Una delle principali aziende taliane oggi ha bruciato circa due miliardi di euro di valore di mercato. (un po' meno, le azioni risparmio hanno perso meno delle azioni ordinarie)
sono poco meno di 4000 miliardi di vecchie lire. Ma non e' "solo" Telecom Italia, e' il motore dello sviluppo e dell'innovazione ICT in Italia, uno dei principali motori dell'economia.
Al TG2 di questa sera hanno dedicato alla questione, forse, 12 parole. (mentre hanno dedicato metà telegiornale a questo e quel accordo elettorale; uno spazio 20 volte maggiore a chi diceva "vedremo se aesso rispetteranno i patti elettorali".). Mi chiedo: sono incoscienti o menefreghisti ? propendo per la prima. Dio mio che informazione. Internet ci salvera'.
Enrico dice che ha perso troppo, ma una cosa che ha detto Bernabè è che i grandi investitori, quelli che entrano per restare a lungo termine, nell'azionariato di Telecom Italia non ci sono piu'. Sono spariti. E adesso Bernabè farà un lungo tour per andare a visitarli uno a uno a convincerli a rientrare. La sua credibilità per il sostegno della singola azienda probabilmente più determinante per il nostro futuro. Speriamo che abbia successo.
E speriamo che nessuno se la compri per farla a pezzettini. Allora forse al TG2 se ne accorgerebbero.












Purtroppo la cosa non ti deve stupire: c'e' la campagna elettorale che incombe e chi se ne frega di telecom, ti dicono quelli che decidono il tg, per loro l'unica cosa che importa e dare spazio e minuti al referente politico dal quale dipende poi anche carriera e il resto. Questo è il risultato di anni di lottizzazione: è lo specchio fedele del paese, che scivola sul piano declinato e se ne accorge quando ormai è troppo tardi.
Emigriamo ?
Scritto da: carlo | 07 marzo 2008 a 22:24
Purtroppo la cosa non ti deve stupire: c'e' la campagna elettorale che incombe e chi se ne frega di telecom, ti dicono quelli che decidono il tg, per loro l'unica cosa che importa e dare spazio e minuti al referente politico dal quale dipende poi anche carriera e il resto. Questo è il risultato di anni di lottizzazione: è lo specchio fedele del paese, che scivola sul piano declinato e se ne accorge quando ormai è troppo tardi.
Emigriamo ?
Scritto da: carlo | 07 marzo 2008 a 22:26
Bernabè dice che il comportamento della borsa e stato un po' irrazionale. Irrazionale? Ma cosa vuole il sistema finanziario? Quanto il sistema è in grado di interpretare in modo realistico un piano industriale? Cosa vuole la borsa ancora bugie? (Tell me, tell me, tell me lies Tell me lies Tell me sweet little lie)
Scritto da: alessandro stagni | 08 marzo 2008 a 00:14
Secondo me sarà difficile far guadagnare credibilità prima e competitività poi alla Telecom.
E non crediate che la borsa italiana, poi, non sia "attenta" a queste questioni. Semplicemente la situazione finanziaria di TI è tale da non poter risollevarne le sorti in tempi accettabili. Bernabè dovrà EFFETTIVAMENTE trovare partners forti con cui dividere gli investimenti in primis (e una "nuova" rete potrebbe offrire questa opportunità). Poi sugli azionisti di TI non mi sembra di vedere nuova linfa (soprattutto votata allo sviluppo e all'investimento) per cui la vedo veramente dura.
Peccato però, perchè coi suoi bei difetti da monopolista TI ha portato, in passato, anche bella innovazione nel settore (...sì vabbè vedetela in proporzione al panorama dell'epoca ...eh! )
Scritto da: Vincenzo Vicedomini | 08 marzo 2008 a 12:59