Mi segnala GF questo passaggio del libro Trappole Mentali di Matteo Motterlini che spiega la ragione dell'impazienza umana come killer app di Internet:
Scontare il futuro non e' di per se irrazionale, dal momento che del domani non vi e certezza. Dovremmo però farlo in modo esponenziale, cioè in funzione delle probabilità di riuscire a conseguire un determinato beneficio. Tale sconto, pertanto, dovrebbe crescere in maniera costante nel tempo.
Cosi pero non è: infatti scontiamo il tempo in modo iperbolico. La preferenza tra il pasticcino subito e il bikini la prossima estate è stravolta e ribaltata quando subito è proprio adesso, ora. A caldo, sentiamo i nostri desideri più potenti di quelli futuri.
La gratificazione che ci arreca il soddisfacimento di un bisogno viscerale immediato pare avere più forza motivazionale delle ragioni che potrebbero giustificare una decisione lungimirante. In tal modo ci focalizziamo su gratificazioni facili da ottenere perchè “a portata di mano” e non sul valore di un beneficio futuro potenzialmente molto vantaggioso.
Un team di ricercatori di primissimo piano, composto da Samuel McClure e Johnatan Cohen (Princeton), David Laibson (Harvard) e George Loewenstein (Carnegie Mel-lon), ha pubblicato su “Science” alcuni risultati molto interessanti che possono aiutarci a capire perchè sia cosi difficile rinunciare a quel pasticcino. Mentre si sta risolvendo un problema di scelta come quello dei 1000 euro subito o 1100 tra una settimana, nel nostro cervello inizierebbe una competizione tra due diversi sistemi neurali.
Il primo (che la celebre favola di Esopo suggerisce di chiamare cicala) ci spinge a scegliere la gratificazione immediata in seguito all'attivazione della regione del corpo striato, centro del piacere e della ricompensa caratterizzato da una rilevante innervazione dopaminergica, e di altre aree cerebrali del sisterna limbico.
Il secondo (la formica) ci invita invece ad agire in modo deliberato e razionale, cerca una mediazione con i nostri “bisogni viscerali” e risulta associato all'area della corteccia prefrontale (in particolare dorsolaterale, ventrolaterale e orbitofrontale destra), che sappiamo essere deputata a forme di ragionamento astratto e al mantenimento dell'obiettivo.












non ho capito cosa c'entri con internet e le killer app. Quali sarebbero i 1000 e 1100 euro nel caso di internet?
Inoltre, credo che l'assunto iniziale "La maggior parte di noi sceglierebbe senza esitazione la somma disponibile subito." sia sbagliato o perlomeno sia mal calibrato l'esempio. Tempo fa vidi un interessante reportage su un esperimento fatto con dei bambini, ai quali veniva fatta la domanda: vuoi un pezzo di cioccolato subito o l'intera tavoletta tra 10 minuti. I bambini più piccoli (intorno ai 3 anni) sceglievano tutti senza esitazione il pezzo subito. Ma già quelli più grandi, intorno ai 5, puntavano all'intera tavoletta. Il filmato era divertente - e molto significativo - perché era evidente che i bambini non avevano idea di quanto fossero davvero 10 minuti, e li vedevi macerarsi nel dubbio di aver fatto una pessima scelta per 600 lunghissimi secondi. Quindi non solo avevano scelto privilegiando la quantità rispetto al tempo, ma avevano fatto tale scelta senza nemmeno sapere quanto tempo avrebbero dovuto aspettare. Se ce l'hanno fatta, di puro istinto, dei bambini di 5 anni, penso che ce la potrebbero fare anche degli adulti (io di sicuro sceglierei i 1100).
Tra l'altro, se fosse vero che "ci focalizziamo su gratificazioni facili da ottenere perchè “a portata di mano” e non sul valore di un beneficio futuro potenzialmente molto vantaggioso." non lavorerebbe quasi nessuno, il che per fortuna non è.
