Dal Sole 24 ore le idee di Fossati
Il piano Findim per Telecom Italia è riassunto in un appunto in stampatello che è stato consegnato al management Telecom. Cinque punti che partono da una proposta irricevibile: la cessione della rete, ... Il 50%-70%dell'attuale infrastruttura, si ipotizza, dovrebbe andare alla Cdp per ricavare 15 miliardi, ridurre il Capex di 2,5-3 miliardi e il personale di 40mila unità.Ma,si evidenzia,c'è un "problema Telefonica", come pure per la proposta di fondere Tim Brasil con Oi. Si segnala invece un "problema Mediaset" nella suggerita cessione di Telecom Italia media, che controlla La 7.
Da Repubblica Sacconi contro Telefonica e Bernabè sul Brasile
Ieri il ministro del welfare, Maurizio Sacconi, ha lanciato l´ennesimo
allarme: «Telefonica sembra avere un carattere di partner ingombrante
che la porta a non gradire la crescita estera di Telecom, condizione
per gli investimenti in Italia». Il cda della società guidata da Franco
Bernabè s´è riunito ieri per fare il punto della situazione sulle
strategie e analizzare le proposte di acquisto per Telecom Argentina.
Sembra che in futuro Telecom continuerà a investire in America Latina,
basando la strategia da un lato sulla "razionalizzazione" e dall´altro
su una «focalizzazione nei mercati principali, a cominciare dal
Brasile», come ha spiegato lo stesso Bernabè subito dopo alla
Conferenza Italia-America Latina. «Telecom intende sempre più
considerare il Brasile il suo secondo mercato domestico»; per questo,
nel 2009-2011 investirà 3 miliardi di euro in infrastrutture.
Da Repubblica Ghioni patteggia
Fabio Ghioni patteggia ed esce dal processo sulla ex Security del
gruppo Pirelli-Telecom. Con l´assenso dei sostituti procuratori Stefano
Civardi e Nicola Piacente, Ghioni, assistito dall´avvocato Pilerio
Plastina, ha formalizzato una pena a 3 anni e 6 mesi di carcere e ha
messo a disposizione dei giudici 400mila euro...
...L´ex hacker non tornerà più in carcere, visto che parte della pena sarà
compensata con l´indulto (3 anni), mentre la restante è superata dagli
8 mesi di carcerazione preventiva che Ghioni ha scontato nell´ambito
delle indagini preliminari. Con l´uscita di Ghioni, se ne va un altro
pezzo del processo sui dossier illegali. Prima di lui, infatti, hanno
già patteggiato altri big, come Giuliano Tavaroli, che ha spuntato 4
anni e 6 mesi, più 70mila euro, e Pierguido Iezzi, successore di
Tavaroli alla guida della Security Pirelli quando quest´ultimo è
passato in Telecom, che ha raggiunto un accordo a 3 anni e mezzo, più
30mila euro.
Dal Messaggero, Telecom vuole entrare nei servizi Over The Top
Telecom punta ad entrare nel settore degli operatori over the top, cioè quelli come Google che forniscono servizi senza fare investimenti sulla rete. Questo per frenare la caduta dei ricavi.
Da ADN Kronos: PERFEZIONATO ACCORDO PER LA CESSIONE DI HANSENET
...Il closing dell'operazione, subordinato
all'ottenimento delle necessarie autorizzazioni antitrust, e' previsto
nel primo trimestre 2010, ed avverra' sulla base di un Enterprise Value
di 900 milioni di euro.
Dal Sole 24 ore via Bloomberg le offerte per l'Argentina sono insoddisfacenti.
Telecom
Italia SpA's adviser Credit Suisse Group got "unsatisfactory"
expressions of interest for the phone company's Argentine unit
Da Il Tempo:
Sacconi ha aggiunto che la domanda pubblica «è addirittura una cosa più
importante degli stessi 800 milioni» necessari per la realizzazione del
progetto
Da La Stampa: Catricalà (Antitrust) : Amministratori indipendenti per la società rete
La nuova società chiamata a progettare e realizzare la Ngn (New generation network) non dovrebbe essere un consorzio di operatori di telecomunicazioni. Lo ha detto il presidente dell’Authority, Antonio Catricalà. «L’Antitrust - ha detto Catricalà - è un pò preoccupata: una società consortile diventa un posto dove Gubitosi, Bernabè e Parisi (i numeri uno di Wind, Telecom e Fastweb, ndr) si incontrano per parlare di affari. Se fossi un pastore, sarei preoccupato di vedere tanti lupi intorno allo stesso gregge». L’Autorithy preferirebbe una società gestita da un solo operatore, non tutti insieme appassionatamente. «Devono esserci amministratori indipendenti sul modello Terna», che operano sotto il controllo dell’Autorità per le comunicazioni. «È importante - ha concluso Catricalà - che la società guadagni solo sulla base del traffico che vende».