La suddivisione nativi/immigranti digitali mi e' sempre sembrata riduttiva. Mi sono divertito cosi' a fare delle ipotesi e alcune classificazioni.
L'inizio dell'epoca va piazzato, a mio avviso, tra il 2000 e il 2001, anno in cui sono apparsi l'ADSL e l'iPod, di fatto staccando l'informazione definitivamente dal supporto e innescando la rivoluzione digitale.
In prima approssimazione, i nativi digitali sono quindi quelli che, quando questo e' avvenuto, potevano goderne, ergo, avevano una decina di anni o piu' nel 2000.
Poi ci sono quelli che si, usavano la rete, perche' all'universita' te la facevano usare, perche'serviva, ma non e' che fosse proprio che ci sguazzavi dentro, che la usavi come complemento di vita.
Dopo ci sono quelli che la digitalizzazione e la rete hai dovuto beccartele, volente o nolente, perche' servivano in ufficio.
Ovviamente ci sono anche i troppo piccoli e quelli piu' anziani. Ed ecco cosi' ho definito alcune categorie:
- Nativi
- Immigranti scolastici
- Immigranti lavorativi
- Estranei
A questo punto ho preso le tabelle demografiche dell'Italia e gli studi Istat sull'utilizzo di Internet ed ho incrociato i dati.
I "Digitalizzati" sono cosi' quelli che, per volontà o loro malgrado, sono stati costretti ad usare la tecnologia. In larga misura, gli immigranti lavorativi usano si' la rete, ma non è il loro mezzo, il loro acquario in cui sguazzare. Tornano a casa e spengono il computer. Non aspettarti di vederli twitterare in autobus. La rete non e' parte di tutta la loro vita, ma solo di quella lavorativa. Il loro non e' un Digital lifestyle.
Io ? mi ritengo nella media del pollo, come "immigrato scolastico"



