FT.com / UK / Business - Broadcasters face charges for web delivery.
Cmq. BT e Virgin, pare, vorrebbero far pagare cifre differenziate ai fornitori di contenuti.
Di per sè, questo è sempre avvenuto. E' il "come" che cambia tutto. I.NET era (probabilmente e' ancora) l'operatore decisamente piu' costoso, ma tutti i principali fornitori di contenuti erano (e probabilmente lo sono ancora) clienti di I.NET ?
Perche' ? perche' I.NET garantiva di non essere mai un collo di bottiglia per i propri clienti; aveva una infrastruttura sempre assai sovradimensionata, aveva una struttura tecnica di alta qualita' on duty 24/24h ed aveva i migliori rapporti di peering dell'industria, ovvero i contenuti messi in I.NET erano il piu' vicini possibile al cuore della rete italiana.
Il fatto di avere una offerta specifica per content provider, magari basata su caching dei contenuti agli edge del network, non e' una violazione della neutralita' della rete (se tutti gli operatori possono fare altrettanto, ovvero una infrastruttura di caching).
Il nocciolo e' che l'eventuale prioritizzazione di classi di traffico sull'accesso del cliente, deve essere chiesto dal cliente, non imposto dal fornitore con intenti discriminatori di contenuti o fornitori o utenti o concorrenti.
Faccio un esempio: la prioritizzazione della VoIP e' qualcosa che io, come cliente, posso volere e posso scegliere il mio ISP anche sulla base del fatto che me lo offra o meno. Io non sono avvezzo al P2P, ma se lo fossi, gradirei se il mio accesso abbassasse la priorita' del mio traffico P2P per non danneggiare le mie sessioni skype.
Questo e' il punto, e' il cliente che deve avere la scelta e questa scelta non deve essere imposta (o indotta) con pratiche commerciali, tariffarie, ecc. e non deve essere praticata andando a ficcare il naso nei contenuti dell'utente.
IMHO, Il primo passo e' che l'ISP deve dichiarare le proprie policies di traffico, come fanno questi operatori. (lettura caldamente consigliata in questi giorni di discussione sul tema della neutralita' della rete)
Virgin Media to dump neutrality and target BitTorrent users • The Register.
Virgin Media stands by targeted ad technology | Business | guardian.co.uk.
Anche in questo caso, quello che dicevano i signori di Phorm non era malaccio, peccato che poi li hanno trovati con le dita nella marmellata mostrando che tra il dire e il fare c'era di mezzo il non anonimato degli utenti e il non opt-in.
Virgin Media, launching its new super-fast broadband service on Monday, said that it expected new business models to involve payment from broadcasters for delivering their high-definition content across its fibre-optic network.
BT, the telecoms group, is also looking to charge the BBC and ITV for some content-distribution services for the first time as part of its involvement in “Project Canvas” – a plan to create an internet-connected set-top box that will succeed Freeview.
Such proposals could help BT or its rivals justify investment in a UK-wide fibre-optic network, favoured by the government. They could also prove a setback for advocates of “net neutrality”, the libertarian idea backed by Google, the search engine, that all content should be given equal and unfettered passage over the internet regardless of its origin.
Quando anche il FT inizia ad associare la neutralita' della rete al Libertarismo, significa che abbiamo un problema di campagna informativa. Bisogna pensarci su...Cmq. BT e Virgin, pare, vorrebbero far pagare cifre differenziate ai fornitori di contenuti.
Di per sè, questo è sempre avvenuto. E' il "come" che cambia tutto. I.NET era (probabilmente e' ancora) l'operatore decisamente piu' costoso, ma tutti i principali fornitori di contenuti erano (e probabilmente lo sono ancora) clienti di I.NET ?
Perche' ? perche' I.NET garantiva di non essere mai un collo di bottiglia per i propri clienti; aveva una infrastruttura sempre assai sovradimensionata, aveva una struttura tecnica di alta qualita' on duty 24/24h ed aveva i migliori rapporti di peering dell'industria, ovvero i contenuti messi in I.NET erano il piu' vicini possibile al cuore della rete italiana.
Il fatto di avere una offerta specifica per content provider, magari basata su caching dei contenuti agli edge del network, non e' una violazione della neutralita' della rete (se tutti gli operatori possono fare altrettanto, ovvero una infrastruttura di caching).
Il nocciolo e' che l'eventuale prioritizzazione di classi di traffico sull'accesso del cliente, deve essere chiesto dal cliente, non imposto dal fornitore con intenti discriminatori di contenuti o fornitori o utenti o concorrenti.
Faccio un esempio: la prioritizzazione della VoIP e' qualcosa che io, come cliente, posso volere e posso scegliere il mio ISP anche sulla base del fatto che me lo offra o meno. Io non sono avvezzo al P2P, ma se lo fossi, gradirei se il mio accesso abbassasse la priorita' del mio traffico P2P per non danneggiare le mie sessioni skype.
Questo e' il punto, e' il cliente che deve avere la scelta e questa scelta non deve essere imposta (o indotta) con pratiche commerciali, tariffarie, ecc. e non deve essere praticata andando a ficcare il naso nei contenuti dell'utente.
IMHO, Il primo passo e' che l'ISP deve dichiarare le proprie policies di traffico, come fanno questi operatori. (lettura caldamente consigliata in questi giorni di discussione sul tema della neutralita' della rete)
Virgin Media to dump neutrality and target BitTorrent users • The Register.
Exclusive The UK's second largest ISP, Virgin Media, will next year
introduce network monitoring technology to specifically target and
restrict BitTorrent traffic, its boss has told The Register.
Ecco, questo e' un esempio di qualcosa che proprio non s'ha da fare.Virgin Media stands by targeted ad technology | Business | guardian.co.uk.
The
boss of Virgin Media, Neil Berkett, said he still intends to use its
position as the UK's largest ISP to introduce controversial targeted
advertising technology such as that used by Phorm, despite accusations
of cyber-snooping from internet privacy campaigners.
Anche in questo caso, quello che dicevano i signori di Phorm non era malaccio, peccato che poi li hanno trovati con le dita nella marmellata mostrando che tra il dire e il fare c'era di mezzo il non anonimato degli utenti e il non opt-in.



