Dunque, Google ha annunciato Wave. Potra' essere un successo, potra' essere un flop. In ogni caso, l'importante e' che alcune funzioni core lato server siano controllate da Google. (mi viene in mente Exchange con il quale ti puoi interfacciare, basta che tu abbia un pezzettino che e' sempre Microsoft, ma questo e' un altro discorso).
Beninteso, tecnologicamente Wave e' stupendo, ma dove sta la ciccia ? Sara' la crisi, saranno gli spazi che si chiudono, saranno i VC che non dopano piu' il mercato con tonnellate di quattrini su ogni balzana idea, ma il tema della sostenibilita' economica, del fatto che bisogna avere un prodotto e un'idea di chi lo puo' comprare e come lo puo' pagare, che non si puo' fare una societa' solo per venderla a Google, che la pubblicità non basta, tantopiu' che e' monopolizzata, questa idea sta spuntando in modo indipendente in diversi angoli del globo.
Interessante questo post su GigaOM: Google Climbs to New Heights of Arrogance With Wave.
avevo compilato questa lista di iniziative che non hanno avuto successo. A parte quelle che hanno cercato di scalfire posizioni gia' dominate da qualcuno, le altre sono servite sostanzialmente per chiudere (limitare) degli spazi online, usando gli ingenti margini che provengono da una posizione dominante sulla ricerca che e' oggi, di fatto, l'unico modo di monetizzazione in rete. (Quantomeno si e' alzata l'asticella, a meno di finanziatori cospicui che, a loro volta, puntino ad un rientro dell'investimento non dalla vendita del prodotto/servizio, ma della societa' stessa)
di una cosa possiamo essere certi, al futuro della monetizzazione online Google ci pensa, eccome. E finche' non appare uno strumento di micropagamenti interoperabili o fino ad un eventuale intervento dell'Antitrust, puo' dormire sonni tranquilli.
Google ha l'immagine dell'aperto e gratuito, o quantomeno flat. Nella sostanza mantiene degli elementi di lockin fortissimo degli utenti per assicurarsi l'audience e un sistema di billing sofisticatissimo ed assolutamente non forfettario per garantirsi i ricavi, in una forte posizione di monopolio, con dei margini altissimi (molto superiori alla normale remunerazione dei capitali in un mercato competitivo).
Essere monopolisti non è un reato, non e' illegale. Anzi, se il monopolista si comporta bene, nell'interesse degli utenti (secondo alcune dottrine), e' addirittura molto positivo.
Il fatto che sfrutti la sua rendita monopolistica per controllare settori chiave di innovazione in mercati adiacenti a quello dei motori di ricerca non si puo' ritenere un abuso, anzi, offre cioccolata gratuita, spesso di buona qualità, agli utenti.
E il marketing ? non ci abbiamo pensato. Promozione ? non ci abbiamo pensato. Concorrenza ? non ci abbiamo pensato.
E giustamente, non serve che ci pensino, anzi, non devono. Chiunque altro dovrebbe fare i conti con i dollari ma Google no, per la ragione di cui sopra. Anzi, riempire uno spazio serve ad evitare che si possa creare qualcosa che potenzialmente disturbi, come forse potrebbe succedere con Facebook.
come dicevo poco sopra, non gli deve interessare monetizzare, ma colonizzare.
in questo dissento,
ci sono menti molto fini e brillanti e un grado di comprensione del mondo online che noi umani non riusciamo a intuire.
come qualunque altra azienda "normale".
Se ho ragione, questa e' una reazione che vedremo aumentare. Una prossima sfida per Google potrebbe essere, per mantenere la sua egemonia cultura e limitare reazioni avverse, trovare un modo di allargare e condividere il proprio successo con una base piu' ampia di persone, non comprando ogni tanto qualche startup e alimentando il principale business model di oggi: farsi comprare da Google.



