Ho passato una settimana girando l'india, assieme a Rishi, il mio accompagnatore indiano, e l'ultimo giorno con Karuna, che l'ha sostituito.
La prima cosa che mi ha colpito a Mumbai (ex Bombay) e' questa sensazione da uscita di stadio permanente, ovunque. La quantità di gente e di giovani e' impressionante. La seconda cosa che ti colpisce sono le baraccopoli che si trovano su tutti i marciapiedi lungo tutte le strade. Conoscendo bene megalopoli simili in america latina, mi e' venuto un senso di insicurezza che pero' adesso non ho piu'.
C'e' infatti una sorta di fatalismo e di indolenza in questi 3/4 della popolazione di 1,1 miliardi di persone (di fatto guidati da una vicentina 63enne) che vive sotto la soglia locale della poverta' (meno di 1 euro al giorno), con basi religiose, per cui la criminalità è infinitesima rispetto ad altre megalopoli dove sono stato.
Il risultato e' quello che si vede a Mumbai, una citta' praticamente fatiscente che, nel periodo dei monsoni (che sono come la doccia, ma senza l'impianto),con le sue botteghe scalcinate, i disadattati che dormono per strada e si lavano nelle pozzanghere, la quantitò di persone, mi ha ricordato la megalopoli di Blade Runner.
La baraccopoli piu' grossa copre 180 ettari, sono baracche a 2-3 piani (spesso composte da cartelloni pubblicitari, perlopiu' di operatori telefonici, perlopiu' di vodafone); la distanza tra le baracche e' qualche metro; ho letto su una guida della città che l pil di questa baraccopoli e' pari a 650MUS$/anno. (non so quanto sia attendibile, nella lista di cose da fare a Mumbai, in periodo di monsoni, suggeriva "stare in casa a guardare film in TV").
Gli altri 300 milioni di persone pero' galoppano, eccome. Anche perchè buona parte della giornata si spende nel traffico.
Il traffico e' molto fluido, nel senso che occupa qualsiasi pertugio. La' dove non entra un pedone entra una bici; dove non entra una bici entra una moto; dove non entra una moto entra uno dei 200.000 Risho' della città, dove non entra un risho' entra una antiquata fiat 1100 (costruita qui che fa da taxi, per distinguerla dai "cab" che invece sono vetture piu' recenti, con l'aria condizionata (spesso utilissima, talvolta essenziale, sempre troppo forte)), e via dicendo fino agli autobus.
La distanza tra un veicolo e l'altro, quando si sta fermi (quasi sempre) per ognuno dei quattro lati, e' inferiore alla spanna. I clackson ricordano quelle delle vechie utilitarie italiane (della 500, per capirci) ... e meno male! qui si suona in continuazione. Sul retro dei camion c'e' scritto "suona per piacere" e non e' uno sfotto', è obbligatorio portare quella scritta. e' un modo per avverite il camionista "ehi, siamo qui".
Per andare in qualunque luogo bisogna mettere in conto almeno 2-3 ore di non-viaggio.
Rishi e Karuna però vanno al lavoro spesso in treno, almeno e' deterministico. Il treno la mattina è molto frequente, ogni 3 minuti circa e dopo 2 o 3 treni che passano riescono finalmente ad aggrapparsi ad uno e dopo una mezz'oretta aggrappati riescono anche ad entrare (veramente non riuscirebbero a non entrare, a meno di non salire sul tetto, come usa fare)
cosi', partendo alle 730 arrivano in ufficio alle 930 dove restano almeno fino alle 1930 per affrontare lo stesso caos, ma all'inverso.
dovunque, sono al cellulare. che costa tra 1,2 e 0,6 centesimi di euro al minuto (tra 1, 2 centesimi e 6 millesimi di euro). Qui sono dei maestri nella gestione del churn (l'abbandono degli utenti e la migrazione ad altre compagine, ndr. ,anche se la number portability arriverà tra qualche mese e sono tutti un po' preoccupati, una delle ragioni per cui mi trovo qui).
certo, e' tutto abbastanza proporzionato. Un neolaureato in economia, come primo lavoro, puo' prendere mensilmente tra i 220-250 euro, 300 se e' fortunato. I programmatori, quelli sono fortunati. Perche' possono lavorare per le aziende estere e quindi prendono piu' del doppio! Tutta l'economia e' parametrata cosi'. Oggi ho pranzato con 210 rupie (mancia inclusa) in un posto tipico dove mi ha portato Karuna (dovevamo festeggiare la fine del lavoro, ed ho voluto conoscere un po'... si, sono 3,3 euro per un pasto un po' piccante, mangiato rigorosamente con le mani, anzi, con una mano e solo con le dita, senza toccare con il palmo che da queste parti e' cattiva educazione).
