Sono al Cisco Expo. C'e' la prima giornata. In mattinata si sono alternati l'ottimo Stefano Venturi, Maurizio Decina, Danilo Ciscato e Paolo Campoli.
Il tema conduttore e' stata la proliferazione dei servizi e in particolare lo sviluppo del video.
Maurizio mi ha anche fatto una battuta tirandomi specificatamente in ballo quando parlava di neutralita' della rete dicendo "prima o poi la qualita' di servizio si dovra' pagare".
:-)
sto scrivendo una cosa abbastanza divulgativa circa la mia opinione sulla network neutrality, ci torneremo su.
Ora sto seguendo il seminario/presentazione sul tema video. All'inizio c'e' stata una presentazione interessante, un minimo piu' tecnica, fatta da Fabio Ganzaroli che non conoscevo ma mo' vado a beccare.
Poi si e' parlato della soluzione telepresence di Cisco che ho provato a Vimercate un paio di mesi fa.
eye-contact, grandezza figura intera, bassa latenza, ambienti (arredamento, rumore, luci, colori) controllati a entrambi gli estremi, assicurano una user experience notevole.
Una caratteristica da capire delle videoconferenze in generale e' che se una parte fa degli investimenti, il beneficio lo ha l'altra parte. Mi spiego: se ho una bella telecamera, sala, microfoni, banda, ecc. eroghero' un ottimo stream e chi lo riceve mi vedra' e sentira' molto bene. Ma se lui attacca un pc con una webcam, io avro' speso un sacco di soldi per fornire a lui una buona esperienza.
Un elemento importante dell'offerta Cisco e' il fatto che Cisco controlla *entrambi* gli estremi della comunicazione. Ovvero le videoconferenze cisco funzionano in "telepresence" solo con altri ambienti fatti e certificati da cisco.
Di fatto e' (necessariamente) un walled garden con un accesso secondario che fa lo scale-down a plain-old videoconferenza.
Prima o poi qualcuno, magari un cinese, si svegliera' e dira' a Cisco "fammi interoperare in telepresence", magari con il supporto di una azione antitrust data la dominanza nei router e switch.
Il cinese a quel punto potrebbe fare una webcam a basso costo, invalidando il tutto. (sempre che l'azione antitrust abbia esito positivo).
Io credo che Cisco dovrebbe (nel momento opportuno che massimizza i suoi ricavi e minimizza il numero di cause) rendere "pubblico" il servizio di certificazione delle installazioni, magari affidandolo a un consorzio dell'industria, in modo tale da aprire il mercato ma controllare la non-perdita del controllo della qualita'.