Scritto da: leonaltro | 04 dicembre 2009 a 09:28
Around 1970, Walter Mischel launched one of the most famous experiments in modern psychology. He put a series of four-year-olds in a room with a bell and a marshmallow, the asked if he or she would like a “small” or “large” reward. Most, if not all, opted for the bigger treat. But then the catch was releaved: only if the child waited until the experimenter returned, would he receive two marshmallows. If the child couldn't wait, he could ring the bell, and the adult would allow him to eat the first treat. ...
Some children rang the bell in a minute, others toughed it out for up to twenty minutes before the researcher returned. For decades, Michael and his colleagues at Stanford and then Columbia universities repeated the experiment, sometimes with pretzel sticks or toys, or after giving the children a helpful tip on waiting. And then, they tracked many of the preschoolers as they grew.
Those who has waited longer for a treat become more socially competent, resilient, articulate, attentive, reasoning teens who scored substantially sigher on the SATs and got higher educationsl degrees. Kids who opted for instant gratification were more likely to become bullies, get lower parent and teacher evaluations as teens, and abuse drugs as adults.
Even seconds' difference in wait times made a difference in the trajectory of a life. How could such a breathlessly simple experiment predict so much?
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Ci sono diversi studi, illustrati tra gli altri anche dal libro di Gary Small "iBrain", che ci dicono che quando effettuiamo decisioni che gratificano istantaneamente i nostri bisogni, questi vengono diretti dai centro limbici del cervello, indebolendo i lobi frontali che si occupano della visione a lungo termine. Neurofisiologia a parte, abbiamo sempre saputo che la pazienza è la virtù dei forti.
C'è qualcosa di inquietante nella mancanza di dibattito su ciò che la società dell'informazione sta causando sulle nostre qualità umane. Si tende a vere solo ciò che si può fare con la tecnologia ma non ciò che la tecnologia fa su di noi.
Scritto da: Ivo | 04 dicembre 2009 a 10:28
Qualsiasi sia il meccanismo che entra in funzione nel nostro cervello, è probabile che sia il frutto della selezione naturale. Meglio mangiarsi il coscio di cinghiale subito oppure metterlo a rischio ed ottenerne 2 fra una settimana (quando potrei già essere morto di fame oppure entrambi i cosci potrebbero essere stati divorati da un branco di lupi affamati?)
Alla fine il meccanismo mentale che "attualizza" il valore del coscio di cinghiale segue la stessa regola di attualizzazione usato, ad esempio, in finanza.
Dato il tasso di sconto 's' nell'unità di tempo (giorno, settimana, anno), il valore 'V' attualizzato all' n-esimo passo è pari a " V x (1-s)^n . Esso dipende fortemente dal tempo da partire da cui si attualizza.
Quindi una unità di tempo (es. una settimana) vale sempre di meno man mano che ci si allonana dall'oggi. Tutto sommato credo che sia il miglior algoritmo di valutazione del rischio possibile, a ciascuno poi è lasciato l'arbitrio sul tasso da applicare.
Scritto da: Riccardo | 04 dicembre 2009 a 15:52
Esempio interessante; in realta', per chi fosse convinto che le nostre scelte siano generalmente razionali, gli esempi identificati dalla psicologia di scelte incorernti o comunque poco razionali sono moltissimi....("The paradox of choice" di Barry Schwartz" e' molto leggibile e contiene parecchi esempi; "Il cigno nero" di N.Taleb e' altrettanto interessante...).
D'altronde, l'"hardware" del nostro cervello si e' formato per funzionare al meglio in un mondo piuttosto diverso da quello in cui viviamo oggi!
Il legame con le "killer app" o internet, tuttavia, mi sfugge...(a parte quello ovvio che al'attesa aspettando che una pagina si carichi non piaccia a nessuno...)
Scritto da: Francesco F. | 04 dicembre 2009 a 17:34
esatto, che la killer app e' fare cio' che facciamo, ancora di piu', piu' in fretta. (e magari anhe qualcosina di nuovo, a complemento. ma non che ci sara' qualcosa di nuovo per cui cio' che facciamo sara' il complemento)
Scritto da: Stefano Quintarelli | 04 dicembre 2009 a 22:05