Abbiamo inviato questa lettera al Dott. Vespa, direttore di Porta a Porta.
Oggetto: Lettera aperta su Blog, Internet e mass media
Egregio Dott. Vespa,
Internet raggiunge nel mondo oltre un miliardo
di utenti e in Italia circa 24 milioni di persone. Ogni giorno nascono
circa 120.000 blog, per un totale di oltre 100 milioni di blog in tutto
il mondo. Nel solo 2007, 44 milioni di persone si sono avvicinate con
un ruolo partecipativo al più grande fenomeno sociale, culturale e
democratico della storia recente,
In molti paesi autoritari i blogger difendono
la libertà d'espressione e la democrazia sfidando la repressione e,
talora, andando in prigione per questo. Nei paesi democratici i blogger
estendono la libera circolazione delle idee, la comunicazione
comunitaria e in definitiva la partecipazione alla vita sociale.
Il blog è diventato uno strumento di comunicazione di massa; piu' del 25% della popolazione del Canada e del 20% di quella del Regno Unito partecipano a "reti sociali" basate su Internet. In Italia si stimano oltre mezzo milione di blogger, in maggioranza non adolescenti ma giovani e adulti. Sono noti blogger anche alcuni esponenti politici italiani (ricordiamo tra i vari l'on. Gentiloni, l'on. Di Pietro, l'on. Letta, l'on Pecoraro Scanio, l'on Lanzillotta, l'on Storace, l'on. Santachè, ...), inclusi candidati premier alle prossime elezioni, e ben un terzo dei parlamentari britannici (incluso il primo ministro).
Ci sembra che demonizzare i blog e il social
networking, che sono fondamentalmente espressione di libertà, di
democrazia e di socializzazione, sia negativo e antistorico. Ancora
peggio è criminalizzare i blog - come cercano talora di fare i paesi
autoritari per giustificare le loro censure - solo perchè alcuni -
giovani o no - lo usano male. Ci sembra che la trasmissione da lei
curata del 21 febbraio 2008, peraltro dedicata ad un altro tema, abbia
purtroppo (crediamo involontariamente) generato un sospetto
generalizzato verso i blog e il social networking, se non addirittura
verso la comunicazione via Internet. Sarebbe, a nostro parere, un
errore grave analogo a quello di alcuni intellettuali aristocratici
che, tanto tempo fa, condannavano in blocco la televisione perchè ...
fa male ai bambini e toglie anche del tempo prezioso agli adulti per
leggere libri e giornali...
Internet, il social networking e i blog non
sono solamente un fenomeno sociale, culturale e politico di enorme
importanza. Sono anche diventati i servizi trainanti di un settore
economico centrale e strategico per lo sviluppo economico delle
economie avanzate: le telecomunicazioni. Le telecomunicazioni sono
infatti da un lato un settore a sè stante - che di per sè porta
ricchezza e occupazione qualificata e genera fenomeni finanziari
economici di prima grandezza - e dall'altro sono un fattore propulsivo
decisivo per l'economia nel suo complesso, e in particolare per la
diffusione dell'innovazione presso le aziende e le famiglie.
La Commissaria
UE Viviane Reding ha piu' volte ricordato che ben il 50% della crescita
del PIL europeo e' legata allo sviluppo delle tecnologie
dell'informazione e della comunicazione (ICT), di cui Internet
costituisce la spina dorsale. Anche il recente rapporto Attalì per lo
sviluppo economico della Francia è pervaso da iniziative di impulso
alle tecnologie della informazione e telecomunicazione.
In
Italia purtroppo l'economia cresce meno dei nostri omologhi europei
anche perché le telecomunicazioni sono nelle posizioni di coda nelle
graduatorie internazionali, come del resto lo è la televisione digitale
(terrestre, via Internet e via satellite). La scarsa diffusione della
banda larga è forse l'indice più significativo della nostra
arretratezza nel settore decisivo delle tlc.
Secondo i
recentissimi dati diffusi dall'organizzazione degli operatori TLC
europei ECTA, il quadro italiano relativo alla banda larga è il
seguente:
1. Diffusione della banda larga: L’Italia (16,5) si
sta allontanando dalla media UE (19,8) ed è sempre più distante dai
paesi comparabili come Francia, UK, Germania. Siamo lontanissimi,
ovviamente, dai paesi nordici. Nell’Europa dei 15 siamo superati anche
dall’Irlanda, e seguiti da vicino dal Portogallo. In sostanza, la banda
larga in Italia è meno diffusa che in altri paesi, a prescindere da
circostanze di omogeneità industriale e sociale.
2. Crescita
della banda larga nel periodo settembre 2006-settembre 2007 : In Italia
vi è stata una crescita del 3%, bassissima se paragonata con altri
paesi comparabili, dove la crescita si attesta tra il 5% ed il 10%.
I
dati italiani sono gravi non solo perché riflettono una situazione
peggiore di altri paesi, ma anche perché indicano la difficoltà del
Paese nel recuperare il gap. Anzi, la distanza con il resto d’Europea
si va accentuando.
