Lo avevo segnalato qui. Mo' approfondisco.
Link: PI: L'arte italiana scompare dalla Rete.
L'articolo dice:
Nel silenzio generale dei media, sotto la scure del Codice Urbani sono già passate l'Annunciazione di Leonardo, la Venere di Botticelli, il Bacco di Caravaggio ed altre notissime opere di Raffaello, Tiziano e Rembrandt: tutte scomparse dalla maggiore enciclopedia online del mondo [wikipedia]
...Riassumendo: non solo non è possibile fotografare le moderne opere architettoniche pubbliche, non è nemmeno possibile fotografare quadri e sculture di qualsiasi epoca presenti nel territorio italiano.
Mi pare che questa frase sia una forzatura.
Link: 4/04417 : CAMERA - ITER ATTO.
Più specificatamente, gli articoli 107 e 108 del decreto citato sanciscono rispettivamente che «il Ministero, le Regioni e gli altri enti pubblici territoriali possono consentire la riproduzione nonché l'uso strumentale e precario dei beni culturali che abbiano in consegna, fatte salve le disposizioni del comma secondo (divieto di trarre calchi dagli originali di sculture) e quelle in materia di diritto d'autore»; e che «i canoni di concessione ed i corrispettivi connessi alle riproduzioni di beni culturali sono determinati dall'autorità che ha in consegna i beni ... nessun canone è dovuto per le riproduzioni richieste dai privati per uso personale e per motivi di studio, ovvero da soggetti pubblici per finalità di valorizzazione...
Ovvero, per usi personali, per motivi di studio e per i soggetti pubblici che hanno finalita' di valorizzazione, non e' richiesto alcun canone.
gli importi minimi dei canoni e dei corrispettivi per l'uso e la riproduzione dei beni sono fissati con provvedimento dell'amministrazione concedente ». Per la riproduzione di opere custodite dal Ministero e dagli altri enti pubblici territoriali è quindi necessario il rilascio dell'autorizzazione da parte del Capo dell'Istituto che ha in consegna l'opera stessa. L'autorizzazione è concessa dopo un'attenta valutazione sia della compatibilità delle modalità e tecniche di ripresa con le condizioni di conservazione del bene sia delle motivazioni dell'istanza che possono anche comprendere forme di utilizzazione a carattere commerciale e, in tal caso, la concessione dell'autorizzazione è a titolo oneroso.
Se si vogliono usare non per uso personale, bisogna chiedere l'autorizzazione. Se l'obiettivo e' sfruttarle commercialmente, e' chiesto un pagamento.
...Un utilizzo concorrenziale dell'opera potrebbe tuttavia configurarsi nel caso di pubblicazione di immagini di opere coperte dal diritto d'autore su internet, anche senza scopo di lucro o per finalità culturali o didattiche, quando la riproduzione avvenga ad altissima definizione (come nel caso delle immagini pubblicate da Wikipedia). Infatti, ciò consente ai navigatori della rete di «scaricare» le immagini e poterle riprodurre a loro volta ad altissima definizione e farne un uso anche commerciale.
Ciò nondimeno sarebbe sufficiente che la diffusione delle immagini avvenisse con una risoluzione tale da permettere sì una agevole e godibile consultazione per il pubblico ma non così alta da consentire anche un uso dell'immagini per pubblicazioni o altri usi commerciali.
Come assicurare che non vi sia sfruttamento commerciale di una foto se viene messa su Internet e qualche pirata (editore) la piglia e invece la sfrutta commercialmente ?
Riguarda anche me. Qualcuno aveva preso un mi articolo (CC, attribution, no commerciale) e ripubblicato su un giornale, senza citarmi.












basta mettere un watermark (visibile) sulle foto, no?
Scritto da: .mau. | 07 gennaio 2008 a 15:09
nel vecchio mondo di media veramente professionali che hanno di fronte solo autori professionali un "grabbing" come quello del tuo articolo sotto licenza CC è quasi desiderabile per l'autore.
Da esperienze personali so che a quel punt basta mandare fattura alla persona giusta per un prezzo ragionevolmente multiplo del prezzo di mercato (2 o 3X) e la fattura viene prontamente pagata.
Almeno questo in ambito TV dove ho esperienza. Nel mondo pre-internet delle news 'c'era poco materiale news e poca chance di controllarne l'origine, per cui si mandava in onda così, anche senza malafede, pronti a pagare se si faceva torto a qualcuno.
