del genere, mi chiedevo il perché di questo aumento sproporzionato della banda in un unico senso, cioè verso l'utente (downstream), e il mantenimento di parametri piuttosto bassi per il trasporto interoperabile di bit dell'utente (upstream, per esempio banda minima garantita di 128kb/s per poter fare uno streaming discreto).
Internet si sta trasformando molto velocemente, agevolando una sola faccia della moneta. Oggi più che parlare di condivisione parliamo di consumo, noi siamo i contenitori( non il contenuto) da essere riempiti di contenuti decisi dalle Major, lasciando l'unica scelta possibile per l'utente che non ha voglia di diventare bidone della spazzatura: spegnere anche internet.
Scritto da: fdc | 11 dicembre 2007 a 22:44
Ciao Stefano
sto facendo la tesi sullo sviluppo della IPTV in Italia e, per questo motivo sto seguendo da un paio d'anni con interesse l'argomento.
Io non la vedo così negativa, perchè nutro speranze nella IPTV quale rivoluzione capace di smuovere il sistema televisivo italiano e di portare un po' di contenuti di qualità: la tv generalista è praticamente da buttare.
Ho l'impressione che questa sia l'unica strada percorribile in Italia, per le seguenti motivazioni:
- produrre o avere in licenza contenuti è molto costoso e nel nostro paese gli unici soggetti motivati e con risorse a sufficienza sono gli operatori telefonici
- gli operatori telefonici devono valorizzare la loro infrastruttura, dalle chiamate e dai canoni si guadagna sempre meno per via della concorrenza e del VOIP
- IPTV di qualità richiede una quantità spaventosa di banda che è gestibile senza interruzioni solo avendo l'intero controllo della rete. Un servizio over-the-top quale Youtube deve adottare necessariamente bitrate bassi, e ciò nonostante è sempre soggetto a congestioni di rete e dal fatto che tutte le ADSL hanno un MCR ridicolo.
- decoder chiusi e DRM sono attualmente inevitabili perchè: 1) è la distribuzione dello streaming a non essere interoperabile. In altre parole se ho un'ADSL Tiscali non posso vedere Infostrada TV perchè Wind non mi può garantire la qualità del servizio che mi aspetto 2) miopia di business model delle major, che però può cambiare perchè ci sono gli operatori di IPTV pronti a rischiare.
Secondo me le prime cose da risolvere sono la separazione della rete dai servizi in Telecom Italia, l'istituzione della connettività a banda larga quale servizio universale e una regolamentazione degli operatori IPTV che, al pari delle emittenti televisive. Poi si potrà fare un DRM interoperabile, un decoder unico, e tutto il resto. E' avvenuto così nel campo della TV Digitale (MPEG, DVB, MHP..), nella telefonia IP con SIP. Ora tutti usano la piattaforma Microsoft ma credo che se ci fosse uno standard aperto e gratis lo userebbero di corsa.
Fammi sapere cosa ne pensi, puoi anche scrivermi via email, sarebbe interessante intavolare una piccola discussione per arricchire il mio approfondimento, considerato che hai molta più competenza, autorevolezza ed esperienza di me :)
PS. Quello di Tiscali è un bel paper launch. Non solo il sito è scarno di dettagli, ma all'assistenza tecnica mi hanno detto che non è ancora sottoscrivibile e non hanno date precise!!!
Infostrada TV invece ha un sito straricco di dettagli e guide (indicano tranquillamente il modello di decoder e il middleware usato), mi fa pensare che sia già in piedi come servizio
Scritto da: Nic | 12 dicembre 2007 a 00:28
Nic, l'IPTV di Tiscali al momento è disponibile solo a Cagliari, Roma e Milano e ovviamente per i soli clienti che hanno già un ADSL in ULL, ti assicuro pertanto che se rispondi a questi requisiti ovvi puoi sottoscrivere, e già da ieri, l'IPTV Tiscali (sia sul WEB sia chiamando il 130)!
Scritto da: andrea | 12 dicembre 2007 a 09:18
Concordo con le argomentazioni ma non con il titolo, nessuna "fine di internet è all'orizzonte".
Molto banalmente alla gente della "cable tv" (incidentalmente qui nota come iptv) non frega nulla e chi la sta offrendo (telecom, fastweb, wind e ora tiscali) controlla un segmento di valore troppo piccolo e per nulla strategico dell'intera filiera, non ci sono spazi, se il business decolla, per controllare i margini, se non decolla nemmeno si pone il problema. Risultato: vanno tutti contro un muro, non ci sono speranze diverse secondo me.