Una
corretta comunicazione sui mezzi di informazione di massa riguardo le
tecnologie ICT potrebbe contribuire in modo importante ad avvicinare
sempre più persone alle telecomunicazioni, ad Internet e
all'informatica con ricadute positive per l'intero sistema.
Vorremmo
sottolineare che Internet è oggi il principale sistema di comunicazione
mondiale assieme alla rete telefonica fissa e cellulare, e rispetto a
queste ultime è molto più esteso nelle funzionalità. Come la rete
telefonica, Internet viene impiegato per comunicazioni lecite come per
quelle illecite. La differenza è che le comunicazioni e le funzionalità
di Internet sono nella grande maggioranza dei casi pubbliche e rendono
così visibili anche gli usi banali, deviati o addirittura illegali e
criminali che purtroppo, proprio per la loro maggiore visibilità in
rete, vengono additati come peculiari solo di Internet. Mai nessuno
però, giustamente, ha pensato di criminalizzare in maniera generica la
rete telefonica, pur essendo noto, antico, esteso e grave l'uso
illecito e criminoso delle reti fisse e mobili, come è testimoniato
dalle intercettazioni telefoniche rese pubbliche in diverse occasioni.
Discutere
pubblicamente dei problemi sociali che Internet inevitabilmente
riflette e, fortunatamente, spesso svela al pubblico, è importante ma
va fatto mettendo nella giusta relazione gli effetti e le loro cause ed
evitando considerazioni semplicistiche e condanne aprioristiche del
mezzo.
Secondo noi è importante che non si
criminalizzi la rete e che anzi se ne promuova l'uso e la diffusione
estesa. La criminalizzazione di Internet tende a confondere gli
effetti con le cause e non permette di affrontare adeguatamente i
problemi negativi - sociali o criminali - che tutti desideriamo
combattere. Una disinformazione su Internet non ne rallenterà la
diffusione presso il pubblico competente ma ne frenerà l'adozione e la
conoscenza proprio nel pubblico più bisognoso di informazione,
spostando in là nel tempo l'occasione di far crescere questo Paese.
Viceversa, una corretta e approfondita
informazione può contribuire decisivamente a massimizzare i benefici di
Internet e a ridurre invece gli effetti negativi dei nuovi sistemi di
comunicazione.
Fiduciosi che in futuro vorrà considerare anche i
benefici di Internet e delle telecomunicazioni e non solo i problemi
sociali, anche gravi, che essa rivela, le manifestiamo fin d'ora la
nostra disponibiiltà a partecipare a un confronto su questi temi che a
nostro parere sarebbe importante trattare in maniera approfondita e
positiva in una delle prossime trasmissioni che a nostro parere sarebbe
opportuno programmare e alla quale, se lei desidera, siamo pronti a
dare il nostro contributo di esperienza e competenza.
Restiamo a sua disposizione per ogni eventuale
chiarimento e approfondimento e nel frattempo Le porgiamo i nostri più
cordiali saluti.
Marco Camisani Calzolari, Blogger, Imprenditore, Chairman Speakage
Gildo Campesato, Giornalista, Direttore del Corriere delle Comunicazioni
Mario Citelli, Blogger, Imprenditore, Direttore Beltel - Mensile di attualità per l'industria ICT
Lele Dainesi, Blogger, Giornalista, Executive Communication Cisco Systems Italy
Luca De Biase, Blogger, Giornalista, Caporedattore Nova24 - Settimanale di innovazione de Il Sole 24 ore
Juan Carlos De Martin, Blogger, Docente Politecnico di Torino - Responsabile italiano Creative Commons
Michele Ficara, Blogger, Imprenditore, Presidente Assodigitale - Associazione Italiana Industria Digitale
Paolo Forcellini, Imprenditore, Segretario Generale Consulta Digitale Assocomunicazione - Confindustria
Alfonso Fuggetta, Blogger, Docente Politecnico di Milano
Enrico Gasperini, Blogger, Imprenditore, Presidente Audiweb - Joint Industry Committee per la rilevazione delle audience online
Enrico Grazzini, Blogger, Analista, Collaboratore Corriere Economia - Settimanale Economico Corriere della Sera
Marco Montemagno, Imprenditore, Conduttore Reporter Diffuso - Sky TG24
Layla Pavone, Blogger, Dirigente, Presidente IAB Forum - Interactive Advertising Bureau
Marco Palombi, Blogger, Imprenditore, Fondatore 1st Generation Network - Associazione imprenditori di prima generazione
Stefano Quintarelli, Blogger, Imprenditore, Past president AIIP - Associazione Italiana Internet Provider
Francesco Sacco, Blogger, Docente e Managing Director EntER - Centro studi per l'imprenditorialità - Università Bocconi
Francesco Siliato, Blogger, Docente Economia dei Media - Politecnico di Milano
Gigi Tagliapietra, Blogger, Imprenditore, Presidente Clusit - Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica
Guido Tripaldi, Blogger, Imprenditore, Presidente Voipex - Consorzio per l'interoperabilità dei servizi Internet












Ben fatto!
