Metto in palio una bottiglia di recioto dei cugini al primo che scopre
- dove è stata usata per la prima volta la locuzione "one network" per indicare la realizzazione di una infrastruttura condivisa partecipata dagli operatori di TLC e da soggetti privati, con un coordinamento pubblico
- e perchè il management precedente di TI era contrario
il resto delle notizie di oggi, qui sotto. (p.s. chi si è già beccato la bottiglia in precedenza, può testimoniare che vale la pena...)
Sole 24 ore intervista Trujillo, il manager protagonista degli ultimi anni in Telstra (Australia)
Trujillo è stato accusato di aver mancato l'occasione, col rischio che ora Telstra si trovi a fare i conti con un nuovo temibile concorrente sul terreno promettente dei servizi di nuova generazione. Ma lui, al contrario, rivendica per sè il merito di aver vinto «una scommessa da un miliardo di dollari». Tanti quanti ne sono bastati per raggiungere il 99% della popolazione e collegarla wireless a una velocità di 21 megabit al secondo, destinata a raddoppiare a 42 l'anno prossimo. «E nel giro di qualche anno – si dice certo l'ex ceo di Telstra – sarà possibile arrivare fino a 100-200 megabit al secondo, e sempre senza filo».
Confronta mele con ciliegie. L'accesso wireless e' condiviso, quello in fibra dedicato. il primo è limitato, il secondo è virtualmente illimitato.
contenuti video o accesso ubiquo ? "guardo i clienti; adesso quello che va per la maggiore e' il video per cui serve il fisso, ma la gente vuole accesso in mobilità e quindi wireless"
ah, ecco.
Su La Stampa, Sawiris (Wind) - Telecom non serve:
«Tre miliardi è il massimo necessario, a conti fatti potrebbero bastarne due. No, non voglio fare tutto da solo. Ognuno degli operatori italiani del settore, cioè Telecom, Vodafone, Wind e gli altri dovrebbe partecipare pro quota. Questa rete per internet veloce è indispensabile allo sviluppo dell’Italia nei prossimi dieci anni. Sarebbe bene che Telecom facesse la sua parte. So che in quanto ex monopolista non ne ha molta voglia, ma se proprio non vuole essere della partita, se ne può fare a meno».
ah, ecco. (pensa al DSL2?)
Su Il Messaggero, Parisi (Fastweb):
«Costruire una rete in alternativa a Telecom, non è un’ipotesi praticabile. In tutta Europa si investe su una rete sola e tutti gli operatori stanno riflettendo sul da farsi. Cosa ci differenzia dagli altri? La ridotta capacità di investimento di Telecom Italia. E’ qui il nodo. Ma l’operazione è finanziabile. Sappiamo di fondi cinesi pronti ad investire sulla rete di nuova generazione. Sappiamo della Cassa depositi e prestiti che sta studiando il dossier”.
..
E come si potrebbe realizzare l’operazione?
«Vedo due sole possibilità. O è Telecom Italia a realizzare la nuova rete oppure Telecom, senza perderne il controllo, apre la rete a capitali diversi in una società veicolo».
One network... partecipazione di tutti gli operatori...
Intanto (reuters) l'associaizone dei piccoli azionisti ASATI chiede una azione di responsabilità nei confronti degli amministratori precedenti
...Chiede di avviare "la procedura per azioni di responsabilità utili a recuperare i 317 milioni iscritti nel bilancio 2008 della Telecom Italia (relativi agli accertamenti fiscali per sanzioni amministrative di cui sono responsabili gestioni precedenti
Un importo simbolico..



