Massimo Mucchetti intervista Bernabè sul Corriere:
Bernabè è un grande diplomatico, ha dribblato la domanda non rispondendo. A questo punto la domanda giusta sarebbe stata "una logica industriale prevederebbe la realizzazione di una NGN in fibra con conseguente scorporo, riallocazione del debito e partecipazione dello Stato ? [1]
[1] ma qui ci e' arrivato molto vicino. Lo ha detto, ma senza dirlo. Bravo'.
Quest'ultimo pezzo e' da manuale. Bravissimo.
qualcosa mi dice che l'esperto non verrà cambiato. Se andava bene prima, va bene adesso (e viceserva)...
E sul Sole 24 ore..
Il
vostro piano prevede un po' meno investimenti.
...«Stiamo sempre parlando di 4,5 miliardi l'anno».
Ma di soli 800 milioni in 3 anni per le next generation networks.
«E' la somma adeguata alla domanda reale di collegamenti a velocità altissima. L'Italia è il paese europeo dov'è stata posata più fibra, il 40% del totale continentale. La nostra è la rete migliore...».
Lo diceva Tronchetti Provera.
«E aveva ragione. Già ora possiamo raggiungere il 56% dei clienti con 20 megabit, sufficienti per tutte le applicazioni video a partire dall'Iptv. Se invece vogliamo parlare di una nuova infrastruttura a banda larghissima, allora dico: Telecom è disponibile a partecipare a un grande progetto-paese che non può non partire da una forte domanda di base che può venire soltanto dalla pubblica amministrazione, alla quale seguiranno le imprese e solo alla fine le famiglie»
Il 20 maggio scrivevo.. Quinta 's weblog : Il Blog di Stefano Quintarelli: Una soluzione per Alitalia.
Ma di soli 800 milioni in 3 anni per le next generation networks.
«E' la somma adeguata alla domanda reale di collegamenti a velocità altissima. L'Italia è il paese europeo dov'è stata posata più fibra, il 40% del totale continentale. La nostra è la rete migliore...».
Lo diceva Tronchetti Provera.
«E aveva ragione. Già ora possiamo raggiungere il 56% dei clienti con 20 megabit, sufficienti per tutte le applicazioni video a partire dall'Iptv. Se invece vogliamo parlare di una nuova infrastruttura a banda larghissima, allora dico: Telecom è disponibile a partecipare a un grande progetto-paese che non può non partire da una forte domanda di base che può venire soltanto dalla pubblica amministrazione, alla quale seguiranno le imprese e solo alla fine le famiglie»
Non
capisco come mai nessuno abbia pensato alla più ovvia soluzione per
dare una mano ad Alitalia senza incappare nelle ire europee.
Basterebbe che uffici della Pubblica Amministrazione comprassero un bel
po' di biglietti all'anno, totalmente inutili, per darli come benefit a
dipendenti, per la continuità territoriale, o semplicemente non li
usassero.
Se qualcuno, come soluzione ai problemi di qualche operatore TLC, sta pensando che lo Stato potrebbe acquistare fibra spenta (assolutamente inutile) per collegare municipi ed altri uffici, non si vede perchè lo stesso metodo non potrebbe essere applicato ad Alitalia.
Negli impegni firmati con AGCOM c'e' l'unbundling della fibra per i concorrenti. Questo NON è realizzabile se non per i clienti top. Di certo non per le famiglie. Fate voi 2+2.Se qualcuno, come soluzione ai problemi di qualche operatore TLC, sta pensando che lo Stato potrebbe acquistare fibra spenta (assolutamente inutile) per collegare municipi ed altri uffici, non si vede perchè lo stesso metodo non potrebbe essere applicato ad Alitalia.
Si
tornerebbe allo scorporo della rete di accesso che le banche
d'affari si aspettavano già al suo arrivo in Telecom?
«Sulla rete si deve decidere secondo logiche industriali, non finanziarie».
«Sulla rete si deve decidere secondo logiche industriali, non finanziarie».
Bernabè è un grande diplomatico, ha dribblato la domanda non rispondendo. A questo punto la domanda giusta sarebbe stata "una logica industriale prevederebbe la realizzazione di una NGN in fibra con conseguente scorporo, riallocazione del debito e partecipazione dello Stato ? [1]
Qualche mese fa
l'Agcom puntava alla separazione funzionale della rete, e
certo non avrebbe osteggiato una più radicale separazione
societaria.
«Se fosse stata imposta dal regolatore, la separazione dell'accesso avrebbe creato problemi a Telecom sia verso gli analisti, che l'avrebbero considerata un indebolimento dei margini, che verso le agenzie di rating, che vedono l'infrastruttura come una garanzia, magari informale perché non esistono covenants al riguardo, dei debiti del gruppo».
Se maturasse il grande progetto?