Alla fine a vincere è sempre e comunque la ricerca da parte dell'utente di una user experience appagante e soddisfacente e internet neutrale è un facilitatore in questo, la tv no.
Senza contare che chi ha "il contenuto" (nel senso classico) ha come obiettivo quello di disintermediare la distribuzione.
L'unico vantaggio che gli operatori sperano di avere da questa storia di iptv è di essere percepiti dai mercati (quelli finanziari) come "media company" e non come telco, al resto non credo. E' un "film" già visto in USA tra cable company e telco e i risultati sono noti.
Ovviamente IMHO :-)
Scritto da: Antonio | 12 dicembre 2007 a 11:10
Andrea,
La TV generalista e' da buttare ? forse. Cmq. c'e' il satellitare.
Io penso che "se il mezzo e' il messaggio, le persone sono il contenuto".
Se ci pensi bene le telco sono sempre state il principale marketplace di user generated content.
Guardati la relazione annuale dell'Agcom e vedi che le telco fanno in 2 settimane cio' che la TV fa in un anno.
In piu' l'EBITDA delle Telco >> EBITDA delle TV
quindi in termini di margine di contribuzione siamo su circa una settimana, dieci giorni. (tutta la TV di un anno ha un margine di contribuzione di una settimana del margine di una Telco).
Trattare la febbre di un cavallo con una aspirinetta serve a poco. (anzi, si perde tempo sperando che serva a qualcosa).
sul pieno controllo della rete per fare IPTV, e' una leggenda.
leggiti Odlyzko (o meglio riguardati il semonario che ha fatto a Milano). come dire che per assicurare la corsia alle ambulanze deve esserci una corsia preferenziale.
il punto e' che costa meno fare una corsia per ogni veicolo..
vai a vederti sul blog di Benoit (lo trovi linkato nel fibre ring a destra sul mio blog) un post in cui si scrive di Deutsche Telekom e Free/Iliad.
Se poi sei a milano vieni a casa mia e ti levi ogni dubbio.
decoder chiusi e non interoperabili ??? se hai wind non vedi telecom perche' non si accordano. non per altro. Come con gli MMS. Il suicidio omeopatico piu' costoso della storia. E il fatto e' che lo sanno tutti e sono tutti d'accordo ma tutti dicono "inizia tu"... ma non e' detto che le norme consentiranno a lungo questa esitazione.
Il decoder unico prescinde dalla proprieta' della rete, bisogna negoaziare il QoS e portare il multicast ai peering point. (e gia' che ci siamo accendere qualcuna delle centinaia di fibre che giacciono spente fuori dalla porta dei punti di peering) Costa meno. E' per questo che i produttori di HW remano contro, venderebbero meno cicli di CPU.
A quanto mi risulta ne' Telecom ne' Fastweb usano piu' Microsoft. Wind dicono tutto e il contrario di tutto (http://tinyurl.com/2mzhvj ). Chiedero'.. Il problema non e' la proprieta' del software, ma l'utilizzo di protocolli (o al limite interfacce) aperte.
Scritto da: Stefano Quintarelli | 12 dicembre 2007 a 11:15
Antonio, il titolo e' un po' s-centrato, lo ammetto. Volevo richiamare gli allarmismi di 2 settimane fa.
> Alla fine a vincere è sempre e comunque la ricerca da parte
> dell'utente di una user experience appagante e soddisfacente
> e internet neutrale è un facilitatore in questo, la tv no.
Io credo che il wireless colleghera' le persone, il fisso colleghera' i luoghi.
pertanto credo che si diffondera' il fenomeno iniziato in Giappone del calo dei PC a vantaggio di altri device.
3,3 miliardi di cellulari e 1,2 miliardi di persone che usa no Internet. Con tre differenze siginifcative:
1) degli 1,2 miliardi, molti usano internet dall'ufficio (in Italia il 16% delle persone ha un accesso bband a casa, piu' del 60% (non ho dati freschi) usa Internet
2) il tasso di crescita dei cellulari e' maggiore di quello di Internet
3) il sistema di billing a consumo è embedded nei cellulari e non in Internet
e l'esperienza appagante nei cellulari parrebbe proprio si abbia con terminali e servizi chiusi...
la finanza non crede alla questione della media company, non ci ha mai creduto, anche se i giornalisti sono stati diligenti. Non mi risulta che fuori dall'Italia sia mai stata strombazzato come in Italia. (se ci avesse creduto, H3G sarebbe in borsa)
Scritto da: Stefano Quintarelli | 12 dicembre 2007 a 11:23