Giovedi ho partecipato a un convegno a Roma organizzato dall'ISIMM sulla comunicazione online su interoperabilità, diritti e pirateria (qui c'e' l'invito con il programma e ci sono le registrazioni degli interventi)
Uno dei partecipanti al mio tavolo, che parlava dopo di me, ha detto che si, il problema per le reti di nuova generazione è quello che dico io e che bisogna mettersi d'accordo con i concorrenti e che ci puo' essere una sola NGN. (One Network, ndr)
Ha anche detto, mezzo scherzando, che la mia posizione è "statalista, come si puo' leggere in una intervista dello stesso giorno sul Manifesto" (con enfasi sul nome del giornale).
A margine del convegno gli ho detto "evidentemente non hai letto la mia intervista fino in fondo" e lui mi ha risposto di no, che ha letto un articolo che campeggiava a tutta pagina ma non la mia intervista che era nel taglio basso.
Leggete voi e giudicate direttamente. BTW, leggete anche l'articolo a tutta pagina, anche questo molto buono e condivisibile e ditemi cosa ci trovate di statalista.












Non ci trovo assolutamente nulla di statalista, posto che si intenda tutti la stessa cosa con "statalista". :)
Scritto da: Luigi Rosa | 06 aprile 2008 a 11:26
Stefano pensi di riuscire a fare una sintesi di quanto detto nel convegno? (non vorrai mica che mi ascolti molte ore di audio vero?) ;)
ciao
Scritto da: massimo mantellini | 06 aprile 2008 a 12:12
Di statalista mi sembra ci sia solo il titolo (ovviamente se letto decontestualizzato rispetto l'articolo)
Eppure mi chiedo : "Il mercato IT italiano è in espansione e mi sembra sia piuttosto sano. Sarebbe possibile avere delle proiezioni di sviluppo se si avesse una NGN a disposizione ?"
Ovviamente nelle proiezioni io escluderei in prima battuta l'ex monopolista ...
Scritto da: Vincenzo Vicedomini | 06 aprile 2008 a 15:27
il peccato originale è la parola "centralizzare", ma l'ispirazione dell'articolo è in direzione opposta "Poi la politica deve creare le condizioni perché un consorzio di privati [...]possa investire soldi senza troppi rischi di non rientrare."
Più player, più innovazione. Ma per confutare una tesi si preferisce additare la testata come una tara imperdonabile, piuttosto che approcciare direttamente le argomentazioni.
Si chiamano pregiudizi-
Scritto da: Gianmarco Poma | 06 aprile 2008 a 15:46
Questo personaggio di cui parli sicuramente è uno degli innumerevoli ex sinistroidi fulminati sulla via di damasco da quello dei palloncini, poi prima di dare un giudizio non bisognerebbe documentarsi?
La mamma del bischero è sempre incinta!!!!!!
Scritto da: scoppe | 06 aprile 2008 a 16:35
E' lo stessa azienda che invece di fare la rete si vende le torri? Con i 6 miliardi e mezzo di debiti sarei curioso di sapere che NGN ha in mente di fare...
Dar
Scritto da: dario denni | 06 aprile 2008 a 16:42
Prendo a spunto il commento di Dario . Ma in Italia solo TI ha realmente la "possibilità" di creare una nuova rete ? Perchè altri players hanno rinunciato ? (o dovuto rinunciare). Mi sembra di ricordare (Stefano correggimi se sbaglio) che Albacom alla sua nascita stava lavorando ad una propria infrastruttura anche grazie al contributo di tanti "fuoriusciti" da Telecom. Perchè poi ha desistito ?
Scritto da: Vincenzo Vicedomini | 06 aprile 2008 a 19:38
@Vincenzo: Perche' e' economicamente non sostenibile oltre che tecnicamente non fattibile perche' per arrivare nelle case delle persone bisogna passare da tubi e sfilare il rame che e' di proprietà di telecom.
@Massimo: io ho fatto solo partecipato alla mia tavola rotonda e una breve parte della successiva, poi sono corso da mia moglie e dalle bimbe.
Forse Eugenio puo' fare un resoconto...
Scritto da: Stefano Quintarelli | 06 aprile 2008 a 22:30
l'avevo letta su visionpost, a me ha sorpreso la risposta all'ultima domanda
Scritto da: darmix | 07 aprile 2008 a 15:16