Alla fine si è deciso di non decidere, parrebbe. (contrariamente alle mie previsioni). Con lo scioglimento gli azionisti di Telco avrebbero dovuto attribuirsi proquota le perdite e svalutarle nei loro bilanci, mentre messi assieme possono sostenere che c'e' un premio per il controllo di Telecom, che altrimenti svanirebbe.
Alla fine, a questo punto, i Benetton potrebbero anche starci. Potrebbe essere un sacrificio chiesto loro che potrebbe portare con sè qualche riconoscimento..
Dal Sole 24 ore di oggi:
Alla fine, a questo punto, i Benetton potrebbero anche starci. Potrebbe essere un sacrificio chiesto loro che potrebbe portare con sè qualche riconoscimento..
Dal Sole 24 ore di oggi:
È attesa per oggi o al massimo per domani mattina la lettera di conferma del patto Telco, che detiene il pacchetto di riferimento di Telecom Italia. L'impegno sarà rinnovato per un ulteriore triennio, dal 28 aprile 2010 al 28 aprile 2013, con la facoltà di "uscita libera" tra 18 mesi, collocando cioè la finestra nell'aprile del 2011. In sostanza se, per qualsivoglia motivo, uno o più soci volessero recedere anticipatamente dall'accordo, potranno farlo allora chiedendo la scissione, ritirando cioè il pro-quota di azioni Telecom e relativo debito. L'unica incognita che ancora rimane è se i malumori del gruppo Benetton – che non è intenzionato a mettere altri soldi sul piatto – sfoceranno nell'abbandono immediato della partita, con la disdetta già oggi, ultima data utile, al vecchio patto. Nel caso gli altri azionisti – Telefonica , Generali , Mediobanca e Intesa Sanpaolo – che detengono più del 90% della holding titolare del 24,5% di Telecom Italia andranno avanti in ogni caso sul percorso concordato.