Una lettera equilibrata e pacata che spero vivamente raggiunga l'obbiettivo :)
P.S. a me avete convito: dopo questa lettera sono veramente convinto di non prostituirmi scrivendo su un blog e partecipando alla realtà sociale della rete ;)
Scritto da: Alberto | 27 febbraio 2008 a 15:47
Concordo con l'invito a non criminalizzare in modo cieco ed aprioristico la rete.
Credo anche che la rete, con la sua capacità di amplificare le voci e gli interessi della gente, dovrebbe essere l'occasione per individuare e possibilmente curare i problemi della nostra società.
Credo che il desiderio di "apparire" tipico di molti dei giovani di tutto il mondo sia una conseguenza della bassissima qualità della televisione attuale.
Quindi la domanda che chi sta in televisione (Vespa e non solo) dovrebbe farsi non è "come è possibile che sul web avvenga tutto questo", ma "cosa abbiamo fatto perché i giovani si comportino così".
Perché troppo spesso la TV fa male ai bambini, ai ragazzi e agli adulti. Anche più di internet.
Scritto da: Mr Oz | 27 febbraio 2008 a 16:04
Sottoscrivo.
Scritto da: alessandro stagni | 27 febbraio 2008 a 16:35
Sono d'accordo.
Purtroppo il problema é serio perchè saltare la barriera connessi non connessi, non è semplice.
Ma succederá.
La direzione è quella. :P
Scritto da: mattions | 27 febbraio 2008 a 16:52
Stefano,
ma voi siete fuori di testa!
Io non credo di poter sopportare una puntata di porta a porta dedicata blog. Su, fate i bravi.....lasciate perdere Vespa.
Scritto da: massimo mantellini | 27 febbraio 2008 a 17:18
Ottimo.
Sottoscrivo.
Scritto da: Fabrizio | 27 febbraio 2008 a 17:23
Bene, approvo il tono professionale e pacato, anche se avrei forse dato maggiore enfasi a quanto grave sia la superficialità e l'ignoranza con cui il tema è stato trattato.
Scritto da: Eugenio | 27 febbraio 2008 a 17:37
Approvo, ma sottoscrivo Eugenio. E' gravissimo che su RAI1 si faccia tanta disinformazione.
Scritto da: Gianmarco Carnovale | 27 febbraio 2008 a 17:43
@Gianmarco Carnovale: AH!AH!
Ora vediamo come risponderà, perchè risponderà!
Scritto da: Acchiappasogni | 27 febbraio 2008 a 18:04
Sottoscrivo tutto. Avete fatto bene a scriverla!
Scritto da: Andrea Galli | 27 febbraio 2008 a 18:14
Il sottinteso, nei passaggi in cui si fa riferimento all'Italia, sembra essere 'Prima gli italiani che non sono internauti/blogger diventano come quelli che lo sono, meglio è !'.
E comunque lo stesso Vespa partecipa ad un blog collettivo e sarebbe probabilmente pronto ad aggiungersi alla lista dei firmatari.
Scritto da: sapu | 27 febbraio 2008 a 18:31
Ok, concordo con voi tutti ma lo sapete che: Vespa scrive sul blog di Grazia? E' lui oppure un fratello gemello? Ne ho scritto qui: http://www.dariosalvelli.com/2008/02/occhio-al-vespaio.
Scritto da: Dario Salvelli | 27 febbraio 2008 a 18:53
E' un'ottima idea ma pesa l'assenza di Camisani, che è stato il primo a segnalare le idiozie dette a Porta a Porta.
Mi stupisce pure che avete stressato la vostra posizione professionale.
Vespa non è scemo, vi risponderà che il problema non siete voi, blogger adulti e vaccinati, ma sono i vostri figli (i ragazzi e il loro rapporto con Internet).
I concetti sono giusti, insomma, ma la lettera secondo me, non scalfisce nemmeno un po' le certezze di Brunello.
Ciao
Dar
Scritto da: Dario Denni | 27 febbraio 2008 a 19:15
Sottoscrivo in pieno quanto scritto da Dario Denni (non è piaggeria da omonimia, ve lo assicuro).
E aggiungo che questa lettera, anziché arrivare ad una dispersione di firme attraverso la pubblicazione di blog in blog con l'aggiunta della firma del blogger che la pubblica (è il suggerimento dato oggi da Marco Montemagno), potrebbe accogliere più adesioni in forma di petizione online. Che poi si utilizzi petitiononline.com, firmiamo.it o un'altra piattaforma poco importa, ciò che conta è una raccolta ponderarat di adesioni (firmata con nome e cognome, non con nickname di fantasia).
Scritto da: Dario B. | 27 febbraio 2008 a 19:24
Chi mi legge da un po' ed ha seguito le iniziative cui ho partecipato, sa benissimo e puo' testimoniare che quando e' stato opportuno rispetto all'interlocutore, ho partecipato/promosso iniziative aperte al contributo di tutti; siano esse state per la TV aperta, per la rete aperta, per la fibra, per la telefonia mobile concorrenziale, ecc..
In questo caso l'idea e' stata di scrivere una lettera firmata da persone in qualche modo rappresentative dell'industria, perche', rispetto al suo sistema di riferimento, Bruno Vespa gli dia piu' peso.
