Chi mi segue sa che io sono un sostenitore del DRM (interoperabile), inteso nella sua accezione più formale di gestione dei diritti e non di TPM, ovvero di misure tecniche di protezione.
Il TPM senza DRM non puo' esserci, il DRM senza TPM, si.
Es. le licenze Creative Commons associate ad un contenuto (DRM) con fruizione non limitata da tecniche di protezione.
La terminologia comune vuole DRM=TPM, come nella campagna qui sotto circa l'iPad che usa DRM e TPM proprietarie (chiamando DRM "Digital Restrictions Management")
Sign the petition: iPad DRM is iBad for our freedoms | DefectiveByDesign.org.
Il TPM senza DRM non puo' esserci, il DRM senza TPM, si.
Es. le licenze Creative Commons associate ad un contenuto (DRM) con fruizione non limitata da tecniche di protezione.
La terminologia comune vuole DRM=TPM, come nella campagna qui sotto circa l'iPad che usa DRM e TPM proprietarie (chiamando DRM "Digital Restrictions Management")
Sign the petition: iPad DRM is iBad for our freedoms | DefectiveByDesign.org.
Today, Apple launched a computer that will never belong to its owner. Apple will use Digital Restrictions Management (DRM) to gain total veto power over the applications you use and the media you can view.












io penso sarà usato soprattutto per i libri (i film sono in streaming, non ha spazio di storage adeguato): la prima cosa che viene in mente è che il modello sia come ipod per la musica: ipad si collega solo a ibooksstore di apple e da li scarica a 12-15$ i libri TPM/DRMed; nessun altro sito può vendere libri tpm-ed ma chi vuole può mettere in commercio libri in formato epub e senza tpm , usabili quindi anche su ipad ma facilmente copiabili e rimettibili su bittorrent .
apple dirà agli editori che in questo caso la pirateria distruggerebbe il loro business , che guardino p.es. http://bit.ly/5jy2DN per rendersi conto che futuro faranno i loro libri, e che l'unica piattaforma sufficientemente diffusa per fare business è IBookAppleStore , che le altre piattaforme di ebook sono frammentate e chiederà l'esclusiva, almeno per un po', dei titoli in cambio della sicurezza, diventando ancora una volta "monopsista" ... mah!
Scritto da: gabriele | 28 gennaio 2010 a 23:47
Ma il TPM non è un problema più generale se è vero che "Secondo la International Data Corporation, entro il 2010 tutti i portatili e praticamente quasi tutti i PC saranno dotati di TPM"?
Scritto da: Pietro Zanarini | 29 gennaio 2010 a 04:07
Solo parzialmente vero, cmq: applicazioni, sì (in parte: le webapp sono fuori dal loro controllo). Contenuto, se non acquistato da loro, proprio no. (Tant'è che Apple, via iTunes/QuickTime, estende a tutti la propria licenza MPEG per produrre video H.264… e supporta ePub, quando potrebbe fregarsene… e MP3, e AAC… ecc, ecc.)
Scritto da: Emanuele Vulcano | 29 gennaio 2010 a 13:48
L'iPad cambia le regole del gioco per la vastita' di persone che (eventualmente) riuscira' a coinvolgere e che introduce completamente nuovi modelli di businness. Rimanendo agli eBook i libri cartacei sono destinati a diventare una luxury (non leggo praticamente piu' niente su carta da quando uso il tablet (Nokia e con tutte le limitazioni del caso di un 4.3' 800x480). Vedo molto bene la prospettiva di micropagamenti giusto per avere la possibilita' di scaricare su di un determinato dispositivo/ecosistema (quindi anche riaquistarlo diverse volte per diversi dispositivi/ecosistemi). Si acquista la possibilita' di utilizzarlo, non di possederlo e in un mercato del genere vedo il formarsi il nuovo servizio di poter scaricare gli stessi contenuti tra differenti piattaforme. In questa ottica gia' funzionano store musicali che per 15 dollari/mese e' possibile scaricare senza limiti per poi scegliere 10 brani da tenere. Per l'iPad Non avere una memoria di massa chiude completamente la porta a stream video over internet (che necessita' di una cache locale) ma non di fare stream video su wifi locale (di contenuti comprati su iTunes sul Mac di casa). Spostando il valore sulle disponibilita' e non sulle opere stesse le implicazioni di DRM e TMP cambiano.
Scritto da: ciro | 29 gennaio 2010 a 19:43
Ciro, troppo complesso. A me l'iPad PIACE; pero' c'e' chi mi ha fatto notare che un Kindle si legge meglio (legge e basta, ma meglio). E che per navigatore un iPhone/Android/Palm e' meglio. E che per lavorare un laptop e' meglio. E il tenutario qui ti ha gia' dimostrato che un iPod collegato ad un monitor e' piu' versatile e meno costoso. Quindi de facto e' solo un device per fedeli Apple... e' un concept come l'Air (specializzato in Manager Enterprise)... al piu' rimpiazza qualche nettop taiwanese con trackpack per bambini e tastiere antidisabili.
Scritto da: mfp | 29 gennaio 2010 a 23:08
E' un analisi di mercato che ancora non esiste (ma il cambio di percezione del senso di possesso di un opera e' probabile con tutte le conseguenze del caso). Impossibile evitare pare l'apologia di iPad: l'iPhone ha fatto comprare smartphones a chi non li avrebbe mai comprati: adesso l'Apple ha una base di utenti non geek pronti a saltare sulla barca iPad (si contano a decine di milioni) e sono pronti ed educati a pagare per le applicazioni (anche le piu' insulse). Svilupparci e' semplicissimo (in un paio di settimane non avendoci mai lavorato si mette qualcosa sullo store, probabilmente un paio di giorni se si e' gia' sviluppatori iPhone) e 499 dollari e' un prezzo impressionante (possibile che Apple non si faccia pagare il costo di sviluppo di un hardware completamente nuovo con un microprocessore 'propietario'?). Se non fossi cosi' nerd e snob (snobismo nerd) l'avrei gia' prenotato. Il paragone con il Kindle non ha nessun fondamento di mercato secondo me; indipendentemente da quanto meno stancante o leggero sulla batteria mettilo di fianco ad un iPad (teoricamente limitato solo a eReader allo stesso prezzo) e il 90% sceglierebbe l'iPad ma non e' possibile comparare solo una caratteristica, non ha senso.
Scritto da: ciro | 30 gennaio 2010 a 03:33
@Ciro: c'è un'inesatteza nel tuo commento precedente. L'iPad dispone di una memoria di massa (16-32-64Gb). ;)
Per il resto, è vero, è un device che crea un mercato completamente nuovo e le cui conseguenze sono ancora difficili da prevedere.
Scritto da: pierluigi | 01 febbraio 2010 a 15:44