sottoscrivo cio' che scrive Raffaele!
A nostro parere Telecom Italia deve dar luogo a una nuova società cui conferire la gestione della rete, un soggetto esterno all’attuale struttura aziendale capace di assicurare su nuove basi l’accesso dei competitors, ovvero interfacciando l’infrastruttura nazionale di rete e gli operatori alternativi. Un’ipotesi del genere deve prevedere un coinvolgimento azionario, pur minoritario, dei principali operatori alternativi (BT Italia, Vodafone, Fastweb, Wind, per citare i più importanti).
E’ possibile, infine, che possano sorgere richieste da parte di non operatori, ad esempio soggetti finanziari che alla rete stanno guardando da tempo, ma sono tutte cose che fanno parte del “negoziabile” e che potranno essere riportate nelle sedi istituzionali preposte. Il punto di partenza ragionevole può essere quello di una società con partecipazione maggioritaria Telecom Italia e una partecipazione minoritaria dei principali competitors.
La creazione di una nuova società di gestione della rete appare come l’unico salto di qualità nel dibattito sul futuro del sistema italiano di Tlc.
Gli impegni presentati da Telecom Italia all’AgCom hanno suscitato un coro di proteste.
Con una proposta come quella sopra considerata, invece, l’incumbent giocherebbe d’anticipo, spiazzando istituzioni e concorrenti.



