Beh, la rivoluzione non c'e' stata, e su Nova di oggi, che ho letto in metro', c'era un articolo in cui dall'AGCOM dicono che verranno rivisti a breve.
SULL'ORIENTAMENTO ALLE MIGLIORI PRATICHE EUROPEE
Per tenere conto della best practice europea hanno incluso paesi che hanno *deliberato* di andare al "cost plus" ma non hanno ancora fatto gli studi relativi sui prezzi... come dire quelli hanno detto che useranno il metodo A come dobbiamo fare noi e noi li consideriamo, anche se i loro prezzi sono ancora con il metodo B. Esempio (dal documento AGCOM):
- La Spagna, con la Decisione N. 43/06 del 21 dicembre 2006, ha adottato un provvedimento che impone il passaggio dal criterio retail minus all’orientamento al costo delle offerte bitstream. I prezzi all’ingrosso sono stati valutati dall’Autorita' e imposti all’operatore incumbent nell’ambito della decisione suddetta. I costi sono stati calcolati sulla base della contabilita' regolatoria 2004. (quando c'era il retail minus; ndr.)
- L’operatore incumbent British Telecom (BT) offre un servizio bitstream, denominato “Datastream”, che prevede l’interconnessione in tecnologia ATM al nodo parent e distant, mentre non e' prevista l’interconnessione a livello di DSLAM. Inoltre, non e' presente un offerta su piattaforma Ethernet. Come anticipato l’offerta Datastream se da una parte contiene elementi di una logica retail minus delle condizioni di offerta del servizio IPstream o delle offerte retail, dall’altra le condizioni economiche del servizio IPstream sono fissate da BT sulla base di valutazioni interne economiche di profittabilita' del servizio.
SULL'ORIENTAMENTO AL COSTO
Il principio del "cost plus" vuol dire che c'e' un apparato che costa X e quello viene affittato all'ingrosso a X+y% (per dare il margine a Telecom). Se poi nell'apparato che affitto ci faccio passare 10 bit o 20, il prezzo sempre quello e', appunto perche' parte dal costo.
Dire "se passano 10 bit costa X e se ne passano 20 costa Y" e' uno sproposito che contraddice nei termini l'orientamento al costo.
Ma questo sproposito permane. Pag. 69
SUI PREZZI CALCOLATI
Positivi i 9 eur per la linea, sempre eccessivo il prezzo del trasporto che è il vero problema. La riduzione e' stata solo del 28% rispetto a prima e quindi è sempre troppo elevato.
Con questi prezzi (0,58 eur/anno/kbits) non si riesce nemmeno a garantire l'upstream di una normale ADSL: Upstream medio di una ADSL: 384kbit/s 384 * 0,58 = 222,72 eur/anno / 12 = 18,56 eur/mese
Ossia il solo costo del trasporto (a cui vanno aggiunti i 9 euro, il raccordo, il collegamento a Internet, fatturazione, customer care, ecc.) è già superiore al prezzo di vendita retail di Alice.
Se si limitasse a 40 kbit di PCRper utente, la differenza fra wholesale (precedente) e questa delibera ammonta a 1 euro/mese per accesso.
L'effetto sulla TV e' che solo Telecom puo' fare TV su tutto il territorio nazionale, gli altri, solo dove fanno unbundling, come dire che, nella migliore delle ipotesi, c'e' una sola rete TV via cavo nazionale e le altre hanno bacini da emittente locale...
SULLA TRASPARENZA VERSO L'AUTORITA'
positivi questi due punti, se verranno ottemperati.
- 13. Ai sensi dell’art.7 commi 4 e 5 e dell’art.13 comma 14 della delibera n. 34/06/CONS e dell’art.11 comma 8 e 24 comma 14 della delibera n. 249/07/CONS Telecom Italia fornisce all’Autorità, nell’ambito della contabilità regolatoria, i volumi complessivi di traffico (espressi in Mbps/anno) prodotti dalle proprie divisioni e dagli Operatori, distintamente per banda PCR, per la banda complessiva garantita MCR, per la banda SCR e per la banda CBR.
