Sole 24 ore di oggi:
Gamberale, con il suo fondo F2i, ha un'idea molto precisa, cioè mettersi a capo di un consorzio che potrebbe rilevare una quota tra il 40 e il 60% di una società ad hoc in cui Telecom Italia dovesse decidere di far confluire la rete fissa. Un contributo, spiega Gamberale, che si rivelerebbe essenziale per lo sviluppo della costosissima rete di nuova generazione (tra 5 e 10 miliardi di euro dicono le stime). Una separazione della rete, afferma Gamberale, «dovrebbe comunque lasciare Telecom Italia come azionista industriale di riferimento, per non allontanare completamente la " spina dorsale" dal sistema». In quel caso, «potrebbe essere naturale affiancare a Telecom Italia un socio istituzionale, di lungo periodo, in grado di costituire un consorzio per assorbire dal 40 al 60% dell'equity, per assicurare l'italianità della rete, maggiore terzietà di servizio e una grande evoluzione nel sistema»...
«Di sicuro però – aggiunge Gamberale – Telecom Italia potrebbe e dovrebbe vederla come un'iniziativa strategica anche per cominciare ad allentare uno dei vincoli che la bloccano, ossia il vincolo finanziario»
goccia dopo goccia...
Bando alle esitazioni... Scaricatevi questo e guardate bene la data e il contesto; riguardate pure tutto e vedrete che per la rete fissa e' stata la prima volta... A Cesare quel che e' di Cesare.



