UPDATE: pare che ho preso una cantonata. il testo della proposta di legge effettivamente prevede che una persona, nei termini indicati, possa chiedere dal sito sorgente l'eliminazione dell'informazione. questo e' oltre quanto prevedeva il garante.
mentre sono certamente d'accordo con la posizione del garante, non so se sono d'accordo su questa proposta di legge, piu' incline a non esserlo.
(resta cmq. la considerazione che non credo che vedra' la luce...)
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Un videocomunicato di Travaglio ha ri-alimentato la discussione, omettendo pero' che il DDL in questione prevede l'oblio per i soli motori di ricerca esterni alla fonte originale.
Detto in altri termini, se dopo alcuni anni si andasse sul motore di ricerca del Corriere o di Repubblica, le notizie continuerebbero ad essere accessibili, mentre non lo dovrebbero essere da Google o Bing. (ammesso e non concesso che questo DDL possa mai vedere la luce, sopravvivendo a tutto l'iter di discussione in parlamento).
a Quinta 's weblog : un Blog di Stefano Quintarelli: Diritto all'oblio.
Non e' un tema facile. Abbiamo il diritto ad essere dimenticati ?
Il Garante della privacy ritiene di si e gia' da anni indica un primo approccio che mi pare un tentativo abbastanza equilibrato.
Garante Privacy.Ora questo approccio vorrebbe essere reso legge (Scheda Camera Lavori Preparatori) dall'iniziativa dell'On. Carolina Lussana.Il Garante (con una decisione adottata dal precedente collegio) gli ha dato in parte ragione e ha previsto che l'ente continui a divulgare sul proprio sito istituzionale le decisioni sanzionatorie riguardanti l'interessato e la sua società, ma - trascorso un congruo periodo di tempo - collochi quelle di vari anni or sono in una pagina del sito accessibile solo dall'indirizzo web. Tale pagina, ricercabile nel motore di ricerca interno al sito, dovrà essere esclusa, invece, dalla diretta reperibilità nel caso si consulti un comune motore di ricerca, anziché il sito stesso.
Tra un disegno di legge e la sua approvazione c'e' una distanza maggiore che tra il dire e il fare (quante proposte di legge riguardanti Internet hanno animato la blogosfera per poi concludersi in nulla ?).
La perplessità che solleva Guido circa la non differenziazione tra editore professionista e scrittore amatoriale, mi pare pertinente.
Non credo di condividere la considerazione circa la responsabilizzazione dei motori di ricerca. Lo stesso risultato si puo' ottenere facendo in modo che il sistema dell'editore metta un "expire" alle pagine interessate, forzandone la loro esclusione dall'indicizzazione con i normali mezzi, una volta trascorso il lasso di tempo indicato.












ma davvero qualcuno, come semplice cittadino, pensa di aver avuto dei vantaggi, di qualsiasi tipo, dall'introduzione della privacy in Italia?
Scritto da: aghost | 02 luglio 2009 a 07:32
Beh a prescindere che Travaglio non ha tutti i torti nel merito (ma sono punti di vista). Mi permetto di dissentire sulla ommissione, la proposta dell'on. Lussana dice altro: parla di "siti internet" E "motori di ricerca", quindi non si propone di "dimenticare" in alcuni contesti, ma semplicemente di "dimenticare" tout court.
Vedi:
ART. 1.
(Diritto all’oblio su internet).
1. Salvo che risulti il consenso scritto
dell’interessato, non possono essere diffusi
o mantenuti immagini e dati, anche giudiziari,
che consentono, direttamente o
indirettamente, l’identificazione della persona
gia` indagata o imputata nell’ambito
di un processo penale, sulle pagine internet
liberamente accessibili dagli utenti o attraverso
i motori di ricerca esterni al sito
in cui tali immagini o dati sono contenuti,
quando sono trascorsi:
Scritto da: Antos | 02 luglio 2009 a 09:48
Salve,
sono un legale.
Vorrei dare un contributo alla discussione su questo tema raccontando (nei limiti che mi sono possibili per ovvi motivi) un caso reale. Il tutto e' anonimo visto che si tratta di controversie tuttora in corso.
Tizio, chiede un fido bancario che gli viene, inspiegabilmente negato e ne chiede ragione.
La banca mostra una informativa della XXX, nota societa' di reportistica, visure e data mining, che include ricerche su noti search engines sul suo nominativo, da cui emergono vecchi articoli di giornale che raccontano di una vicenda in cui Tizio era stato coinvolto, risultando pero' successivamente all'articolo, estraneo ai fatti.
La banca non accetta le spiegazioni perche', per prassi deve basarsi sui dati della XXX, che a sua volta, si basa sui search engines.
Inoltre, la banca, avendo acquisito le informazioni e considerando ora Tizio inaffidabile, revoca gli affidi alle sue societa' e ai suoi soci, Tizio deve cessare l'attivita' che aveva in corso.
A seguito della questione Tizio ha anche avuto problemi familiari.
La XXX, si rifiuta di cancellare i dati sostenendo che sono legittimi perche' li ha presi dai search engine.
I search engines sostegono che sono i siti a dover cancellare i dati.
Alcuni siti, in effetti, cancellano, ma altri, sono irreperibili, non indicano contatti, webmaster, nulla e, anche trovati, non rispondono.
La cosa incredibile e' che i search engines stanno mantenendo anche i dati su Tizio provenienti dai siti che hanno cancellato (in cache) "per ragioni tecniche" e nonostante la richiesta di cancellazione urgente. Scrivono che servono tre-quattro mesi per la cancellazione.
In breve, riterrei che la norma in questione non sia del tutto inutile.
Scritto da: Favorevole | 04 luglio 2009 a 13:10
Salve,
vorrei informare il legale che l'oblio serve solo ed esclusivamente per le ricerche PUBBLICHE.
Le banche e le società di prestiti si servono di aziende PRIVATE per fare questi controlli e una volta che un dato è nei loro database PRIVATI ci resta e non viene toccato da questa legge sull'oblio.
Saluti
Scritto da: FrancoK | 13 luglio 2009 a 02:01