Mi segnala GF questo passaggio del libro Trappole Mentali di Matteo Motterlini che spiega la ragione dell'impazienza umana come killer app di Internet:
Immaginiamo che ci venga richiesto di decidere se ricevere 1000 euro subito o 1100 euro tra una settimana. La maggior parte di noi sceglierebbe senza esitazione la somma disponibile subito. Tuttavia diversa risulterebbe la nostra preferenza se ci venissero proposte le stesse due alternative ma differite di dodici mesi (ovvero 1000 euro tra un anno o 1100 euro tra un anno e una settimana). In entrambe le situazioni in gioco ci sono 100 euro supplementari al prezzo di una settimana di attesa, ma nel primo caso quei sette giorni sembrano troppi lunghi per mettere le mani sui soldi; tra un anno invece e come se la somma risultasse “scontata”: se proiettato in un futuro remoto, il rimandare di un’ulteriore settimana la gratificazione non pare poi cosi “costoso”.
Scontare il futuro non e' di per se irrazionale, dal momento che del domani non vi e certezza. Dovremmo però farlo in modo esponenziale, cioè in funzione delle probabilità di riuscire a conseguire un determinato beneficio. Tale sconto, pertanto, dovrebbe crescere in maniera costante nel tempo.
Cosi pero non è: infatti scontiamo il tempo in modo iperbolico. La preferenza tra il pasticcino subito e il bikini la prossima estate è stravolta e ribaltata quando subito è proprio adesso, ora. A caldo, sentiamo i nostri desideri più potenti di quelli futuri.
La gratificazione che ci arreca il soddisfacimento di un bisogno viscerale immediato pare avere più forza motivazionale delle ragioni che potrebbero giustificare una decisione lungimirante. In tal modo ci focalizziamo su gratificazioni facili da ottenere perchè “a portata di mano” e non sul valore di un beneficio futuro potenzialmente molto vantaggioso.
Un team di ricercatori di primissimo piano, composto da Samuel McClure e Johnatan Cohen (Princeton), David Laibson (Harvard) e George Loewenstein (Carnegie Mel-lon), ha pubblicato su “Science” alcuni risultati molto interessanti che possono aiutarci a capire perchè sia cosi difficile rinunciare a quel pasticcino. Mentre si sta risolvendo un problema di scelta come quello dei 1000 euro subito o 1100 tra una settimana, nel nostro cervello inizierebbe una competizione tra due diversi sistemi neurali.
Il primo (che la celebre favola di Esopo suggerisce di chiamare cicala) ci spinge a scegliere la gratificazione immediata in seguito all'attivazione della regione del corpo striato, centro del piacere e della ricompensa caratterizzato da una rilevante innervazione dopaminergica, e di altre aree cerebrali del sisterna limbico.
Il secondo (la formica) ci invita invece ad agire in modo deliberato e razionale, cerca una mediazione con i nostri “bisogni viscerali” e risulta associato all'area della corteccia prefrontale (in particolare dorsolaterale, ventrolaterale e orbitofrontale destra), che sappiamo essere deputata a forme di ragionamento astratto e al mantenimento dell'obiettivo.
Scontare il futuro non e' di per se irrazionale, dal momento che del domani non vi e certezza. Dovremmo però farlo in modo esponenziale, cioè in funzione delle probabilità di riuscire a conseguire un determinato beneficio. Tale sconto, pertanto, dovrebbe crescere in maniera costante nel tempo.
Cosi pero non è: infatti scontiamo il tempo in modo iperbolico. La preferenza tra il pasticcino subito e il bikini la prossima estate è stravolta e ribaltata quando subito è proprio adesso, ora. A caldo, sentiamo i nostri desideri più potenti di quelli futuri.
La gratificazione che ci arreca il soddisfacimento di un bisogno viscerale immediato pare avere più forza motivazionale delle ragioni che potrebbero giustificare una decisione lungimirante. In tal modo ci focalizziamo su gratificazioni facili da ottenere perchè “a portata di mano” e non sul valore di un beneficio futuro potenzialmente molto vantaggioso.
Un team di ricercatori di primissimo piano, composto da Samuel McClure e Johnatan Cohen (Princeton), David Laibson (Harvard) e George Loewenstein (Carnegie Mel-lon), ha pubblicato su “Science” alcuni risultati molto interessanti che possono aiutarci a capire perchè sia cosi difficile rinunciare a quel pasticcino. Mentre si sta risolvendo un problema di scelta come quello dei 1000 euro subito o 1100 tra una settimana, nel nostro cervello inizierebbe una competizione tra due diversi sistemi neurali.
Il primo (che la celebre favola di Esopo suggerisce di chiamare cicala) ci spinge a scegliere la gratificazione immediata in seguito all'attivazione della regione del corpo striato, centro del piacere e della ricompensa caratterizzato da una rilevante innervazione dopaminergica, e di altre aree cerebrali del sisterna limbico.
Il secondo (la formica) ci invita invece ad agire in modo deliberato e razionale, cerca una mediazione con i nostri “bisogni viscerali” e risulta associato all'area della corteccia prefrontale (in particolare dorsolaterale, ventrolaterale e orbitofrontale destra), che sappiamo essere deputata a forme di ragionamento astratto e al mantenimento dell'obiettivo.