«Vedremo allora, ma non se ne potrebbe far nulla se, oltre alla creazione della domanda, non si desse una garanzia di lunghissimo termine, e magari santificata dalla legge, sulle regole e la remunerazione dell'investimento ».
«Se fosse stata imposta dal regolatore, la separazione dell'accesso avrebbe creato problemi a Telecom sia verso gli analisti, che l'avrebbero considerata un indebolimento dei margini, che verso le agenzie di rating, che vedono l'infrastruttura come una garanzia, magari informale perché non esistono covenants al riguardo, dei debiti del gruppo».
Se maturasse il grande progetto?
«Vedremo allora, ma non se ne potrebbe far nulla se, oltre alla creazione della domanda, non si desse una garanzia di lunghissimo termine, e magari santificata dalla legge, sulle regole e la remunerazione dell'investimento ».
Ci sarà un possibile supporto della mano pubblica? Si parla di
Cassa depositi e prestiti, di F2i.
«Non ho riserve di principio, ma tutto dipende dai termini reali, industriali dell'eventuale progetto».
«Non ho riserve di principio, ma tutto dipende dai termini reali, industriali dell'eventuale progetto».
[1] ma qui ci e' arrivato molto vicino. Lo ha detto, ma senza dirlo. Bravo'.
...Dottor
Bernabè, a fronte del debito Telecom ha 44 miliardi di
avviamenti, più della metà del suo attivo, figli delle Opa di
Olivetti su Telecom e di Telecom su Tim. Con il calo clamoroso
dei valori di Borsa rispetto alle quotazioni dell'epoca
delle Opa, si può dubitare dell'attendibilità, di tali
avviamenti. Perché, nel fare il bilancio 2007, non li ha
svalutati?
«Riteniamo che esprimano valori recuperabili nel tempo, anche in base alla perizia del professor Bini...».
L'esperto della vecchia gestione.
«Riteniamo che esprimano valori recuperabili nel tempo, anche in base alla perizia del professor Bini...».
L'esperto della vecchia gestione.
«Se non li ritenessi congrui, non li
scriverei nell'attivo».
Ma la svalutazione degli avviamenti avrebbe comportato un aumento del capitale magari sgradito ai soci forti...
«Non c'è bisogno di nuovo capitale».
Negli ultimi 10 anni Telecom ha e ha avuto azionisti che hanno pagato forti premi per il controllo. Olivetti e Pirelli hanno pure scaricato i debiti relativi sull'azienda. Telecom, un tempo liquida, risulta così molto indebitata, con soci eccellenti non disposti né a fare aumenti di capitale né ad accettare diluizioni aprendo le porte ad altri...?
«Gli attuali soci hanno capito che non esistono scorciatoie e che, avendo ormai poco da dismettere, Telecom deve percorrere con pazienza la strada della graduale ricostituzione dei suoi margini».
Le banche annullano il dividendo nel 2009. Se le imitasse, Telecom darebbe subito una botta di 1,6 miliardi al debito.
«La politica del dividendo verrà decisa il 27 febbraio dal consiglio di amministrazione che ha già riconosciuto l'importanza di ridurre il debito».
Telecom Italia resterà italiana?
«Telecom è un grande asset per il futuro di questo paese».
Ma la svalutazione degli avviamenti avrebbe comportato un aumento del capitale magari sgradito ai soci forti...
«Non c'è bisogno di nuovo capitale».
Negli ultimi 10 anni Telecom ha e ha avuto azionisti che hanno pagato forti premi per il controllo. Olivetti e Pirelli hanno pure scaricato i debiti relativi sull'azienda. Telecom, un tempo liquida, risulta così molto indebitata, con soci eccellenti non disposti né a fare aumenti di capitale né ad accettare diluizioni aprendo le porte ad altri...?
«Gli attuali soci hanno capito che non esistono scorciatoie e che, avendo ormai poco da dismettere, Telecom deve percorrere con pazienza la strada della graduale ricostituzione dei suoi margini».
Le banche annullano il dividendo nel 2009. Se le imitasse, Telecom darebbe subito una botta di 1,6 miliardi al debito.
«La politica del dividendo verrà decisa il 27 febbraio dal consiglio di amministrazione che ha già riconosciuto l'importanza di ridurre il debito».
Telecom Italia resterà italiana?
«Telecom è un grande asset per il futuro di questo paese».
Quest'ultimo pezzo e' da manuale. Bravissimo.
qualcosa mi dice che l'esperto non verrà cambiato. Se andava bene prima, va bene adesso (e viceserva)...
E sul Sole 24 ore..
«Mi sembra che stia ormai diventando acclarato che per la nuova rete
occorrano risorse pubbliche – dice Umberto De Julio, a.d. di Italtel –
Non so quale modello si seguirà, sicuramente però bisogna stringere i
tempi: continua la diminuzione delle commesse e al settore serve subito
una svolta».



