Quanta confusione sotto il sole... "qualcuno" riesce a recuperarmi la trascrizione dell'intervento di Calabrò ?
sarei curioso di leggere il passaggio dove Calabrò direbbe che vanno esclusi i siti che contengono "audiovisivi a titolo puramente accessorio". La bozza già lo prevede. (1)
Il fatto che IPTV e webtv, se in concorrenza con la TV, siano da regolamentare, è un obiettivo della direttiva europea! (andate a leggere (1))
Questo testo ha molte imprecisioni e, come tutte le norme, e' difficile da leggere dovendo conoscere il contesto legale di dettaglio in cui si inserisce.
Quanto vedo scritto arrivando a dire che occorrerebbe una autorizzazione per una webcam o che ammazzerebbe youtube, IMHO è sbagliato.
Anche sulla pretesa "questione Youtube", il testo dice che "Sono soggetti alla giurisidizione italiana i fornitori di servizi di media audiovisivi e di radiofonia stabiliti in Italia conformemente al comma 3." e il comma 3 dice che si considera stabilito in Italia quando ha la sua sede principale o una parte rilevante degli addetti che sono stabiliti in Italia...
sarei curioso di leggere il passaggio dove Calabrò direbbe che vanno esclusi i siti che contengono "audiovisivi a titolo puramente accessorio". La bozza già lo prevede. (1)
Il fatto che IPTV e webtv, se in concorrenza con la TV, siano da regolamentare, è un obiettivo della direttiva europea! (andate a leggere (1))
Il decreto del Governo emanato per recepire la Direttiva Ue sui nuovi servizi audiovisivi«poteva essere l'occasione per ridisegnare un quadro organico della materia televisiva». Quest'occasione, però, «rischia di essere persa». Non sono mancate le critiche al decreto tv del Governo da parte di Corrado Calabrò, presidente dell'Autorità per le comunicazioni, nel corso dell'audizione di ieri al Senato.
Proprio nel giorno in cui si apprende che Bruxelles potrebbe aprire una procedura d'infrazione contro l'Italia per il ritardato recepimento della Direttiva, che potrebbe anche riguardare il merito del decreto governativo, in particolare per le norme restrittive sulla Rete. Internet, premette Calabrò, «è una rete decentrata, partecipativa, cooperativa con quattro problemi: l'apertura, la tutela della privacy, la tutela del diritto d'autore e la sicurezza». Solo i paesi a regime autoritario «hanno attuato interventi limitativi sulla Rete:la norma dell'articolo 17 del decreto tv pone quindi il nostro Paese in una situazione unica del mondo occidentale ». Per Calabrò vanno esclusi dall'ambito di applicazione della Direttiva i motori di ricerca e i siti che contengono elementi audiovisivi a titolo puramente accessorio. «C'è il rischio di un'estensione degli obblighi (per le tv, ndr ) ai mercanti emergenti come la IPTV e la Web Tv. Cosa che risulterebbe anche in potenziale contrasto con la nuova disciplina comunitaria sulle comunicazioni elettroniche»
Questo testo ha molte imprecisioni e, come tutte le norme, e' difficile da leggere dovendo conoscere il contesto legale di dettaglio in cui si inserisce.
Quanto vedo scritto arrivando a dire che occorrerebbe una autorizzazione per una webcam o che ammazzerebbe youtube, IMHO è sbagliato.
Anche sulla pretesa "questione Youtube", il testo dice che "Sono soggetti alla giurisidizione italiana i fornitori di servizi di media audiovisivi e di radiofonia stabiliti in Italia conformemente al comma 3." e il comma 3 dice che si considera stabilito in Italia quando ha la sua sede principale o una parte rilevante degli addetti che sono stabiliti in Italia...