In fondo bisognerebbe studiare un analogo sistema di "retro-licensing" adeguato al web e UGC. Io penserei ad un'organizzazione multinazionale (Creative Commons ?) che invia le fatture a chi di dovere su mandato dei vari autori piccoli e grandi, una volta dimostrato il "grabbing", per ammontare ragionevolmente bassi, che incentivano l'abuso :-)
Un modello economico di questo tipo darebbe anche la motivazione per far decollare una volta per tutte la ricerca per immagini. E' in più credo che sarebbe un metodo di DRM davvero funky e alternativo.
Scritto da: lorenzo | 07 gennaio 2008 a 20:18
#Utilizzo commerciale
Il problema a mio avviso non è come hai citato 'la risoluzione' dell'immagine, ma più a fondo, la licenza stessa con cui viene pubblicata Wikipedia, che è una licenza libera, GFDL - Gnu Free Documentation License (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html ) che *impone* che lo sfruttamento commerciale venga permesso:
"The purpose of this License is to make a manual, textbook, or other
functional and useful document "free" in the sense of freedom: to
assure everyone the effective freedom to copy and redistribute it,
with or without modifying it, either commercially or noncommercially. ..."
Quindi Wikipedia *non deve* contenere niente che non possa essere sfruttato commercialmente.
E' allo studio il passaggio di Wikipedia ad una licenza Creative Commons, ma prevedo che anche questa sarà simile, CC-A e non CC-NC...
#retro-licensing
Lorenzo, nel suo sistema Xanadu pre-web, pre-html, Ted Nelson (http://en.wikipedia.org/wiki/Ted_Nelson ) aveva previsto proprio la possibilità che ogni anche piccolissimo pezzo di citazione si accompagnasse se richiesto ad un micropagamento. Sarebbe stato un mondo molto diverso... ma con altri problemi! :)
Scritto da: David Orban | 08 gennaio 2008 a 11:31
David, mi immagino i problemi di un mondo dove esiste un'entità macchina capace di escutere denaro per una citazione, e sicuramente preferisco il nostro dove la citazione è giustamente ripagata dalla menzione della fonte
il mio retro-licensing non lo colloco un mondo perfetto dove la macchina controlla tutto a costo zero quindi può abbinare una transazione a qualunque parola scritta o immagine pubblicata, immagino un mondo reale dove la somma di 1-un listino prezzi basso e 2-costi di transazione comunque elevati (specie quelli legali, non c'è legge di moore per la tutela legale) fà sì che il retro-licensing diventi prassi accetta e gradita a un numero relativamente basso di abituali della creazione e dell'editoria, mentre tutti gli altri rimarrebbero nell'ombra di un laissez-faire giustificato da fondamenti economici e non ideologici.
La vedrei come una proposta seria, seria quanto un'idea buttata lì nei commenti a un post :-)
Scritto da: lorenzo | 08 gennaio 2008 a 20:19
Ciao Stefano. Avevo risposto ad alcune critiche simili nel forum di PI a cui ti rimando per qualche breve risposta ( http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2148597&m=2149501#p2149501 ). La frase più che una forzatura è una sintesi con scopo divulgativo - più o meno felice ;-) - ma è comunque sostanzialmente corretta. Citando la risposta del sottosegretario all'interrogazione:
"La legge italiana sul diritto d'autore non contiene alcuna eccezione per le fotografie scattate in luoghi pubblici. Pertanto [...] se [...] se si tratta di un'opera moderna la sua riproduzione e fruizione è consentita nei limiti indicati dall'articolo 70 [della Legge 633/1941]".
Ovvero: niente libertà di panorama. A tal proposito c'è la nota novità dell'art. 70 bis sul quale avevo dato un veloce parere qua: http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2148597&m=2149811#p2149811 e a proposito del quale concordo con le recenti affermazioni di Scorza ( http://www.guidoscorza.it/?p=222 ).
Il problema del Codice Urbani, invece, è un altro. Onsetamente che per l'uso a scopi non professionali non sia necessario il pagamento di un canone mi pare un minimo di libertà democratica (saremmo quasi uno stato di polizia se così non fosse). Per il resto ti rimango a questo ( http://www.fotografi.org/arte_musei_beni_culturali.htm ) agile riassunto pubblicato sul sito fotografi.org, che contiene utili approfondimenti.
Ciao,
LS
Scritto da: Luca Spinelli | 09 gennaio 2008 a 01:17