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TRIBUTO

  • GIOVANNI DEGLI ANTONI
  • NORBERT WIENER
  • KURT GOEDEL
  • ALAN TURING

SEGNALAMI LE NOMINE >60

  • 12/06/09 - Paolo Ferrari - Presidente di Sistema Cultura Italia di Confindustria - 75
  • 14/04/09 - Manlio Strano - Segretario Generale Presidenza del Consiglio - 65
  • 19/02/09 - Guglielmo Rositani - Consigliere RAI - 71
  • 26/03/09 - Paolo Garimberti - Presidente RAI - 66
  • 20/02/09 - Giuliano Amato - Presidente Treccani - 70
  • 19/12/08 - Enrico Manca - Presidente Fondazione Bordoni - 77
  • 27/11/08 - Mario Resca - Direttore generale dei musei italiani - 63
  • 12/11/08 - Franco Bassanini - Presidente Cassa Depositi e Prestiti - 68
  • 06/09/06 Innocenzo Cipolletta - Presidente FFSS - 65
  • 16/06/08 Vincenzo Grimaldi - Alto Commissario Anticorruzione - 66
  • 30/05/08 - Giovanni Ialongo - Presidente Poste Italiane - 64
  • 29/04/08 - Luigi Roth - Presidente Terna - 68
  • 30/03/08 - Claudio De Rose - Presidente Commissione Via (Ministero dell'Ambiente) - 75
  • 20/03/08 - Tiziana Nasi - Presidente Torino Olympic Park - 60
  • 09/02/08 - Luigi Scotti - Ministro di Grazia e Giustizia - 76
  • 31/01/08 - Luciano Maiani - Presidente CNR - 66
  • 31/01/08 Claudio de Vincenti - Consigliere di Amministrazione Agenzia del Farmaco - 60
  • 27/07/07 - Fabio Pistella - Presidente CNIPA - 64
  • 02/11/07 - Giuseppe Sangiorgi - Consigliere Consiglio Superiore delle Comunicazioni - 60
  • 02/11/07 - Mario Morcellini - Consigliere Consiglio Superiore delle Comunicazioni - 61
  • 02/11/07 - Paola Manacorda - Consigliere Consiglio Superiore delle Comunicazioni - 71
  • 02/11/07 - Enrico Manca - Consigliere Consiglio Superiore delle Comunicazioni - 76
  • 02/11/07 - Francesco Cossiga - Consigliere Consiglio Superiore delle Comunicazioni - 79
  • 02/11/07 - Enzo Cheli - Presidente Consiglio Superiore delle Comunicazioni - 73
  • 10/09/07- Fabiano Fabiani - Consigliere di amministrazione RAI - 77
  • 05/08/07 Vincenzo Dettori - Presidente Fintecna - 71
  • 31/07/07 - Maurizio Prato - Presidente Alitalia - 66
  • 31/07/07 - Federico Rossi - Presidente CNR - 60
  • 25/07/07 Giorgio Assumma - Presidente SIAE - 72
  • 18/06/07 Cosimo D'Arrigo - Comandante GdF - 62
  • 27/04/07 Elio Catania - Presidente ATM - 61
  • 24/04/07 Maurizio Decina - Presidente Fondazione U. Bordoni - 64
  • 19/04/07 Ezio Andreta - Commissario Agenzia nazionale innovazione - 63
  • 29/03/07 Giovanni Fabrizio Bignami - Presidente ASI - 63
  • 26/03/07 Giovanni Puglisi - Rettore IULM - 61
  • 11/03/07 Alberto Tripi - Presidente Confindustria SI&T - 67
  • 03/03/07 Francesco Saverio Borrelli - Conservatorio Milano - 77
  • 03/03/07 Carla Rabitti Bedogni - Antitrust - 67
  • 03/03/07 Piero Barucci - Antitrust - 73

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19 agosto 2008

Operatori low cost: aka Esiste una sola velocita': a manetta. (ed un solo prezzo, il minimo)...

...scrivevo In risposta ad uno dei commenti a  questo post (chi ha paura del proprio successo). Mi e' stato chiesto di spiegare piu' estesamente, ed ecco qui..

Le regole prevedono che l'incumbent (il monopolista) fornisca la rete di accesso ai concorrenti (i fili che entrano nelle nostre case e vanno alle centrali telefoniche (al 99,9% di Telecom)).

Questo perche' e' chiaro a tutti che una nuova rete di accesso non e' realizzabile per gli altissimi costi da nessuno (anche Fastweb ha smesso nei primi 2000 (prima metteva fibra) e adesso usa la rete di accesso di Telecom).

Se si vuole concorrenza sull'accesso, la rete di accesso dell'incumbent deve essere fornita ai concorrenti.

Le regole prevedono che l'affitto avvenga a un prezzo che non dipende dal traffico. Non puo' essere diversamente: il filo viene staccato dall'apparato di telecom in centrale e attaccato a quello del concorrente. Solo il nuovo operatore sa quanto consumo ci sara', ma intanto paga una cifra fissa, indipendentemente dal traffico.

Il costo della rete di accesso non dipende dal traffico.

Se il costo non dipende dal traffico, e se ci sono molti concorrenti in quell'area, uno che fara' un prezzo indipendente dal traffico ci sara' sempre.

il prezzo dell'accesso non dipende dal traffico.

Puo' accadere che ci siano pochi concorrenti in un'area ? (e quindi che non ci sia una concorrenza tale da portare a un prezzo indipendente dal traffico)

Se esiste la possibilita' per un operatore X di Busto Garolfo di collegarsi alla centrale di Lumezzane usando un fornitore di trasporto interurbano (per collegare due città diverse), dato che la banda della rete di trasporto costa poco in termini relativi (rispetto al segmento di rete di accesso), l'operatore X lo fara'. Dato che a tendere il costo della banda sul segmento di trasporto sarà trascurabile rispetto al segmento di accesso, non ci saranno colli di bottiglia.

la banda sarà sempre massima.