E' importante che gli sia chiaro che non sono 500 ragazzini adirati perche' dipinti come depravati, ma manager e professionisti del mondo delle telecomunicazioni e del mondo delle "sue" comunicazioni, che "have a say" anche nel suo mondo di mass media.
Se mai qualcuno dovesse fare una lettera aperta/petizione a me, al contrario, mi aspetterei e darei piu' peso se la cosa venisse sottoscritta da *qualunque* "internauta".
Per cui, e' giusto fare un riconoscimento all'amico Marco Camisani Calzolari e a tutti coloro i quali hanno dibattuto e conversato sulla questione evidenziandone in modo civile quanto ritengono (riteniamo) sia stato grave.
Una volta mandata con i firmatari "seeder" originali (per le finalita' descritte sopra), se chiunque vuole prendere questo testo, divulgarlo, sottoscriverlo, fare una raccolta di firme, ecc. Anzi! ben venga!
Scritto da: Stefano Quintarelli | 27 febbraio 2008 a 19:41
Condivido totalmente il contenuto della vostra lettera e, dato il calibro dei firmatari, spero che il messaggio in essa contenuta sia recepito. E' davvero vergognoso che ogni volta che i media «main stream» parlino di internet si va sempre a finire alla pedopornografia oppure a sproloqui come quello fatto durante porta a porta (p@p): non se ne può più. Secondo me la lettera dovrebbe essere mandata per conoscenza anche ai direttori dei maggiori TG in modo che anche essi riflettano.
D'altra parte da vespa (l'iniziale è volutamente minuscola), giornalista-sarto, non potevo attendermi alcun tipo di obiettività. Credo che Mantellini non abbia di che temere circa una trasmissione riparatoria pro blog (magari con un plastico della blogosfera).
Se così fosse dovrebbe fare tante di quelle rettifiche che sarebbe impegnato per almeno un paio di anni.
Perdonate lo sfogo
Scritto da: Noiano | 27 febbraio 2008 a 19:48
Bravissimo Quinta.... Come sempre Roberto
Scritto da: Roberto Galimberti | 27 febbraio 2008 a 20:14
@mante: quel pezzo della lettera non lo ho scritto io; nella mia proposta c'era solo un sollecito a fare piu' attenzione a dare informazioni equilibrate.
personalmente mi auguro che non ci sia una "puntata dedicata a Internet", potrebbe avere una audience da filo interdentale. Io penso che sia piu' importante fare una comunicazione corretta in ogni occasione, quando capita di parlare di Internet. Se dovessi manifestare una speranza, sarebbe che Bruno Vespa si facesse spiegare e "tutorare" all'uso e alla comprensione di Internet. Penso che potrebbe valere assai di piu'.
Nella lista qualcuno ha detto (giustamente) che pero' bisogna anche essere disposti lanciando il sasso a non nascondere la mano...
pero'... se dovesse esserci un followup ... mi fai venire una ideuzza... ;-))
Scritto da: Stefano Quintarelli | 27 febbraio 2008 a 21:11
Leggo in uno degli ultimi commenti una frase contenente "il calibro dei firmatari".
Mi spiace far notare che la blogosfera, nella mia modesta opinione, non può essere "calibrata".
Un manipolo di blogger, domenica sera, ha discusso, chattato, e trasmesso in streaming una trasmissione su questo argomento. In modo spontaneo e con il passa parola. Il tutto coordinati da un blogger giornalista della Rai. Critico, ma realista. In rete ci sono diversio post che lo testimoniano.
Questa è la blogosfera che mi piace, quella senza calibri e senza "blogger influenti". Quella che nasce dal basso, e in un attimo si coagula attorno a una conversazione.
La lettera è molto ben strutturata e il merito dell'autore è quello di aver contestualizzato e circostanziato bene l'argomento.
Il fatto di aver annesso una serie di firme "di calibro" evidenzia il solito modo di definire un livello più influente di altri su dei temi che, invece, a mio modo di vedere sono di tutto il movimento.
Il blog è una delle ultime frontiere della spontaneità, della circolazione di idee e conversazioni. La si può suddividere in cluster fin che si vuole, ma resta uno degli ultimi territori liberi dove uno può dire quello che vuole in uno spirito di contradittorio permamente.
Apprezzo, comunque, la precisazione dell'autore che consiglia di accodarsi.
Forse era meglio proporla senza firme e suggerire una "conversazione" sul tema.
So che attirerò strali e qualcuno più "influente" dei firmatari penserà: ma questo che vuole? da dove salta fuori?
Nessun problema. Ora affronto il tema, perchè è interessantissimo.
La precisazione sui politici/blogger sembra offrire il destro a Vespa.
Secondo la mia modesta opinione, i blog non sono più o meno legittimati perchè alcuni politici li usano. Ha la stessa dignità la casalinga di Voghera, il ragazzo che carica le foto su MySpace e il politico che sfrutta il blog come mezzo per la ricerca di consenso.
