Avevo gia' raccontato le puntate precedenti del "dove vai ? - son cipolle !" . Mo' c'e' la quinta puntata (pdf) con la risposta di Novari.
Una parte e' sicuramente condivisibile ed e' l'asimmetria che ha caratterizzato le tariffe di terminazione rispetto ai player precedenti, e non a vantaggio dei nuovi entranti come avrebbe dovuto essere secondo il principio costituzionale della parita' sostanziale dei diritti.
Un'altra parte, pero', non e' condivisibilie. Lui dice "estendiamo il meccanismo dei costi di terminazione alla remunerazione dell'UMTS dati; non si puo' considerare solo le telefonate". La regolamentaizone pero' e' sempre stata con i costi di terminazione legati alle telefonate. Lo sviluppo del traffico IP su reti di accesso wireless e' posteriore alla regolamentazione.
Se tale cambiamento ci deve essere, perche' limitarsi all'UMTS e non a qualsiasi tipo di rete ? Wimax, Hiperlan, fibre, ma anche di servizio: voip, sms-instant_messager, etc. ?
Cosi' dicendo, proprio perche' i costi UMTS dati non rientrano in quelli di terminazione, di fatto ammette che il costo di terminazione politico (quello applicato da AGCOM) è maggiore del costo tecnico (quello che risulta dai documenti per la voce).
Ancora una volta, la best practice è ARCEP: non tanto perché hanno abbassato i costi, ma perché hanno demandato ad un esperto indipendente (Analysys) la sua valutazione, permettendo a tutti di metterci il naso. AGCOM dice che il prezzo è giusto ma, a ben vedere, non permette a nessuno di metterci il naso, anche se tutti sappiamo che sono eccessivi.



