Mo' sui giornali non esce nemmeno piu'... (almeno io non lo ho trovato) Non fa notizia ?
Secondo la logica dell'uomo che morde il cane, la notizia sarebbe una offerta non ingannevole..
Vodafone sanzionata di .. tenetevi forte... 53.600 EUro, Wind di 31.000 euro.
In Italia Vodafone ha ricavi per 6,1 miliardi di euro e Wind 5 miliardi di euro.
Come se a una persona che guadagna 25.000 euro all'anno fosse inflitta una sanzione pari a 22 centesimi nel caso di Vodafone e 16 centesimi nel caso di Wind.
Trovo profondamente iniquo questo vizio dell'Antitrust di usare due pesi e due misure penalizzando Vodafone in questo modo cosi' palese e vergognoso...












Non a casa generazione attiva sostiene il DDL S 1733 presentato dalla Sen Rame di cui qui: http://dambra.wordpress.com/2007/07/26/pubblicita%e2%80%99-ingannevole-%e2%80%93-maggiori-sanzioni-per-chi-la-pratica/
Scritto da: Andrea D'Ambra | 15 dicembre 2007 a 10:10
la cosa scandalosa è che questa cosa va avanti da anni e nessun personaggio di un certo peso politico abbia niente da dire. come mai tanta solerzia nel perseguire gli evasori fiscali e non in questi casi??
Scritto da: Luca | 15 dicembre 2007 a 11:04
ne ho già discusso commentando un'altra notizia.
Faccio presente a D'Ambra che da settembre le sanzioni sono variate e che ora il tetto massimo per pubblicità ingannevole non è più di 100.000euro ma di 500.000euro.
Il DDL "Rame" mi pare una buona soluzione, ma ancora meglio sarebbe una soluzione simile a quella proposta da Catricalà.
Scritto da: veditu | 15 dicembre 2007 a 13:52
veditu le sanzioni sono aumentate ma non sono ancora in proporzione al fatturato e questo ha chiesto Catricalà ed è per questo che abbiamo sollecitato ai parlamentari una legge in tal senso e l'unica ad aver risposto è stata la Sen Rame con questo DDL.
Scritto da: Andrea D'Ambra | 15 dicembre 2007 a 22:42
D'Ambra, ma neppure nella proposta della senatrice Rame prevede di introdurre come parametro il fatturato!
Peraltro ritengo, e ne ho già discusso con Quintarelli, che il fatturato non sia il corretto parametro sul quale calcolare le multe. Porterebbe a una sorta di inverse discrimination ai danni delle aziende più grossse.
Lo stesso "inganno", di una identica campagna pubblicitaria, fatto da Vodafone o da Coop.Voce verrebbe sanzionato con multe completamente diverse. Eppure il "disvalore" espresso da una campagna pubblicitaria ingannevole è il medesimo.
Fissare come parametro il costo della campagna pubblicitaria invece consente di rapportarlo alla "diffusività" del danno provocato.
Scritto da: veditu | 16 dicembre 2007 a 10:50
Infatti il DDL può ancora essere emendato veditu ed è un primo passo
Scritto da: Andrea D'Ambra | 18 dicembre 2007 a 15:22