La frase "fiduciosi che in futuro" non mi trova daccordo. Secondo me è bene che Vespa non ne parli proprio. Sono daccordo con Mantellini, e non credo sia una battuta.
Vespa può al massimo cambiare consulente e sostituire la Graziottin.
Concordo con Luca Conti che, su preciso invito a interloquire con Vespa, lo ha ritenuto inutile e una vera perdita di tempo (leggere commenti al blog dell'amico Markingegno).
Penso che la blogosfera non debba contaminare la tivù generalista. E' un media troppo sconnesso dalle dinamiche interattive e collaborative che, altri media, stanno tentando di rappresentare (web tv, DTV, Personal Video broadcasting, ecc.)
Comunque. Bene che se ne parli perchè il futuro è nelle mani dei nativi digitali che, anche se noi abbiamo delle certezze sulla rete e sul blog, sicuramente modelleranno a loro uso e consumo le dinamiche della rete futura.
Il pubblico di Vespa (quello in studio e quello sul divano) può mistificare quello che vuole. Il futuro lo disegneranno i nativi.
Scritto da: gigicogo | 27 febbraio 2008 a 21:17
@gigcogo: ti invito a leggere qui
http://blog.quintarelli.it/blog/2008/02/circa-la-letter.html
Ritengo che, avendolo giudicato "una tragedia", il Dott. Vespa non sappia che "blogger" possono essere (e in larga misura sono) anche persone che, per lavoro e storia, occupano posti di rilievo anche nel "suo" mondo.
il senso, se non si e' capito me ne scuso, e' che ci sono un tot di persone che sono comuqnue "rilevanti" nel SUO mondo, che sono anche blogger, e quindi non e' opportuno trattare la cosa con leggerezza.
se vogliamo, quindi, non sono "blogger" che si ergono ad essere "di calibro" , ma persone che , ribadisco, per la loro storia sono in qualche misura "rilevanti" e si "aprono" ad essere blogger.
spero che cio' chiarisca l'equivoco..
E no, non e' una perdita di tempo, perche in italia solo il 17% della popolazione ha 25 anni o meno e solo il 22% delle case ha broadband e i restanti 83% e 78% frenano anche noi..
Scritto da: Stefano Quintarelli | 27 febbraio 2008 a 21:34
L'idea è lodevole.
Sono giorni che ne parliamo, su tantissimi blog. Mezza blogosfera alla visione del filmato, rimbalzato di blog in blog, si è messa a discutere, a riflettere. Qualcuno ne ha fatto una controtrasmissione video multiblogger, seguita da tanti.
La lettera giustamente inizia parlando di milioni di blogger.
Ecco il punto.
I milioni di blogger andavano coinvolti dal basso a partecipare a questa lettera aperta. lettera a perta da parte dei blogger italiani (poche migliaia rispetto ai milioni dei blogger).
Invece sottolineate che la lettera è firmata da nomi autorevoli. Nessuno direbbe il contrario.
Ma torniamo a monte: milioni di blogger...son blogger io come è blogger Di Pietro. E' blogger Selvaggia Lucareli come è blogger Gigicogo (per citare un amico, e uno che non se la prenderà se lo accpoppio con la selvaggia). E' blogger il ragazzino che scambia musica e foto sul suo Myspace anche se ha solo 13 anni, è blogger un'insegnante di scuola che usa il blog per far comunicare una classe italiana e una francese in un progetto di scambio culturale.
E' blogger Sw4n come è blogger Fassino come è blogger chi pubblica le ricette delle torte al cioccolato...
Mi fermo qui coi paragoni.
Il blog, internet, il Myspace sono solo tecnologie, mezzi, strumenti.
Dietro l'etichetta blogger ci siamo tutti. Se ci siamo tutti scriviamo tutti a Vespa. Non rilanciamo a posteriori e se ci va, una lettera scritta e firmata da Tot dignitosissime persone quali siete e professionisti del settore, tra cui molti blogger.
La questione principale della puntata di Vespa è che a parlare di Internet e Web e blog era una sessuologa. Traduco: chi parlava ignorava l'argomento della discussione.
Altra questione, il fenomeno blog distorto e piegato sull'argomento prostituzione ecc.
Il telespettatore medio ha colto la visione distorta. Il genitore medio avrà associato Blog a cose tremende da controllare sui propri figli alla stregua di droga e sesso e cattive compagnie.
Tutta gente che ha bisogno di avere informazioni corrette sui fenomeni. Tutta gente che magari internet non sa neanche cos'è.
I blog non sono importanti perchè anche i politici o i personaggi dello spettacolo ne hanno uno (scritto neanche personalmente, magari), i blog sono importanti perchè sono un mezzo utilizzato dalle masse. Non sono un fenomeno di massa. Sono delle tecnologie che abilitano un determinato tipo di comunicazione, che permettono di pubblicare il proprio pensiero in 20 secondi.
Non credo che esistano blog di serie A (quelli dei giornalisti e degli esperti delle tematiche correlate alla rete) e blogger di serie B o C o D o Z.
Il blogger è colui che gestisce un blog.
Mi fermo qui con le mie riflessioni.