Le scuole sono private o pubbliche. Il ciclo scolastico e' diverso dal nostro, quelle pubbliche sono gratuite fino ad una sorta di media-intermedia che si raggiunge ai 16 anni di eta'. poi diventano a pagamento. Se non si perde nemmeno un anno, l'equivalente della nostra "laurea lunga" si piglia a 23 anni.
Una sera ho comprato qualcosa contro il mal di testa (acido acetilsalicilico) . La "user experience" era piu' simile all'acquisto di una cocacola in un baracchino abusivo davanti ad uno stadio che non alla nostra "farmacia". le medicine si comprano infatti in botteghe scalcinate come le altre, come qualunque prodotto. Non so se esiste il concetto di "farmacista". La sanità è pubblica o privata; gli ospedali pubblici sono per i piu' coraggiosi o per i piu' indigenti.
Qui non va esattamente come dice Chris Anderson. Se moltiplichi quasi niente per miliardi,.. sono un sacco di soldi e con quelli che si fanno, si comprano acciaerie, fabbriche di liquori, operatori telefonici, gruppi editoriali, ecc. in giro per il mondo...persino in Inghilterra. Che onta. (una miniera di ferro indiana aveva proposto a dei britannici una joint venture per fare un'acciaieria in india e il capo di questi rispose che il giorno che gli indiani faranno acciaio, lui lo mangera'. Adesso gli indiani se lo sono comprati...).
Stanno un po' male, pero', quelli che dipendevano dalle commesse dall'estero e questo ha rallentato un po' tutto. Il numero di palazzi in costruzione, fermi, e' rilevante.
Non c'e' assolutamente carenza di lavoro per gli informatici. Oggi senza lavoro si stima siano solo 70.000 in India. (c'e' un po' di turnover). I comportamenti di ufficio sono simili ai nostri; un po' di sorpresa la ho avuta al primo meeting quando uno dei miei interlocutori continuava a fare cenno di no con la testa ma nonparlava, non criticava. Io, tra me e me pensavo "perche' non mi dice perche' non va ? cosa sbaglio ?" e dopo una dozzina di cenni negativi ha detto "yes", e li' ho capito che qui era un cenno di assenso...
I numeri sono impressionanti, ma il fatto e' che India non e' uno stato; e' un continente... ci sono 31 stati ed ognuno ha la (le) sua/e lingue, alfabeto, religioni, caste (che pero' contano sempre meno, perche' da anni c'e' la precedenza per le caste inferiori nelle scuole e negli impieghi pubblici per cui ci sono tanti che sono diventati classe media ed i figli cmq. godono della priorità). Rishi mi ha detto che hanno 330.000 Dei, dei quali 6 sono i piu' importanti. Karuna dice che sono 3.000.000. Comunque c'e' ampia disponibilita' di scelta.
Ogni operatore di cable TV fa almeno 15 lingue, almeno 6 canali per lingua, alcuni in inglese, altri in hindi... 100 canali a 2 MBps cadauno che arrivano via cavo a casa degli abbonati. Che non si sa bene quanti siano, proprio per la frammentazione, ma sono almeno 50 milioni. Un mercatino, se si considera che nell'ultimo mese gli operatori mobili hanno aggiunto 11 milioni di nuovi utenti.. Per non parlare della banda larga che sono 7-8 milioni di abbonati (prevalentemente DOCSIS su CATV, poco DSL, le chiavette wireless sono appena state lanciate (EVDO, qui siamo al GSM con GPRS, UMTS/HSxPA ci sara' a partire dall'anno prossimo - un'altra delle ragioni per cui sono qui).
Alla TV si vedono quindi programmi e film nelle varie lingue (piu' l'Hindi che e' comune). Tollywood e' piu' grande di Bollywood anche se meno nota all'estero. Tutti producono contenuti locali per pubblico locale e i modelli comportamentali da emulare non sono importati. Credo che questo contribuisca molto al fatto che, dovunque, le donne si vestono con vestiti tipici delle varie regioni. (piu' il Sari che e' in tutta l'India e richiede skill particolari per essere indossato).
