Cosi' pare avrebbe suggerito Francesco Caio. Pero' trovo vergognoso che il suo rapporto, pagato con taxpayer's money, non sia pubblico. Nel merito, IMHO non succedera' ne' l'una ne' l'altra..
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Caio ipotizza l'acquisizione del 51% della rete di Telecom Italia da parte della Cassa Depositi e Prestiti. L'infrastruttura, stando ai numeri forniti dal consulente del governo, avrebbe un valore di non meno di 15 miliardi di euro. I fondi pubblici necessari per l'operazione, sempre nell'ipotesi di Caio, sarebbero 3 miliardi di capitale e 2,5 miliardi di debito a lungo termine. I flussi di cassa che deriverebbero dalla gestione della rete in rame dovrebbero essere utilizzati per finanziare l'investimento in fibra ottica. L'Irr (internale rate of return, ossia il ritorno sull'investimento) sarebbe del 12-14%. Insomma, un'ipotesi che ricorda da vicino il vecchio Piano Rovati. In realtà Caio va anche oltre. Si spinge fino a ipotizzare un timing dell'operazione. Il primo passo, ovviamente, sarebbe una decisione del governo. Se positiva implicherebbe immediatamente «l'attribuzione di responsabilità istituzionale» e l'avvio di un «progetto esecutivo». Poi bisognerebbe definire gli enti coinvolti (a partire dalla Cassa Depositi e Prestiti) e, infine, la creazione di un team di lavoro con il coinvolgimento di advisor finanziari e legali. Tempo per mettere in moto la macchina, 9-12 mesi. Ma perché il documento esce fuori dal cassetto del governo proprio ora? Da qualche giorno sono tornati insistenti rumor, peraltro smentiti ieri direttamente dall'ad Franco Bernabé, di una possibile fusione tra Telecom e Telefonica.