Aggiungo: io una petizione l'avrei firmata volentieri
una bella raccolta firme per far vedere a Vespa quanta gente gravita sui blog a diverso titolo in Italia.
A rilanciare questa lettera, quando ho già detto la mia, a modo mio, solo per rilanciare, ci devo pensare.
Scritto da: catepol | 27 febbraio 2008 a 21:47
Grazie alla segnalazione fatta su OKNOtizie leggo questa lettera aperta. Concordo anch'io e sottoscrivo la lettera, augurandomi caldamente, però, che non sia più un conduttore come Vespa a trattare l'argomento.
Sottoscrivo invece al 100% quanto ha scritto gigicogo, soprattutto a proposito del fatto che la blogsfera è una delle ultime frontiere della spontaneità. Ciò che mi affascina maggiormente, e la ragione per cui son felice di essere blogger, è proprio il fatto che ognuno ha una REALE uguaglianza nei confronti di tutti gli altri, e non può permettersi di dire ca...volate perché non avrebbe approvazione acritica neppure se fosse la persona più ricca e/o potente e/o famosa del pianeta.
Scritto da: Uyulala | 27 febbraio 2008 a 22:05
leggo solo dopo il commento di Catepol. Che dire? Come sempre è GRANDE.
Ed è questo che amo di più dell'essere blogger: la scoperta straordinaria che ognuno di noi può imparare dagli altri, sempre, a prescindere da età, sesso, status sociale, livello di istruzione, religione...
Scritto da: Uyulala | 27 febbraio 2008 a 22:16
Leggo e sottoscrivo, ho anche firmato su http://firmiamo.it/lettera-a-bruno-vespa
Non vedo l'ora di vedere Porta a Porta con Vespa e voi seduti là...
Complimenti
Scritto da: Albert Antonini Mangia | 27 febbraio 2008 a 23:46
Ero certo di aver commentato...
Scritto da: moltitudini | 28 febbraio 2008 a 00:30
credo che attali si scriva senz'accenti.
per il resto, sono d'accordo.
Scritto da: alessandro dotto | 28 febbraio 2008 a 01:29
Sono d'accordo ma temo che non verrete presi in considerazione. Il prendersela in modo superficiale con Internet e i blogger, aditandoli come causa di ogni male (che sia l'antipolitica, i delitti di Perugia o il degrado della società) non tocca nessuno degli editori di riferimento di Vespa. Vespa fa un giornalismo "di servizio" riuscendo comunque a compiacere anche il momentaneo avversario. Da una carezza al vescovo mentre assesta un amorevole buffetto al radicale. Non scontenta nessuno per essere in credito con tutti.
Detto questo a nessuno dei potenziali editori di Vespa (dal parlamento al vaticano) interessa minimamente di Internet o dei blogger. E secondo me, lui, in una sorta di cerchibottismo, se è costretto a trovare un responsabile trova l'unico a cui non deve niente. La rete.
Vespa non è il male. Vespa è il sintomo. Lui non vuole cambiare il paese, lo riflette soltanto. Vespa si può permettere di vantare un'abissale ignoranza sulla rete perchè ha alle spalle dei centri di potere che della rete sono ignorantissimi. Quella lettera più che a lui andava mandata al presidente del consiglio, ai candidati alle prossime elezioni, al presidente di Confindustria e ai segretati dei sindacati, a quelli insomma in grado di colmare il gap che ci separa dal resto del mondo.
Scritto da: David | 28 febbraio 2008 a 06:54
Ma davvero si auspica che i fenomeni sociali che si creano sulla rete vengano riconosciuti ed analizzati in maniera (anche superficiale ma almeno) verosimile da 'porta a porta' ?
La trasmissione di Vespa è specchio, ed anche un po' spioncino, di una certa parte di società con determinati aspetti distintivi che, per compassione, non è neppure il caso di evidenziare: che tipo di approccio ci si aspetta ?
Vespa non parlerà mai bene di rete e blog.
Al massimo potrà smettere di parlarne, quando saranno diventati fenomeni del tutto accettati dalla società retrograda che esprime 'Porta a porta'.
Ma quando accadrà, probabilmente saremo tutti passati ad altro...
Scritto da: sapu | 28 febbraio 2008 a 08:51
Andrea D'Ambra - Blogger - Presidente Generazione Attiva
Scritto da: Andrea D'Ambra | 28 febbraio 2008 a 09:53
Complimenti per la lettera, anche se sarà una goccia nel mare dimostra la tua competenza e lungimiranza.
Scritto da: dadevoti | 28 febbraio 2008 a 12:06
Stefano, l'idea è meritoria, ma secondo me vi state facendo pesantemente strumentalizzare per fini personali...
Scritto da: vb | 28 febbraio 2008 a 14:21
Vittorio, "fini personali" in che senso ? (se non fossi tu e se non fossi io e se non ci conoscessimo e non conoscessimo bene le rispettive storie, lo avrei ritenuto offensvo...) :-)
Scritto da: Stefano Quintarelli | 28 febbraio 2008 a 14:58
Da quel che ho visto su YouTube, la Graziottin & C. non sanno nemmeno di che parlano e Vespa, prontamente, ha dato loro comunque ampio credito. Purtoppo anche una bella fila di blogger "indignati". Mi auguro ci sia un comunicato e/o una puntata "riparatrice", ma per il solo gusto di sapere chi e quanti prontamente accorreranno nel candido salotto del bruno demonizzato/re: una puntata da perdere assolutamente (come tutte le altre, d'altronde).
