Telecom controllava Brasil Telecom, operatore di rete fissa. Per questioni regolamentari e di conflitti azionari, era una partecipazione sterilizzata, di fatto aveva poco da dire sulla gestione.
Oggi sul Sole leggo che
Missione segreta del vertice di Telecom Italia in Brasile. A quanto risulta, l'a.d. Franco Bernabè e il presidente Gabriele Galateri sarebbero in procinto di volare nel Paese sudamericano per "visite di cortesia". Di cortesie in realtà il gruppo Telecom nel territorio di Lula è già in credito: solo qualche mese fa si è fatto da parte dalla contesa per Brasil Telecom, accontentandosi di una cifra pari alla metà di quella che avrebbe potuto realizzare oggi vendendo la propria quota a Oi-Telemar insieme agli altri azionisti di maggioranza.
In settimana la stampa brasiliana ha riferito dell'avanzamento dei negoziati per creare un campione nazionale delle tlc. Obiettivo accarezzato da tempo dal Governo Lula, che ora sarebbe pronto a cambiare la legge per consentire la riunificazione di Brasil Telecom con Oi-Telemar (due dei tre tronconi nei quali era stato spezzato l'ex monopolista ai tempi della privatizzazione), ma a patto che alla Banca per lo sviluppo economico (pubblica) e ai fondi governativi venga riconosciuto un diritto di veto, una sorta di golden-share anti-straniero per interposto azionista. Telecom Italia, che non era funzionale a questo progetto, è uscita inpunta dei piedi da Brasil Telecom cedendo il proprio pacchetto ai fondi governativi. Col senno di poi, una vendita poco lungimirante, che ha messo sul piede di guerra gli azionisti-dipedenti del gruppo. L'associazione che li riunisce ha scritto al presidente Galateri e al consiglio sindacale per chiedere spiegazioni sulla vendita (che ha comportato la rinuncia a mezzo miliardo di dollari) e chiedere che il cda valuti se ci sono gli estremi per avviare un'azione di responsabilità nei confronti dei precedenti amministratori.
Brasil Telecom e' stata ceduta a fondi governativi i quali a distanza di sei mesi la hanno rivenduta a Oi (un operatore) guadagnandoci mezzo miliardo.
La domanda mi sembrerebbe essere: se Telecom avesse aspettato, avrebbe potuto vendere a Oi guadagnando mezzo miliardo in piu' ?
Secondo me, no. Questi sono soldi che si pesano, non si contano. Non e' lo stesso per Oi pagare una cifra in piu' a fondi del governo o a Telecom. Con questa cifra in piu' si sono comprati probabilmente anche dei crediti di riconoscenza di allineamento alle strategie del governo.
Il punto su cui bisogna prestare attenzione e' il fatto che il governo vuole un operatore brasiliano forte e Oi e' il quarto operatore mobile e dovra' guadganare quote di mercato, che qualcun altro dovra' perdere..



