Era da tempo che volevo fare due conti, sicche' ho approfittato delle festività per riprendere per la seconda volta l'argomento di questo post e i relativi dati demografici e fare qualche analisi (che potete scaricare in formato excel).
Le fonti ufficiali considerano lavorativa l'eta' tra i 15 e 64 anni, probabilmente un retaggio della scuola dell'obbligo, ma dato che si dice sempre che bisogna aumentare le competenze e l'istruzione, mi semrba che fare i conti partendo dai 20 anni sia piu' realistico.
Definiamo quindi persone in eta'
- "lavorativa" quelle comprese tra i 20 e i 65 anni di eta'.
- "non_lavorativa" quelle fino a 20 anni ed oltre i 65.
La domanda sorge spontanea: un "lavorativo" quanti "non lavorativi" mantiene ? (tra pensionati e bambini)
- Nel 2008, ogni "lavorativo" ha a carico 0,63 "non_lavorativi".
- Nel 2050, ogni "lavorativo" avra' a carico 1,0 "non_lavorativi".
Detto in altri termini, ogni lavorativo avra' un carico maggiore di quello attuale del 60%.
Non dico che questo va pari pari in pressione fiscale, ma per diminuirla, diminuendo la base che genera reddito (a meno di straordinari aumenti di produttività), occorre ridurre la spesa pubblica e/o abbassare la qualita' dei servizi e/o gli investimenti.
Ma, invece, se nel 2050 volessimo avere un simile rapporto tra persone a carico e lavorativi, fino a che età dovremmo lavorare ?
Per avere nel 2050 lo stesso rapporto tra lavorativi e non_lavorativi di oggi, i lavorativi dovranno comprendere le persone sino a circa 73 anni di eta'.
Detto in altri termini, per mantenere gli standard di servizi e spesa e investimenti attuali, i nati nel 1977 dovranno lavorare fino a 73 anni.
Questo se la situazione debitoria non peggiora. Anzi, nel frattempo dovremmo ridurlo, se non vogliamo essere cacciati dall'area dell'Euro, chiudendoci la porta dei mercati.
Il debito pubblico a fine 2007 era pari a 1472 miliardi di euro. Immaginiamo di essere in preda al virtuosismo e supponiamo un aumento del debito **assai** contenuto, ovvero che aumenti di soli 276 miliardi nei prossimi 42 anni (Negli scorsi 5 anni e' aumentato di 180 miliardi di euro).
Consideriamo il debito procapite per ogni persona "lavorativa"
- Nel 2008 e' 41.525 Euro
- Nel 2050 sarà 69.833 Euro
Un incremento del 68%
Fate voi le vostre ipotesi su come ridurre il debito e quali effetti puo' avere...
C'e' un documento del Dipartimento del Tesoro del Ministero dell'Economia di luglio 2008 che si intitola "Are Italy's public finances sustainable ?". Scritto da degli economisti italiani, arriva alla conclusione che si, le finanze pubbliche sono solidamente sostenibili, se si fanno un certo insieme di interventi.
Cito:
La produttivita' del lavoro e' il singolo fattore piu' importante. ICT, ICT e ancora ICT
Possiamo sostenere le finanze pubbliche, ma la pensione media tendera' a scendere rispetto al salario medio ponendo un problema di sostenibilita' sociale che fino ad oggi non è stato indirizzato in modo appropriato.
Io una grande evidenza di questo senso di urgenza nella spinta alla modernizzazione non la vedo. Non vedo provvedimenti di respiro che mettano in moto l'ICT nostrano.
Non colgo nemmeno segnali deboli quali persone giovani tecnicamente competenti in ruoli importanti o coinvolti in processi decisionali chiave.
Almeno, purtroppo, non li vedo in Italia dove, al contrario, le nomine rispecchiano addirittura in modo accentuato la struttura demografica del paese.
Intendiamoci, persone capaci e degne, che pero' stando dove stanno non danno la possibilita' di creare un ricambio generazionale, di portare nuove idee e nuove priorità al centro del tavolo politico, di creare spazi e opportunita' per la motivazione, le speranze e l'imprenditorialità dei giovani; spazi che cercano e spesso trovano all'estero.
Perche' ci sia progresso, è necessario che due generazioni si accordino.