Scritto da: frap1964 | 28 febbraio 2008 a 15:07
Caro Stefano, ho letto la lettera e non posso che sposarne le motivazioni.
Ma c’è qualcosa che mi preme dire proprio a chi di Internet ci vive, la propone, la crea, e ne condivide lo scopo e l’evoluzione.
Ieri, durante una tavola rotonda a Cisco Expo 2008, è stata proiettata una lunga presentazione pubblicitaria dei prodotti di un certo operatore. Ed è proprio a lui che mi rivolgo: lui non è diverso dai Bruno Vespa della situazione, è e deve essere il primo a coniare il messaggio corretto che educhi le persone a vedere la rete o meglio le potenzialità del suo utilizzo così come è, un bene inimmaginabile di cui tutti possono e devono godere. Per arrivare a toccare l’interesse della generazione che forse è più interessata ai suoi prodotti, ne ha di fatto insultato l'intelligenza, proponendo testimonial che riportano a spaccati di vita mediocre (o bassa), immagini "downlodabili" (per usarne il suo gergo) che ricordano proprio quella parte di attività in rete che non dovrebbe quantomeno essere promossa e che è così temuta. Eccetera. Intendo che tutti noi che ci ribelliamo davanti all'ignoranza dell'informazione che genera la paura della novità, almeno noi che ci occupiamo di Internet, sforziamoci di divulgarne una immagine coerente e soprattutto non deviata.
Scritto da: wally | 28 febbraio 2008 a 15:26
Mi piace il tono pacato ma deciso di questa lettera.
concordo.
Scritto da: nelli | 28 febbraio 2008 a 16:13
Vedendola dal punto di vista di uno che ha condotto una puntata dove l'informazione riguardo ai blog e internet era talmente distorta da farci comparire come sociopatici, con questa lettera non farete altro che avvalorare la sua tesi. Anzi, dati alla mano, avrà la conferma che il numero di persone (di pazzi) di cui ha parlato l'altra sera è ben più grande di quello che immaginava.
Il problema non è Vespa, ma il pubblico a cui Vespa si rivolge.
Scritto da: Vincent | 28 febbraio 2008 a 18:00
Vespa? Pssst Pssssst
Scritto da: Matteo Bianchi | 28 febbraio 2008 a 18:02
Eccellente lettera. Sottoscrivo gli argomenti.
Scritto da: Gianni Lombardi | 28 febbraio 2008 a 19:10
trovo lodevole l'iniziativa, ma non me ne sento rappresentato. di quello che bruno vespa pensa dei blog non potrebbe fregarmente di meno, figuriamoci di quello che pensano quelli che credono a quel che dice bruno vespa dei blog.
Scritto da: livefast | 28 febbraio 2008 a 23:24
Sottoscrivo e faccio i complimenti a Quintarelli per aver sintetizzato perfettamente la questione.
Scritto da: Kiro | 29 febbraio 2008 a 00:47
Concordo con i temi riportati nella lettera ma poco con la scelta di inserire firme "autorevoli".
Chi può (soprattutto nel campo blog) decidere l'autorevolezza o meno di un progetto?
In ogni caso vi rimando anche al mio post di qualche giorno fa:
http://www.videomarta.com/la-punta-degli-iceberg/
Scritto da: marta di Videomarta | 29 febbraio 2008 a 09:03
Marta, nella mia esperienza, volenti o nolenti, per avere dignita’ di ascolto, devi avere una etichetta, una rappresentanza.
Ho fatto il presidente della prima associazione telematica italiana nel 1988. Nel 2007 mi hanno invitato a un importante convegno perche’ gli organizzatori ritenevano interessanti le cose che ho da dire. Mi hanno chiesto se potevo firmarmi “presidente emerito” di AIIP, un titolo che non vuole dire nulla, ma no. non potevo usarlo.
Allora hanno ritirato l’invito, perche’ “non rappresentativo”.
Il fatto e’ che, rispetto alle regole non scritte che governano questi luoghi e situazioni, avevano ragione.
Un paio di settimane fa sono stato intervistato da un TGRai. Ho chiesto se potevano evitare di scrivere alcunche’ oltre al nome, ma non si poteva. Stesso discorso a Focus Economia a Radio 24 dall’amico Sebastiano Barisoni. Ci vuole un titolo, una carica. Per cui mi presenta sempre come “fondatore di I.NET”, una azienda che non esiste nemmeno piu’ nella realta’ ma esiste ancora molto nella mente delle persone di TLC e di finanza.
Sai perche’ mi sono dato un po' da fare (senza successo) per aiutare a far eleggere Fiorello Cortiana al Comune di Milano ? Perche’ lui potesse avere una tribuna. Perche’ Se vuoi essere ascoltato, in certi ambienti devi avere un titolo.