Il rapporto Dehli-Mumbai e' un po' come Roma-Milano. Mr. Stakanov Shintre mi ha fatto prendere l'aereo delle 7 la mattina e quello delle 21 la sera. Fatevi i conti a che ora sono uscito dall'albergo e a che ora sono rientrato..
Per questo giro abbiamo preso un'auto con autista a Dehli (molte meno baraccopoli di Mumbai), per tutto il giorno (cosi' almeno abbiamo pranzato in un ristorante indiano e visto un monumento..). Ci sono società che possiedono 4-5000 auto che affittano con autista su base giornaliera a circa 1300-1500 rupie (20-23 euro) con chilometraggio illimitato... Per alcune di queste aziende, l'autista paga 8-900 rupie per l'auto, si paga la benzina (80 centesimi di euro al litro!), se fa un incidente sono cavoli suoi. Alla fine, si porta a casa a fine mese circa 10-12.000 rupie, 150-180 euro. Non e' considerato un bel lavoro..
Bangalore invece ricorda la Svizzera. niente baraccopoli, niente cartacce, tutto pulito e molto meno traffico. E' piu a sud, piu' vicino all'equatore, ma il clima e' notevole, temperato, non torrido come a Mumbai o peggio a Dehli. Una volta era chiamata "la città dei giardini"; adesso si vedono bei palazzi e parchi curati, almeno per quello che ho potuto vedere dall'auto mentre andavo e tornavo dall'ufficio.. :-(
Adesso qui sono le 2355, 3 ore e mezza prima dell'italia. Pubblico questo post, preparo il bagaglio, mi guardo qualche video sull'ipod e domattina rientro.












Bel post Stefano grazie
Scritto da: massimo mantellini | 07 agosto 2009 a 21:18
Interessante resoconto. A parte gli operatori telefonici e l'informatica Mumbai non mi sembra molto diversa da quando la visitai la prima volta 25 anni addietro. Ho notato come in Asia (dove passo mesi all'anno) l'introduzione delle tecnologie non produca un impatto sociale e psicologico profondo come avviene in occidente. Gli asiatici riescono ad abbracciare ed integrare le tecnologie in modo più delicato. McLuhan si applica un po' di meno da quelle parti. Per varie ragioni, tra le quali un senso di identità più ancorato alla tradizione. Buona permanenza, spero che visiterai anche altri luoghi meno stile Blade Runner.
Scritto da: Ivo Quartiroli | 07 agosto 2009 a 23:47
Non so quale sia il reale costo della vita lì in India, ma se non ho cannato i conti direi che non c'è una grossa differenza tra ciò che guadagno io e loro.
Poi se avrai nostalgia di quel tipo di traffico vieni dalle mie parti che troverai quasi tutto, tranne forse l'invito cortese dei camionisti.
Comunque, scherzi a parte, bel resoconto.
Scritto da: vincenzo vicedomini | 08 agosto 2009 a 09:44
Karuna significa "compassione" :). Gran bel reportage, stile "specialistico", ma visione ampia...un segnale di come cambia l'informazione online
Scritto da: ldi | 08 agosto 2009 a 11:40
Stefano, complimenti , sono molto interessato all'evoluzione della società orientale, e indiana in particolare, con il tuo lungo post ho percepito più informazioni che in un libro di Rampini.
E, come sempre, le segnalazioni di Mante sono ottime!
Scritto da: Atos | 08 agosto 2009 a 12:02
Grazie, una immagine dell'India concreta come poche. Buon viaggio.
Scritto da: Regolo | 08 agosto 2009 a 12:14
Ciao , molto interessante , mi hai ricordato un libro letto di recente incentrato sull'india , Shantaram.
dal punto di vista logistico , prenotazioni alberghi guide come hai fatto ? a chi ti sei rivolto ?
Scritto da: alberto | 08 agosto 2009 a 12:19
Grazie per aver offerto un bello spaccato di vita indiana.
Scritto da: Luigi Rosa | 08 agosto 2009 a 12:22
qualche altra foto!!!
Scritto da: dario denni | 12 agosto 2009 a 15:59
non e' mia, io non avevo portato alcuna camera...
Scritto da: Stefano Quintarelli | 12 agosto 2009 a 17:10