Premetto che bisogna vedere i dettagli e leggere le motivazioni.
Mi segnala Vale:
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo438723.shtml
Per gli ermellini la Playstation va classificata "come consolle
per videogiochi piuttosto che come personal computer".
...e quindi si modificherebbe per farci girare videogiochi crackati e
quindi e' illegale.
Mi diceva un amico che la ps3 ha la voce di menu "installa altro sistema
operativo". Qualcuno puo' confermare ? Sony stessa dimostrerebbe
l'infondatezza del presunto assunto della decisione!
Io ho una xbox modificata che uso come mediacenter collegata al server
macmini dove ho su tutti i video e foto di casa.
Ricordo una societa' quotata in borsa che ne aveva messo in rete moltissime
e che usava come app server e frontend alle loro applicazioni.
Leggiamo le motivazioni, certo che se fosse un processo alle intenzioni
sarebbe proprio una brutta cosa.












Senza contare che i certificati con hash MD5 li hanno crackati grazie ad un cluster di PS3 (http://www.win.tue.nl/hashclash/rogue-ca/)
Qui pero' la cosa piu' che di "lentezza" della giustizia nel recepire la realta' mi puzza di lobbying.
Scritto da: Luigi Rosa | 15 gennaio 2009 a 20:18
confermo, la modifica del software è prevista; attenzione però che la sentenza riguarda una modifica hardware+firmware; se la modifica dell'hw non è sanzionabile in quanto acquistato, è la modifica del fw il problema (il chip di modifica contiene versioni modificate dell'originale)
l'impressione è insomma che la sentenza sia stata fatta inventandosi una motivazione "ad minchiam". bisogna anche vedere quanto l'anonimo pennivendolo ci abbia lavorato di fantasia.
Scritto da: paolo marchiori | 15 gennaio 2009 a 20:32
Dunque posso modificare l'hw in quanto acquistato... Ma per lo stesso motivo non posso decidere di modificare il codice software che utilizza quanto ho acquistato - e che posso modificare- ?
E' un controsenso, anzi, almeno un paio .)
Notte,
A.
P.S.: complimenti per oggi e meno male che ogni tanto nevica:)
Scritto da: Armando Leotta | 15 gennaio 2009 a 21:36
Non sono ancora riuscito a trovare un testo completo per leggere le motivazioni.
Rispondo pero' a una gentile richiesta di Stefano e commento.
Ho seguito le varie fasi di questa vicenda con interesse.
A rigore di leggge, la Cassazione ha ragione: le norme in effetti proibiscono di commercializzare dispositivi che consentono di eludere le misure tecnologiche di protezione (anche se questa vicenda si svolge prima che le norme specifiche entrassero in vigore).
Il Tribunale che ha per primo giudicato (Bolzano) ha svolto interessanti considerazioni sul fatto che non sarebbe punibile chi usa questo chip per installare Linux se questo e' l'uso prevalente ma, a un certo punto, le ha abbandonate, utilizando, nel consegnare la sentenza alla Cassazione, una motivazione "furba" (manca la norma che punisce il comportamento dell'imputato), senza avere il coraggio di portare fino in fondo le considerazioni che aveva svolto in precedenza.
La Cassazione, "messa all'angolo" (non puo' cambiare quello che ha fatto il giudice dei gradi precedenti ma solo corregerne gli errori) ha quindi dovuto giudicare in base a quello che le e' stato presentato e ha detto, a quanto capisco, che non e' vero che manca la norma, se si cerca una norma che puo' sanzionare si puo' trova.
Tuttavia, esiste un problema a monte: il possibile "abuso" del diritto da parte di chi le misure tecnologiche pone.
Negli USA, tempo fa, si voleva proteggere il mercato dei toner per stampanti di un certo produttore, evitando che altri potessero realizzarne di "non originali".
Si e' dunque applicata una misura tecnologica di protezione alla cartuccia, in mancanza della quale la stampante non partiva (caso Lexmark).
Questo comportamento e' stato negli USA giudicato illegittimo in quanto il combinato stampante + cartuccia non costituisce opera dell'ingegno (ne' lo costituisce il semplice software usato per proteggere la cartuccia).
Non e' possibile, in questo caso, avvalersi del diritto d'autore (anzi "para-diritto d'autore") per controllare il mercato.
Ci sono analogie con il comportamento Sony?
Pesa certo il fatto che i videogiochi sono una vera e propria opera dell'ingegno ma l'interrogativo resta comunque sul tavolo.
Scritto da: eugenio prosperetti | 15 gennaio 2009 a 21:52
confermo anche io, si può installare un altro sistema operativo.
Questo però secondo me non c'entra nulla: installare un altro sistema operativo è una cosa ed è legale (addirittura previsto da Sony), ma modificare il sistema operativo originale della ps3 è illegale: è ben diverso, e penso che questa sia la motivazione (andiamoci piano, i giornalisti riescono a tirare fuori notizie anche dal nulla, lo sappiamo!)
@armando: puoi modificare l'hw perchè l'hai comprato ed è tuo (ma perdi la garanzia), ma il software non lo compri e non è tuo: di solito è concesso in "licenza d'uso"
sbaglio?
Scritto da: batta | 15 gennaio 2009 a 21:58
un piccolo commento leggermente fuori tema: Stefano hai parlato di xbox + mac Mini; a questo proposito, quando avremo maggiori notizie sul famoso set top box di reeplay.it???
Scritto da: Nick | 16 gennaio 2009 a 00:13
Sarebbe interessante controllare sotto quale categoria merceologica vengono fatte rientrare al momento dell'importazione.
Potrei sbagliare, ma se non erro (almeno qualche tempo fa), le console venivano dichiarate dagli stessi produttori (e/o importatori) come appartenenti alla stessa classe dei personal computer, e non dei giocattoli elettronici. Questo per ottenere dazi doganali inferiori.
Come detto non ne sono certo, ed un controllo sarebbe d'obbligo.
Scritto da: Davide Alberani | 16 gennaio 2009 a 10:56
@Nick. Febbraio, I hope
Scritto da: Stefano Quintarelli | 16 gennaio 2009 a 13:09
Incrociamo le dita, c'è qualche newsletter o avremo info da reeplay.it?
Scritto da: Nick | 16 gennaio 2009 a 14:18