Mi riferivo a questo:
Sole 24 ore:
«Il modello che preferisco – dichiara al Sole 24 Ore Mario Valduccci, presidente della IX commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera – è quello che ha portato nel settore elettrico alla nascita della Terna, la società a controllo statale, quotata in Borsa, che detiene la rete di trasporto ad alta tensione.
firuli' firula'... :-D
... «L'ideale sarebbe – continua Valducci – che gli attuali azionisti della Telecom fossero in grado di accompagnare la società nell'investimento per la rete di nuova generazione, che ha carattere strategico non soltanto per l'economia del Paese e lo sviluppo di un'industria dei contenuti, ma anche per la sicurezza nazionale. Il punto è che Telecom è molto indebitata ed è rimasta indietro rispetto ai suoi concorrenti».
firuli' firula'... :-D
La società è peraltro contendibile: qualcuno potrebbe lanciare un'offerta pubblica di acquisto o di scambio, proponendone, per esempio, la fusione con un'altra azienda del settore. «E non mi sembra – prosegue Valducci – vi siano molti casi in Europa in cui la rete di telecomunicazione sia finita in mani straniere. Anche perché – ripeto – l'infrastruttura è elemento chiave della sicurezza nazionale.
firuli' firula'... :-D
Per conto mio ho sempre asserito che tutte le reti, non solo quella di telecomunicazione, dovrebbero essere in mano pubblica o almeno garantite da una golden share, mentre dovrebbe essere massima la competizione tra gli operatori che le utilizzano». ... «Non penso, però, si possa ridurre il livello della concorrenza. Credo anzi – conclude Valducci –che una rete a controllo pubblico possa garantire, meglio di quanto sia accaduto fino ad oggi, parità d'accesso a tutti gli operatori».
firuli' firula'... :-D
Reuters:
ROMA, 24 luglio (Reuters) - Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola dice di augurarsi che Telecom Italia partecipata dalla spagnola Telefonica resti in mani italiane.
firuli' firula'... :-D
La Repubblica:
il Cavaliere non vuole nemmeno sentire parlare di un trasferimento della più grande azienda telefonica in «mani straniere». «Non possiamo perdere un altro pezzo di Paese»
firuli' firula'... :-D












Ok chiarito il concetto. :-)
Scritto da: fra1027 | 24 luglio 2008 a 11:56
Mala tempora (per gli ispanici) currunt! :-)
Scritto da: Gianmarco Carnovale | 24 luglio 2008 a 12:08
..insomma: il Piano Rovati
Scritto da: Dario | 24 luglio 2008 a 12:20
forse ora c'è il tempo per accorgersi che una rete sviluppata con investimenti da asset strategico nazionale (meglio se indipendente, neutrale e disponibile a tutti e con pari accesso garantito.......) sarebbe molto di aiuto a questo mercato e a chi soprattutto ha già applicazioni e contenuti pronti da metterci su
Ho come l'impressione che questa via potrebbe essere molto più allettante di eventuali fusioni, sinergie o accordi strategici da fare con un incumbent, anche se in un ottica sempre garantita magari in logica bitstream.
Scritto da: max | 24 luglio 2008 a 16:19
A me nazionalizzare le reti di imperio ricorda molto gli atti alla Chavez o come ha fatto qualche altro caudillo sudamericano negli anni 70 o tipo Morales in Bolivia. Vorrei sapere se Brunetta è d'accordo con Valducci, che confesso non so chi sia, ma mi sembra sia ibernato negli '50 quando l'URSS aveva i piani quinquennali stile NEP.
Come ho sempre pensato non conta di CHI è la rete, ma QUALI regole sono fissate per un accesso equo e trasparente alla rete; se davvero queste regole tenessero conto dei costi realmente sostenuti/sostenibili e le modalità di delivery garantissero realmente la parità di trattamento esterno interno tra BU commerciale Telecom e dei concorrenti mi sentirei soddisfatto. Il piano Rovati è stato una iattura perchè ha "volutamente" spaventato investitori come AT&T e poi mi dice qualcuno cosa vuol dire rete nelle parole di Valducci? Le reti di TLC non sono un monoblocco scomponibile i tanti pezzi di domino consecutivi , as ed la rete core IP e il backbone trasmissivo supportano sia i servizi Voce che quelli dati per cui non la si può dividere con l'accetta come Valducci evidentemente pensa. Qui la questione è: un servizio "pubblico" non deve essere necessariamente gestito dallo Stato anzi lo Stato per essere imparziale e non rischiare conflitti di interesse deve stare fuori dalla gestione dei servizi. Pubblico vuol dire accesso garantito a condizioni eque a tutti senza limitazioni di sorta; ciò che deve cambiare sono il tempismo delle eventuali penali applicate all'incumbent in caso di comportamento scorretto (mesi non anni) e il valore adeguato (veramente proporzionale ai ricavi e non qualche centinaio di migliaia di Euro che fanno un baffo a qualunque operatore italiano), non bastava Alitalia si vede, si persevera nell'errore. mala tempora currunt.
One Network si ma nn per forza dello Stato :-)
Scritto da: Luca | 25 luglio 2008 a 18:10
infatti dice "almeno garantite da una golden share".
In Svezia:
Sweden's armed forces have expressed concern that any sale of TeliaSonera, the country's state-controlled telecommunications company, to a foreign buyer could threaten national security.
poi hanno aperto un po', senza dichiarare pubblicamente quale e' il modo di garanzia:
"The defence forces judge that a change of the ownership in TeliaSonera AB, provided that sufficient measures are taken to ensure the security interests of the defence forces and other authorities, is feasible from a security perspective"
Poi, Cerf ha detto una decina di giorni fa:
"There isn't enough facilities based
competition in broadband and in my opinion there isn't likely to
be. I expressed the opinion that perhaps the Internet should be
treated more like the road system. You don't have multiple roads
going to your house for example. Instead, it is a common
resource. I said something like "maybe we should treat the
Internet more like the road system."
Insomma, il tema e' all'ordine del giorno e la posizione di Valducci e' tutt'altro che peregrina.
Scritto da: Stefano Quintarelli | 25 luglio 2008 a 18:17
Ma perchè, Telecom è ancora italiana? Non me ne ero accorto...Scajola santa ingenuità! Telefonica è azionista di maggioranza relativa in Telco e ha pure una call sulle quote degli altri azionisti che neppure sono player del settore TLC. Ad oggi nessuno degli operatori in Italia è italiano tranne Tiscali e mi chiedo per quanto.
Per questioni di sicurezza si può chiaramente interdire l'ingresso nell'incumbent ad azionisti la cui nazione non dia certezze sulla sicurezza nazionale (ad es se ricordo bene Worldcom -o era Qwest?- dopo il crollo non fu ceduta ai Cinesi dato che gestiva alcuni importanti database del governo Federale) e imporrei veti ad azionisti di quelle nazioni in cui il Governo ha un ruolo rilevante vedi Deutsche Telekom e France Telecom in cui lo Stato è ancora presente come azionista e non solo come mero investitore. Una Golden share così strutturata mi starebbe bene; quindi no ad azionisti di paesi che nn siano veramente liberalizzati nelle TLC.
Per me Valducci resta comunque uscito da un mondo parallelo stile Twilight Zone.....
Scritto da: Luca | 25 luglio 2008 a 23:03