Questa e’ la mia esperienza. Potra' essere sbagliato, ma e’ cio’ che mi hanno insegnato 20 anni di "attivismo".
Scritto da: Stefano Quintarelli | 29 febbraio 2008 a 10:09
...
mia nonna diceva le stesse cose quando, adolescente, andavo in piazza.
mia madre mi difendeva, ma diceva le stesse cose quando andavo in discoteca.
adesso è la volta di internet.
... non l'avete presa un po' troppo seriamente? Accreditare Porta a Porta come interlocutore... quel salotto di plastici, orrori e morbosità?
suvvia...
Scritto da: Tasti | 29 febbraio 2008 a 10:43
tasti,
tua mamma e tua nonna parlavano solo a te, al massimo all'aia..
vediamola cosi'..
le opportunita' per tutti, in primis i giovani, ci sono se l'economia cresce
i dati mostrano che la crescita economica e' correlata ad internet
i dati mostrano che l'italia e' retrograda su internet
qualunque cosa fatta che abbia per effetto l'inibizione della crescita di internet danneggia tutti.
per me, se non si e' soddisfatti, si puo' impegnarsi, goccia dopo goccia, o emigrare. Lamentarsi al bar e basta, per me, is not an option.
io sono stato un emigrato, sono rientrato e potrei tranquillamente emigrare, anzi, _quando_ perdero' la speranza, per il bene delle mie due figlie piccole, lo faro'.
Scritto da: Stefano Quintarelli | 29 febbraio 2008 a 11:03
Stefano,
chiedo scusa per non aver argomentato meglio il mio punto di vista: ovviamente intendevo dire che da sempre i luoghi che aggregano sono additati a luoghi di perdizione. Nei luoghi di aggregazione generalmente accade di tutto, dagli scambi culturali agli scambi di coppia, e ovviamente attorno ai luoghi di aggregazione crescono interessi economici.
E nell'era tecnologica mi par ovvio che tutto si sposti su internet, credo che a questo ci arrivi anche Bruno vespa.
Nel tutto ci sono quegli aspetti torbidi e morbosi di cui ama tanto occuparsi.
Mi par esagerato sostenere che una puntata di Porta a Porta possa frenare lo sviluppo economico, e se proprio volessimo... il miraggio sessuale generalemente non è inibitore, anzi...
se vale come referenza: faccio battaglie da una vita e sono già emigrata.
Scritto da: Tasti | 29 febbraio 2008 a 11:48
Oltre a Vespa io l'avrei spedita a Facci :
http://www.tigulliovino.it/blog/2007/10/ma_mi_facci_il_piacere.html
Baci e abbracci, Fil.
Scritto da: Filippo Ronco | 29 febbraio 2008 a 14:44
premetto che vi appoggio pienamente ma cari signori, credo che sia inutile tutto questo. Vespa a male pena sa cos'è un pc e di certo neanche verrà a sapere di tutto quello che in rete si sta (e sto) dicendo "contro" l'ignoranza delle persone e della puntata (se non di tutta la trasmissione in generale)!!
Scritto da: Marco | 29 febbraio 2008 a 16:38
Sottoscrivo in pieno questo post.
(anche da me c'è da sottoscrivere qualcosa...)
;)
Scritto da: marcoDeAmicis | 29 febbraio 2008 a 19:04
Condivido e sottoscrivo.
Uno dei motivi per i quali Vespa (e i media in generale) demonizzano ad arte Internet e' che hanno capito benissimo che sul web l'informazione e' libera, non si puo' controllare con:
- il finanziamento pubblico ai giornali
- l'ordine dei giornalisti, unico caso in Europa
- la pubblicita', che di fatto condiziona
- pressioni di vario tipo
- etc.
L'oligarchia politico-sindacale-burocratica-partitica-bancaria-assicurativa che governa di fatto il paese da decenni (indipendentemente dal colore politico del Governo in carica) ha bisogno del controllo totale dell'informazione per perseguire i suoi scopi e fare i suoi interessi, altrimenti gli si rompe il giocattolo.
E poiche' sempre piu' gente fra i 15 e i 40-45 passa + tempo online rispetto all'offline (giornali, radio e tv) ecco spiegata l'offensiva contro Internet.
My 2 cents.
Scritto da: Eugenio La Mesa | 01 marzo 2008 a 07:52
La proposizione della rete offerta dalla lettera oppone al racconto di Vespa (non degli ospiti che qualcosa di serio hanno detto) una visione specularmente approssimativa, superficiale e menzognera.
Ritengo che chi usa la rete in maniera abituale abbia il dovere morale di riflettere e rappresentare nelle giuste prospettive antropologiche e sociali lo strumento che usa.
Fare della rete un feticcio per accreditare una presunta diversità dell'espressione dell'informazione è una mistificazione ed un tradimento dei presupposti di libertà che si vorrebbero portare utilizzandola.
Diffido di chi fa della rete una bandiera, la diversità, ammesso che ci sia, è nelle idee non certamente nello strumento.
Scritto da: Hidden Side | 01 marzo 2008 a 13:14