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i Giudici britanici, infatti, hanno preso atto dell'impotenza degli strumenti giuridici dinanzi alle dinamiche della comunicazione telematica: inutile inibire a News of the world di pubblicare il video se lo stesso video è visibile attraverso decine di altri canali.
Principio umanamente e pragmaticamente condivisibile ma giuridicamente ed ideologicamente destabilizzante per i sistemi giuridici e gli Ordinamenti di tutti i Paesi.
Le immagini di cui si discute - benché abbiano scandalizzato i sudditi di Sua Maestà abituati a vedere Mr. Mosley in (altri) abiti e contesti - possono, tuttavia, indurre al più ilarità, forse vergogna per il protagonista ed attrarre la curiosità di riviste scandalistiche e voyeur di tutto il mondo…
Ma se si fosse trattato di immagini a contenuto pedopornografico o, piuttosto, di un video nel quale si incitavano i fedeli di tutto il mondo ad una nuova guerra santa o, ancora, all'odio razziale?
Si può davvero prendere giuridicamente atto tanto serenamente della sconfitta del diritto rispetto alla realtà telematica?
Mi auguro di no perché - benché abbia una visione liberale del governo del cyberspazio - se si consente alla tecnologia ed alle dinamiche della comunicazione telematica di abrogare de facto norme e leggi, rendendole inapplicabili, arriverà un giorno non troppo lontano nel quale la Rete imploderà vittima di se stessa e del non essere stata capace di auto-imporsi le stesse regole che sovrintendono - a torto o a ragione - alla convivenza tra cittadini di una stessa nazione e tra popoli.
Non è il "così fan tutti" il principio cui può ispirarsi il governo del cyberspazio.



