Crisi Eutelia: Eutelia, arriva la mobilità nonostante i contratti di solidarietà | La voce impertinente delle TLC.
Condivido che sarà un duro colpo per la credibilità di tutto il comparto degli operatori alternativi a Telecom...
L'inversione del paradigma.
Una volta per minacciare qualcuno gli si diceva "ti faccio causa!", adesso lo si sfotte "fammi causa!"
Una volta, per clienti stanchi, era "qualunque operatore ma non Telecom", andando avanti potrebbe diventare "Piuttosto che un altro operatore, meglio Telecom".
La reputazione e' una cosa che si costruisce con il tempo. Che bella storia che era I.NET..
Nonostante tutto quello che è stato in suo favore, Eutelia pensa di mandare a casa due terzi dei propri dipendenti.
Mi evidenzia un amico che 2/3 della forza lavoro sarebbero circa lavoratore più lavoratore meno, il numero di coloro che sono frutto delle varie integrazioni societarie con l'acquisizione di altri competitor (NoiCom, etc etc).Condivido che sarà un duro colpo per la credibilità di tutto il comparto degli operatori alternativi a Telecom...
L'inversione del paradigma.
Una volta per minacciare qualcuno gli si diceva "ti faccio causa!", adesso lo si sfotte "fammi causa!"
Una volta, per clienti stanchi, era "qualunque operatore ma non Telecom", andando avanti potrebbe diventare "Piuttosto che un altro operatore, meglio Telecom".
La reputazione e' una cosa che si costruisce con il tempo. Che bella storia che era I.NET..












Stefano, mi permetto di segnalare un altro intervento sempre sulla stessa questione: http://acpas.wordpress.com/2009/01/13/lavoratori-di-eutelia-non-siete-soli/
Oltre a un aggiornamento direttamente dalle cronache locali: AREZZO - la Nazione
LA PROTESTA Il 23 gennaio corteo nazionale in città. L’azienda prende tempo.
Al lavoro resterebbero solo 600 addetti. Incontro al ministero. No di sindacati e politici
di PIERO SCORTECCI
E UTELIA di fronte ad una nuova svolta: dopo aver annunciato la cessione delle attività del settore informatico, si presenta davanti al ministero e ai sindacati per chiedere la messa in mobilità per almeno 1800 dipendenti. Ore decisive, quelle che si preannunciano per il gruppo aretino, che in un breve spazio di tempo ha mosso due pedine destinate a ridimensionare il suo disegno strategico. Prima una lettera fatta pervenire alle organizzazioni dei dipendenti, poi l'incontro nella sede del ministero del lavoro, hanno finito per tratteggiare le nuove strategie, di fronte alle quali però si è alzata una insormontabile barricata. Al provvedimento sarebbero interessate le aree di Ivrea e Torino con 290 dipendenti, Pregnana Milanese con 450, Roma con quasi 500 unità lavorative, ma anche Napoli, Firenze e Bari. «Solo marginali - affermano fonti qualificate - gli interventi che riguardano il territorio aretino». Le organizzazioni sindacali dopo il presidio organizzato dai lavoratori ex Olivetti ad Ivrea e la protesta che si è svolta davanti al ministero in occasione dell'incontro, hanno indetto per il prossimo 23 gennaio una manifestazione in città, a cui parteciperanno rappresentanze provenienti da tutta la Penisola. Poco meno di sei mesi fa, Eutelia aveva sollecitato e ottenuto un contratto di solidarietà per tutti gli operatori impegnati nell'intero territorio. Un provvedimento questo che, a quanto pare, non può convivere con altri interventi di sostegno, che si avvalgono di erogazioni pubbliche.
«DI FRONTE alle contestazioni formulate da tutte le sigle sindacali - ha dichiarato Andrea Bellisari della Fim-Cisl - il gruppo ha chiesto una pausa di 48 ore per una riflessione e per ripresentarsi al tavolo ministeriale con una proposta complessiva».
«Se l'utilizzo dei contratti di solidarietà con riduzione d'orario e di salario è quello ipotizzato da Eutelia, c'è davvero di che preoccuparsi - affermano in una nota i deputati del Pd, Rolando Nannicini, Vinicio Peluffo, Andrea Lulli e Alberto Fluvi - Abbiamo incontrato i rappresentanti sindacali dell'azienda e Fim e Fiom nazionali subito dopo il vertice che si è tenuto al ministero delle attività produttive. Il quadro che emerge è drammatico: su 2.450 lavoratori, c'è una richiesta di mobilita' per 1.800 di loro. Tutto questo avviene nonostante sia operativo il contratto di solidarietà, che prevede la riduzione di orario e di salario per superare la crisi aziendale, contratto che scade il prossimo giugno». I parlamentari del Pd si hanno annunciato la presentazione di un'interrogazione ai ministri del lavoro e delle attività produttive per ottenere un chiarimento sulla vertenza. «Ricordiamo che Eutelia ha rilevato a suo tempo attività significative come Bull ed ex Olivetti. Attualmente nel settore It e Tlc occupa complessivamente 2.450 lavoratori con importanti commesse pubbliche di ministeri, delle poste, di Regioni e di Asl - conclude l'onorevole Nannicini».
Grazie dell'attenzione, Andrea
Scritto da: Andrea T. | 14 gennaio 2009 a 20:50
Eutelia si è fatta i soldi con maghi, mignotte e cose che - forse - verranno scoperte tra 10 anni.
La soluzione dovrebbe essere Telecom? Quelli si fanno i cavoli loro da secoli.
I.NET? Se avessi voluto mantenerla integra e con una reputazione inalterata, saresti rimasto li dentro.
Scritto da: Paolo Bellotti | 18 gennaio 2009 a 15:33
@Paolo: Di I.NET posso solo dire di come era finche' ero li. L'azienda non e' mia da molti anni. dovrei fare il missionario ? e scegliere quale missione ? io vivo facendo le attivita' che scelgo e che posso e cerco di essere corretto in quello che faccio.
Scritto da: Stefano Quintarelli | 18 gennaio 2009 a 19:42