Riguardo la lettera a Bruno Vespa, chi mi legge da un po' ed ha seguito le iniziative cui ho partecipato/promosso, sa benissimo e puo' testimoniare che quando e' stato opportuno rispetto all'interlocutore, ho partecipato/promosso iniziative aperte al contributo di tutti; siano esse state per la TV aperta, per la rete aperta, per la fibra, per la telefonia mobile concorrenziale, ecc..
In questo caso l'idea e' stata di scrivere una lettera firmata da persone in qualche modo rappresentative dell'industria, perche', rispetto al suo sistema di riferimento, Bruno Vespa gli dia piu' peso.
E' importante che gli sia chiaro (e non possa ritenere e sostenere) che non sono "500 ragazzini adirati perche' dipinti come depravati", ma manager e professionisti del mondo delle telecomunicazioni e del mondo delle "sue" comunicazioni, che "have a say" anche nel suo mondo di mass media.
E' giusto fare un nuovo riconoscimento all'amico Marco Camisani Calzolari e a tutti coloro i quali hanno dibattuto e conversato sulla questione evidenziandone in modo civile quanto ritengono (riteniamo) sia stato grave.
Una volta mandata con i firmatari "seeder" originali (per le finalita' descritte sopra), se chiunque vuole prendere questo testo, divulgarlo, sottoscriverlo, fare una raccolta di firme, ecc. Anzi! ben venga!
A mio modo di vedere, qualunque modalita' di rilancio della cosa che ne aumenti l'evidenza, e' benvenuta; sia l'idea di sottoscrizione di Dario che di ripubblicazione di Marco.
Qui c'e' la possibilita' di sottoscrivere, per chi lo desidera. (firmiamo.it)
Voglio anche aggiungere che non ho meriti particolari. Avendo letto prima il post di MCC e poi tutti quelli che ho trovato su Blogbabel, avendo appena ricevuto una mail da Innocenzo Genna di ECTA sulla deprimente situazione italiana, ho solo pensato di prendere un pezzo di quella mail, girarla ad alcuni amici "dell'industria" proponendo loro di scrivere a Bruno Vespa per spiegargli la rilevanza economica della cosa; il passaggio a Google Docs e' stato un attimo, l'allargamento del giro di primi firmatari anche, e con loro, anche delle argomentazioni...












Giorni fa stavo facendo una dimostrazione pratica ai miei genitori 75enni della rete ed in particolare del video sulla rete.
Mi sono sorpreso nel vederli a loro agio con i video della sezione "top rated" di youtube: I 3 tenori, Pavarotti, Bob marley. Anche la sezione "Animali" della versione italiana. Gli sembrava di vedere "paperissima". Erano interessati ai contenuti, davano per scontato il contenitore (grazie anche all'uso del telecomando invece che della tastiera) ed apprezzavano che si potesse "cercare" qualcosa da vedere o seguire persorsi basati sulla correlazione fra i video.
Ero molto soddisfatto, fino a quando mi sono lasciato sfuggire la parola "youtube".
A quel punto mia madre si è rabbuiata, mi ha fissato con uno sguardo serio che non vedevo da 20 anni e ha detto : "a me non piace youtube, è pericoloso", mentre mio padre annuiva.
Mi sono lasciato prendere un pò la mano e mi sono scagliato in una filippica contro i giornalisti che potete immaginare, col risultato di rompere definitivamente la magia che si era creata.
Anche se il primo impulso è quello di reagire con rabbia e di rinunciare a convincere chi non ha convenienza a convincersi, sottoscrivo in pieno la lettera a Vespa, nei contenuti e nel tono; è l'unico modo per cercare di cambiare le cose.
Scritto da: Riccardo | 28 febbraio 2008 a 10:08
Stefano, concordo con quanto avete scritto e sul fatto che questa lettera andava firmata da persone di una certa "caratura" per dargli rilevanza agli occhi di certi personaggi (anche se sembra di dare avallo al fatto di essere in un paese dove se non sei qualcuno non ti si fila nessuno ...).
Nello stesso tempo trovo la lettera troppo soft e troppo prolissa: soft in quanto secondo me meritava un approccio piu' "energico", prolissa in quanto si mettono insieme tante cose e si perde un po' il nocciolo del problema in mezzo a tanti altri problemi (pur veri).
Detto questo comunque avete, per quello che vale, tutto il mio appoggio.
Scritto da: Sergio Gervasini | 28 febbraio 2008 a 11:18
Servirebbe un po' d'attenzione da parte dei media non digitali. Sperem.
Scritto da: Antani | 28 febbraio 2008 a 13:10
Oggi ne parla anche Anna Masera sul sito de "La Stampa": http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&ID_articolo=661&ID_sezione=&sezione=
Scritto da: Marco | 07 marzo 2008 a 13:37