- 14. Ai sensi dell’art.11 della delibera n. 249/07/CONS Telecom Italia fornisce, nelle modalità ritenute più congrue ma con periodicità almeno semestrale, misure reali di banda (Mbps/Periodo di misura) nei punti di consegna del traffico agli operatori evidenziando le statistiche della banda MCR (SCR o CBR) e PCR consegnata. Telecom Italia fornisce all’Autorità non oltre 45 giorni dalla notifica del presente provvedimento una descrizione dei punti e delle modalità di misura.
CONCLUSIONE
Dicevo in un post precedente, "Garbage In, Garbage Out", ovvero, se ad AGCOM non vengono forniti dati certificati essenziali a calcolare i valori corretti, non mi sorprende piu' di tanto che escano questi valori che sono VARIE VOLTE maggiori rispetto ai miei conteggi.
Violazioni dei principi della delibera ci sono, per cui ci sono voragini per fare ricorsi. "regulation through litigation".
Il principio e' sancito e cio' va bene. Per i prezzi, bisogna aspettare la revisione con effetto retroattivo.
Siamo alle solite, accentuate. Deny, Divide, Delay, Delay, Delay...
p.s. Mi ha appena segnalato Dario che AIIP ha rilasciato oggi un comunicato.












sui prezzi del trasporto all'ingrosso (a parte che devi correggere l'ultimo eur/anno in eur/mese, ma è chiaro che è una svista) ho un dubbio.
Il costo è calcolato sui byte offerti o su quelli effettivamente spediti? Nel secondo caso, non credo che nessuno usi a palla i 384 Kb/s di upload, no?
Scritto da: .mau. | 10 gennaio 2008 a 13:41
Vorrei dire anche io qualcosa sui prezzi del trasporto: innanzitutto bisogna distinguere la modalità cd flat dalla modalità a consumo; nel primo caso (per un ADSL "classica", cd a "banda condivisa") si pagano i 9€/mese di accesso più, come trasporto, un ammontare che è funzione (nel caso di classe di servizio ABR) di due parametri, ovvero MCR e PCR: 0,58€/anno/kbps di MCR + 0,25€/anno/kbps di (PCR-MCR); questa cifra deve essere calcolata non a livello di singolo accesso, bensì a livello di VP : qui l'orientamento al costo sembra "garantito" dal fatto che, indipendentemente dalle dimensioni del VP, il singolo k di MCR costa sempre 0,58€ (semmai secondo me a poco senso che TI faccia pagare anche la differenza PCR-MCR); quindi secondo me ha ragione .mau., nel senso che il costo del trasporto è il risultato di un'attribuzione del costo del VP (calcolato come sopra) al singolo accesso in termini di MCR, tenendo conto quindi di altri fattori, come l'overbooking, il riempimento del VP...
Certo, ci sono ancora delle cose (molte) da aggiustare (come dice il comunicato AIIP che mi sembra esprimere un giudizio tutto sommato positivo), tuttavia teniamo conto che il costo di un accesso ADSL valorizzato con i prezzi bitstream comporta, rispetto all'attuale offerta Whs, una riduzione di costo stimabile attorno al 40%
Scritto da: Dario | 10 gennaio 2008 a 14:35
Grazie Mau. Corretto.
Sono byte effettivi, va valutato il dimensionamento per il momento di picco.
Dario, secondo me la riduzione di costo e' inferiore al 30%.
Scritto da: Stefano Quintarelli | 10 gennaio 2008 a 15:12
@Stefano - magari sto sbagliando di grosso, ma tra accesso e trasporto è il 40%...non abbiamo considerato poi il fatto che il bitstream porta con sè una clamorosa riduzione del costo delle porte ATM del kit di consegna e la riduzione delle Aree Di Raccolta da 79 a 30 per cui molti VP long distance (che costano un botto) saranno cessati perchè non più necessari...
Scritto da: Dario | 10 gennaio 2008 a 15:24