Ma cosa stiamo aspettando?.- Alfonso Fuggetta
C’erano tra gli altri il Quinta e il Mante.
Da un confronto con persone che si occupano di infrastrutture classiche (ponti, strade, autostrade, porti, aeroporti, …) è venuto fuori un dato molto interessante.
Sembra che l’Italia, se vuol recuperare il suo deficit infrastrutturale, dovrebbe aumentare di 15 Mld l’anno i propri investimenti nel settore.
Beh se ci pensate, con 15 Mld, quindi l’equivalente dell’aumento in un anno di quella tipologia di spesa (non il valore assoluto di quelle spese!), si potrebbe fare una bella fetta di tutta la NGN.
Quinta dice che il costo è 28 Mld per portare fibra a tutti, ma con 15 si farebbe già un bel passo in avanti. A pensarci, uno si chiede cosa stiamo aspettando.
proprio cosi'. il delta investimento necessario per recuperare il gap nelle infrastrutture materiali ammonta a 15 miliardi all'anno almeno per 10 anni.
28Bn e' una cifra che prevede il 100% di FTTH senza pero' politiche normative per ridurre il costo delle opere civili; adottandole, io stimavo 22,3 miliardi; se poi diciamo che non e' obbligatorio ftth nel 100%, ma ci si accontenta dell'80% (e il resto rame o wireless, almeno per un po' di tempo), siamo sull'ordine di grandezza di questo delta investimento per le infrastrutture materiali.
va anche aggiunta la acuta osservazione di quell'esperto di strade che diceva che le reti telematiche modificano e ottimizzano l'uso delle infrastrutture materiali e quindi, forse, investendo 15Bn in FTTH, non e' piu' necessario investirne 15 x 10 anni per recuperare il famoso delta. L'investimento in fibra potrebbe ripagarsi gia' in termini di risparmio sulle infrastrutture materiali.
L'esempio era gli esistenti e sottoutilizzati aeroporti secondari che, grazie ad internet (che ha abilitato le linee aeree point-to-point), hanno assorbito traffico passegeri limitando la richiesta di investimenti primari e secondari su altri aeroporti.
Il Presidente di Vodafone, Guindani, ha anche osservato che un intervento pubblico del genere non sarebbe un costo, ma un investimento in quanto, una volta realizzato, con un meccanismo di governance stile concessioni (ho aggiunto io), potrebbe essere posto sul mercato.



