Quando leggo queste cose, dopo lo sgomento iniziale, cerco sempre il testo. Aspetto di leggerlo prima di esprimere un giudizio nel merito.
leggi sotto...
Pero' un dato di fatto c'e' ed è che internet sta sempre piu' frequentemente al centro di un confronto fortemente emotivo in cui si discute sugli effetti perdendo di vista, non considerando, la realta' delle cose.
La realta' è che le norme ci sono !
L'articolo 3 della Audiovisual Media Services Directive (AVMSD) prevede cio' che deve essere richiesto a chi eroga questi servizi
b) l’indirizzo geografico di stabilimento del fornitore di servizi di media;
c) gli estremi del fornitore di servizi di media, compresi l’indirizzo di posta elettronica o il sito Internet, che permettono di contattarlo rapidamente, direttamente ed efficacemente;
d) se del caso, i competenti organismi di regolamentazione o di vigilanza.
Articolo 3 ter
Gli Stati membri assicurano, con misure adeguate, che i servizi di media audiovisivi forniti dai fornitori di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione non contengano alcun incitamento all’odio basato su razza, sesso, religione o nazionalità.
Basta andare al link sopra e leggersi il testo per vedere che in nessun caso si parla di autorizzazione preventiva. Ci sono altre norme sia nell'ordinamento nazionale che europeo che garantiscono la libertà di espressione.
Ribadisco che non sono un giurista, ma mi pare che se proprio si vuol fare qualcosa, va recepita la AVMSD (e al limite (conoscere prima e) far sapere al pubblico che le norme ci sono e cosa prevedono).
Questa idea invece di controllare il canale anzichè sanzionare eventuali responsabilità mi sembra proprio indicatore di leggerezza



