Premetto che quanto segue sono mie elucubrazioni, causate forse da digestione difficile, senza alcuna fondatezza ne' pretesa di correttezza.
Marchionne ha preso una azienda in difficolta'. Non so se sta facendo bene o meno, non me ne intendo a sufficienza per andare oltre cio' che e' rappresentato dai media, e non mi interessa qui discutere tanto il merito quanto il metodo.
FIAT e Chrysler (e il tentativo con Opel) sono operazioni fatte carta contro carta (non comprando con soldi cash), in assenza di sufficienti risorse finanziarie, per allargare il mercato, razionalizzare la presenza e disporre cosi' di un po' di margini in piu' per ridarre fiato ad altre iniziative necessarie per costruire il futuro. Marchionne le ha proposte e gli azionisti gli hanno fornito tutto, "tuttissimo" il supporto necessario.
Telecom e Telefonica poteva essere una operazione simile, con una simile logica industriale. Nei giornali si e' letto che Bernabe' lo ha proposto agli azionisti e che poi lui ha detto "queste sono cose da azionisti". Cio' che si legge, nemmeno tanto tra le righe, e' che gli hanno detto di no, non gli hanno dato il supporto necessario e qualcuno ha detto "cambiamo la struttura di controllo".
Chissa se oltre al no all'operazione straordinaria gli hanno detto anche come fare per ridurre il debito e gli avviamenti che ne ingessano l'operativita'.
A Ottobre gli azionisti di Telco devono dire se ad aprile dell'anno prossimo Telco si sciogliera'. Mi pare assai probabile che accada. Alla scadenza di ottobre bisogna arrivare con le idee chiare. Facile prevedere che questa sara' un'estate di lavoro.
L'idea di cambiare Bernabe', si legge sui giornali, aleggia. Ma non esiste un taumaturgo e pare improbabile che riescano a mettersi d'accordo su un nome alternativo, per pochi mesi, senza chiarezza sull'assetto post scioglimento Telco. Tra ottobre ed aprile saranno come separati in casa.
Mi aspetto tuoni e fulmini, ma ancora poca pioggia.
E Bernabe, ...come deve invidiare a Marchionne i di lui azionisti..