(ovvero, la stessa banda per tutti gli operatori, e tendenzialmente tale da rimuovere le congestioni "quasi" sempre)

gli operatori sostanzialmente non potranno fare prodotti differenziati sulla base della velocita' dell'accesso nè del livello di consumo.

ma se non si possono fare differenziazioni di prodotto su banda e traffico, bisogna cercare di farlo su qualcos'altro, ad esempio posta, hosting, blog, ecc. ma tutti questi servizi sono anche offerti da multinazionali  a basso costo (o pagate con pubblicità) e il singolo gruppo di utenti target nel mercato nazionale potrebbe non avere dimensioni sufficienti a rendere possibile di rivolgersi a questi utenti in modo economicamente efficace rispetto a chi lo fa su scala planetaria. per cui e' una scarsa attrattiva che rischia di essere costosa.

i servizi sono su scala globale ed escono dal perimetro degli operatori
.

un'altra differenziazione possibile e' su customer care (helpdesk) e fatturazione. Ma qui gli operatori piu' piccoli, più prossimi al cliente e che non contabilizzano di fato tutti i costi sostenuti per l'assistenza e per l'aggiornamento professionale, rischiano di dare filo da torcere da un lato per quegli utenti che valorizzano questi servizi.

Ma il grosso degli utenti non e' interessato a cio'. Come quando scegliamo una compagnia aerea, solo pochi di noi scelgono sulla base dello spazio per le gambe e quasi tutti invece scegliamo sul prezzo.

aspettiamoci quindi che il livello del supporto tecnico e di capacita' di risoluzione dei problemi diminuisca (chi sta nel centro della gaussiana avra' il massimo prodotto al minimo prezzo; le conseguenze si accumuleranno su chi sta agli estremi della gaussiana, i diversi/sfortunati).

l'industria e' destinata a diventare un misto di low-cost (in massima parte) e boutique (in minima parte).

questa e' la ragione per cui gli operatori cercano di vendere altro, diverso dai servizi tradizionali e il video sembra una opzione interessante, ma come fa giustamente notare Andrew, per vendere il video (che economicamente comunque incide poco)  rischiano di minare l'interesse per l'accesso a larga banda e diventare un boomerang per chi lo fa, a vantaggio invece di chi offrira' un pieno accesso ad internet a banda massima e al minimo prezzo.

I servizi informatici sono un'altra opzione, come noto, perseguita in UK da BT.

Quindi, che fare ?

beh, imparare dalle compagnie aeree. Io farei partire subito una sottomarca no frills per anticipare il mercato. Poi cercherei di spingere i fornitori di applicativi verso modelli di servizio in cui il fornitore di servizio e' un partner che opera globalmente (e quindi ha economie di scala) mediante partnership locali con gli operatori (che forniscano il loro valore aggiunto locale: vendite, marketing, supporto tecnico (minimo) e fatturazione) .

Una sorta di modello di go to market stile  Blackberry, per capirci (che e' un po' quello che fa Apple con iPhone) e cercherei di spingere tutti gli altri operatori a far si che il modello vincente sia questo, che tutti spingano per una polarizzazione dell'industria in questo verso.

L'ostacolo principale e' l'ingordigia, l'atteggiamento "faso tuto mi", che pero' porta al proverbiale "chi troppo vuole, nulla stringe": se l'operatore di servizi si rivolge direttamente al cliente, disintermediando totalmente l'operatore, l'operatore ha solo da perderci.

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Commenti

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Sacrosanto, sposo completamente lo scenario che hai disegnato con grande chiarezza.

Complimenti per la lucidita d'analisi e la chiarezza

io introdurrei nell'analisi, anche se non in senso strategico ma solo tattico, la gestione della banda nei suoi aspetti legali (vedi caso the pirate bay).

Man a mano che la popolazione "passa di generazione" ci sara sempre piu attenzione alla liberta fornita dall'ISP e, ad esempio, al suo round trip time, vista la spinta che viene data sul gaming online da tutti i big del settore console.

Per cui la gaussiana secondo me sara ancora grassa di diversi in quanto ci sara sempre piu spazio (a meno di una rivoluzione copernicana da parte dei big) per la "questo provider costa un po di piu ma la qualita della linea e` superiore e sono libero di fare quello che voglio"

Che e` anche quanto afferemi tu in merito alla gestione della banda.

Magari e` solo una falsa aspettativa, che ne dici?

Non riesco a commentare al post "sazioni esemplari" allora scrivo qui:

volevo segnalarti le dichiarazioni di Catricalà sull'Espresso di oggi

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Quelle-multe-ridicole/2037579

Grande Stefano, ottima spiegazione di come vanno le cose!
A quanto pare l'operatore ADSL sardo, al quale sono abbonato, è già "no frills"... l'assistenza tecnica, che quanto era numero verde richiedeva anche 40 minuti di attesa, è diventata a pagamento con un bel 892xxx e guarda a caso rispondono subito.
Il problema è che il costo di accesso alla rete dell'incumbent è troppo alto.. se non erro è circa 10 e rotti euro al mese quando Telecom fa pagare il canone 14.57... capirai che risparmio.

I commenti per questa nota sono chiusi.

.

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LUIGI

  • Povero quel Paese che non riesce a immaginare che tra 10 anni, tra le principali aziende, ve ne possano essere alcune che oggi ancora non esistono.
  • (by Davide e Luigi)

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